Caro Presidente, il titolo è sicuramente " forte ", ma ritengo evidenzi bene il momento. Infatti, non credo sia ancora il tempo dei pannicelli caldi o, peggio, freddi...
...Dobbiamo trovare soldi (tanti) e li possiamo trovare soltanto colpendo duro sulle sacche improduttive.
La prima che mi viene a mente è la RAI.
Come tutti sappiamo, in Rai esiste gente che da tanto tempo sta lì e non fa niente, pur essendo regolarmente stipendiata, e neanche tanto male.
Come tutti sappiamo la RAI raccoglie pubblicità come Mediaset, eppure integra con 3 miliardi e passa, di euro, con la tassa sul televisore.
Come tutti sappiamo la RAI raccoglie pubblicità come Mediaset, eppure integra con 3 miliardi e passa, di euro, con la tassa sul televisore.
Come tutti possiamo vedere la RAI sperpera soldi per pagare, lautamente, personaggi in cerca d'autore, piuttosto malmessi, con la scusa degli " opinionisti " (sono come la laurea in ingegneria, non si nega a nessuno la parte dell'opinionista) in tutti i campi: culturali, sportivi, musicali e..... poco importa la loro professionalità e cultura sugli argomenti trattati.
La RAI spende soldi per pagare lautamente vecchie glorie ormai più che fuori dalla realtà (Carrà - Baudo e altra) realizzando programmi che non vanno nel modo più assoluto.
La RAI programma un numero indefinito di programmi digitali, alcuni di buon livello, che, al momento, nessuno, o quasi, segue.
La Rai, nei canali analogici, dà pochissimo spazio alla cultura, ad eccezione di Rai Tre, che, comunque, non resiste a dare il taglio politico e che non riesce ad eliminare.
Lì (a Rai3), anche se debbono dare una notizia di cronaca rosa, quindi probabilmente asettica, riescono a dargli il taglio " rosso ".
Sto raccontando cose trite e ritrite, ma, se il nostro baldo Generale Cavaliere, veramente è quello che dice di essere (c'ha più donne di George (cloney), tirasse fuori gli " argomenti " mostrandoli al mondo, ed eliminando, come ha fatto con l'Ici , la odiosa tassa sul televisore, destinando i tre miliardi e passa, ad opere di pubblica utilità, magari facendo costruire nuove scuole, nelle zone sismiche, come le fanno in Giappone, paese sismico per eccellenza, dove costano meno, non cascano i controsoffitti, e coloro che debbono controllare, piuttosto che stendere la mano e chiudere gli occhi, facciano in maniera più decisa il loro dovere.
La RAI spende soldi per pagare lautamente vecchie glorie ormai più che fuori dalla realtà (Carrà - Baudo e altra) realizzando programmi che non vanno nel modo più assoluto.
La RAI programma un numero indefinito di programmi digitali, alcuni di buon livello, che, al momento, nessuno, o quasi, segue.
La Rai, nei canali analogici, dà pochissimo spazio alla cultura, ad eccezione di Rai Tre, che, comunque, non resiste a dare il taglio politico e che non riesce ad eliminare.
Lì (a Rai3), anche se debbono dare una notizia di cronaca rosa, quindi probabilmente asettica, riescono a dargli il taglio " rosso ".
Sto raccontando cose trite e ritrite, ma, se il nostro baldo Generale Cavaliere, veramente è quello che dice di essere (c'ha più donne di George (cloney), tirasse fuori gli " argomenti " mostrandoli al mondo, ed eliminando, come ha fatto con l'Ici , la odiosa tassa sul televisore, destinando i tre miliardi e passa, ad opere di pubblica utilità, magari facendo costruire nuove scuole, nelle zone sismiche, come le fanno in Giappone, paese sismico per eccellenza, dove costano meno, non cascano i controsoffitti, e coloro che debbono controllare, piuttosto che stendere la mano e chiudere gli occhi, facciano in maniera più decisa il loro dovere.
Daremmo lavoro a gente che lo sta perdendo, compensando ampiamente gli eventuali "dipendenti messi a riposo di Rai ", che, detto fra noi, se scelti bene, non avranno problemi di sopravvivenza.
La butto là, personalmente la farei, costa niente, produce tanto, ampio consenso (obbligato) anche dai media, tre punti percentuali in più nei sondaggi.
Chissà, se veramente è meglio di George (Clooney). Boh!......
Domani te ne mando un'altra per come si possono trovare, immediatamente i soldi che servono per il benessere comune
Ennio Mosci





