Lunedì 10 Maggio 2010 10:05

La Giustizia richiede una riforma drastica e radicale

Scritto da Administrator

di Cecco d’Ascoli

La situazione della giustizia in Italia è divenuta insostenibile. Solo una riforma drastica e radicale, che cancelli il vecchio e la rifondi dal nulla, può renderla effettiva ed efficiente.

Che la Magistratura sia un disastro è un fatto condiviso dalla maggioranza degli Italiani. Le lungaggini del processo civile allontanano le imprese, quelle del processo penale irritano e deprimono le persone per bene.

Le vicende Berlusconi hanno politicizzato la questione, ma al di là di queste beghe che, in fondo, non interessano nessuno, tranne i diretti coinvolti, sta di fatto che è universalmente noto che la Magistratura è diventata una casta d’intoccabili, che il suo lavoro, mediamente considerato, è pressoché totalmente improduttivo e le sentenze di condanna del Consiglio d’Europa, sempre più numerose, testimoniano lo stato d’arretratezza della nostra giustizia rispetto a quella dell’Europa occidentale.

Ma nessuno parla della cosiddetta giustizia amministrativa e della relativa magistratura.

Il diritto amministrativo, nonostante gli imponenti testi giuridici che lo commentano, (vedasi lo Zanobini, croce e delizia degli studenti di Giurisprudenza) è qualcosa che è stato inventato per complicare le cose. Discettare fra il diritto soggettivo dei singoli e l’interesse legittimo a che le cose pubbliche vadano per il verso giusto può essere occasione, come lo è stato, di brillanti esercizi intellettuali, ma da questo sistema, peraltro sconosciuto alle principali democrazie occidentali, discende un complesso imponente di giudici (amministrativi) e di giudizi di scarsissimo peso e di elevatissimo costo.

Il Tar, Tribunale amministrativo regionale, organo di prima istanza, se la cava con sentenze modeste rinviando di fatto le parti al Consiglio di Stato, dove è il mare delle nebbie.

Quando va bene, c’è la sospensiva, e nulla accade per parecchio tempo perché i giudici, si sa, sono molto affaccendati.

Per lungo tempo i Consiglieri di Stato sono stati nominati dal Governo, la fossa dei leoni dell’Amministrazione, con quale competenza è difficile dimostrare. I più sono dispersi fra Consigli di Amministrazione, Presidenze di concorsi millenari, fanno i Capi di Gabinetto dei Ministri od i Capi degli Uffici legislativi dei Ministeri. Quando va bene e sono ammanicati, capita che finiscano a fare i Presidenti di qualche Authority, con gli emolumenti della Banca d’Italia.

La Corte dei Conti, poi, massiccio strumento di poteri di controllo mai effettivamente esercitati, (od impedita ad esercitarli) si appaia al Consiglio di Stato nei paludamenti e nella inefficienza.

Da quando, poi, la Procura generale è stata frazionata in Procure regionali, molto più sensibili alle pressioni locali e da quando, in caso di malversazione da parte degli amministratori pubblici si può conciliare il danno all’Erario con un rientro al Tesoro in una percentuale dal 10 al 30%, praticamente questo pesante ed occhiuto organismo ansima nella sua attività.

Negli ultimi cinquant’anni mai uno scandalo è stato rilevato dalla Corte, passivo strumento del potere governativo.

Vogliamo parlare delle Commissioni Tributarie, organismi tra il pubblico ed il privato, assortiti da non specialisti raccomandati dai potenti, che decidono sulle nostre tasche e sui nostri ricorsi?

La questione è se tutto questo sistema abbia un senso per i cittadini contribuenti che pagano per avere giustizia.

La questione è se davvero abbiamo bisogno di questa mascherata giuridica per giudicare il nostro interesse legittimo a far funzionare correttamente la macchina del sistema pubblico.

La questione è se non sarebbe doveroso ed opportuno restituire poteri ad una Magistratura ordinaria, ristrutturata, specializzata e, soprattutto efficiente, per cancellare questo farraginoso monumento di inanità.

Il Governo dice che sta mettendo mano alla riforma della giustizia. Sarebbe un peccato perdere l’occasione di ripulire le stalle di Augia.

Cecco d’Ascoli

Roma: lunedì 19 ottobre 2009

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