Quello che sta avvenendo in Afghanistan, dopo il sequestro ed il rilascio del giornalista Mastrogiacomo, merita una riflessione. Non siamo in guerra con il Governo di Kabul ma...
...assieme ad altri Paesi occidentali, lo siamo con gli ex governanti di quel Paese. Lasciamo stare l’ipocrisia di truppe armate che costruirebbero la pace. Forse la costruiscono, ma sono in guerra, contro un nemico ben armato, abile ed insidioso. Un corrispondente di guerra, Mastrogiacomo, viene catturato dai Talebani. E’ un prigioniero di guerra? La logica vorrebbe di si. Ma in Italia i giornalisti sono pressoché sacri, specie se legati alle lobbies politiche esistenti. Contro ogni logica, si avviano trattative con il nemico. Si forza il governo Garzai, che riconosciamo come unico e legittimo governo dell’Afghanistan e, finalmente, con l’ausilio di un’organizzazione umanitaria diretta da Gino Strada, meritevole sotto vari aspetti per la sua opera preziosa in Afghanistan, si riesce ad ottenere la liberazione di Mastrogiacomo.
In cambio di che? Nessuno lo dice. Danaro? Si parla di due milioni di dollari. Armi? Complicità politiche?
Salvare una vita con il rischio di comprometterne molte? Dove finiranno le armi od i danari che serviranno per comprare altre armi, se non contro i nostri militari stanziati in Afghanistan? Garzai sostiene che è stato costretto a trattare perché, altrimenti, il governo Prodi avrebbe avuto dei problemi. Roma smentisce. E’ notorio che Prodi non ha mai problemi.
Gli Stati Uniti sono stupefatti. Hanno un alleato che entra in crisi per un giornalista rapito, che tratta con i terroristi, l’unico governo occidentale che ha la faccia per farlo e che si presta a qualunque compromesso. Queste sono vere, gravissime responsabilità politiche.
L’interprete afghano di Mastrogiacomo viene serenamente sgozzato. Orrore! L’Italia ufficiale pensava che i Talebani fossero dei buoni cristiani.
L’intermediario di Gino Strada viene arrestato dai servizi afgani, perché ritenuto complice dei Talebani. Orrore! L’Italia ufficiale considera intoccabili gli uomini di Gino Strada e il governo Garzai non può permettersi di fare il suo dovere.
Gino Strada accusa tutti e minaccia di andarsene. Garzai e Prodi, a suo avviso, non hanno fatto nulla per fermare il decorso di questi eventi. Orrore! E come farà il mondo a privarsi di questa realtà?
L’Italia ufficiale ha abbandonato chi era con Mastrogiacomo; in fondo, si tratta solo di Afghani. Il ritorno trionfale di Mastrogiacomo soddisfa i cuori dei colleghi cronisti, dei buonisti di turno. Che importa se quelli che rischiano la vita, in Afghanistan, Italiani ed Afghani, ma non solo, sono lasciati a se stessi? Questo è un pasticcio profondo, intriso di buonismo, ipocrisia, stupidaggine ed incapacità di assumere fino in fondo le proprie responsabilità.
E intanto, i nostri militari aspettano l’attacco dei Talebani che intascano quattrini, con la droga, i riscatti ed i rapimenti.
E’ stato un episodio sconcertante e vergognoso.
Stelio Venceslai








