Due avversari politici uno di destra e uno di sinistra.
Due anime contrapposte, laddove l'esponente della sinistra rappresentava il passato, e quello della destra il nuovo ( o il futuro, come preferite).
Quello di sinistra che basa la sua campagna politica su affermazioni populistiche senza fondamenti economici e quindi sociali nel vero senso della parola. Diciamo, ad esempio, che costei vorrebbe che tutti i francesi lavorassero ( e credo bene, questo è un diritto ), ma come? diminuendo il numero delle ore lavorate..
così facendo lavoriamo tutti, magari guadagniamo di meno, però....... però poi magari moriamo anche di fame.
Quello di destra invece pensa a operazioni atte a dare impulso alla produzione, industriale e non, per garantire la massima occupazione possibile, al fine di garantire un lavoro degnamente retribuito e in grado di assicurare una vita dignitosa al cittadino.
A ben guardare è la stessa cosa che dicono i nostri amati politici, di destra e di sinistra. Solo che mentre nelle parole dell'esponente della sinistra francese i nostri di sinistra si identificano, e bene, l'esponente della destra queste cose le dice con il piglio di chi le farà, e con il suo passato di persona che promette e mantiene; non altrettanto è possibile sentire le stesse cose dai nostri esponenti di centro destra e credere che poi queste cose le faranno, come ben abbiamo visto in passato.
Ieri sera, a proposito di questo, ho goduto vedendo come il direttore del Foglio, a Porta a Porta, ha praticamente schiaffeggiato e sbeffeggiato gli esponenti politici presenti, di destra e di sinistra ( Prestigiacomo, Ronchi, Giordano) eccezion fatta per la Turco, con la quale è stato più dolce.
Ultima cosa, sempre a proposito delle elezioni francesi.
Classico della sinistra: se non vincono democraticamente, mettono tutto a ferro e fuoco.
E adesso vediamo come si comporteranno i sindacati francesi, che quanto a rappresentatività, hanno meno iscritti dei nostri. (E. Mosci)








