L'ondata senza precedenti di repressione ed esecuzioni arbitrarie in Iran a partire dall'inizio di luglio 2007, ha fatto suonare un campanello d'allarme per i difensori dei diritti umani circa una imminente catastrofe umanitaria in Iran.
Impiccagioni pubbliche sulle gru di giovani e anche di donne, lapidazioni, arresto di migliaia di giovani, donne e uomini - con pretesti come “essere mal-velate”, “lotta contro la cultura occidentale”, “vandalismo” -, detenzioni di massa di studenti e giovani, che vengono sottoposti alle torture più orribili nelle carceri ed in particolare nella sezione 209 della nota prigione di Evin a Tehran, uccisioni indiscriminate nelle strade da parte di agenti governativi, dimostrano la dimensione del terrore pubblico che il regime dei mullah con l'ascesa di Mahmoud Ahmadinejad ha imposto al popolo Iraniano.
Tali crimini sconvolgenti contro il popolo iraniano sono commessi da un regime instabile senza via d'uscita di fronte a crisi interne ed internazionali giunte allo stadio finale e che si trova a fronteggiare una crescita senza precedenti della richiesta popolare di cambio di regime.
Questa grave situazione richiede una reazione seria e decisa della comunità internazionale. Tuttavia, le organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani e i governi dei paesi occidentali, non solo hanno scelto il silenzio di fronte a tali barbarie, ma insistono sulla necessità di dialogo e offrono ulteriori incentivi e concessioni al governo medioevale; una politica che incoraggia il regime Iraniano a prolungare e intensificare l'oppressione.
Appoggiando l'appello della signora Maryam Rajavi, Presidente-eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, nel quale chiede alla comunità internazionale di adottare urgenti misure per fermare le esecuzioni in Iran, e dichiarando la nostra solidarietà con la resistenza Iraniana, noi chiediamo:
1.alla comunità internazionale di approvare nella corrente sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite una risoluzione esplicita e decisa di condanna della violazione dei diritti fondamentali del popolo Iraniano da parte del regime dei mullah e di adottare urgenti misure per fermare la recente ondata di esecuzioni in Iran;
2.alla comunità internazionale e in particolare ai paesi dell'Unione Europea di condizionare le loro relazioni politiche ed economiche con il regime dei mullah al miglioramento delle condizioni dei diritti umani in Iran;
3.alle Nazioni Unite e al Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU di riprendere il monitoraggio sulla situazione dei diritti umani in Iran e di rielaborare un rapporto speciale a questo proposito;
4.di portare il fascicolo relativo a quasi tre decenni di crimini del regime dei mullah contro il popolo Iraniano, in particolare il massacro di 30.000 prigionieri politici nell'estate del 1988 che, in base a tutti gli standard, viene considerato crimine contro l'umanità, davanti al Consiglio di Sicurezza dell'ONU per l'adozione di decisioni vincolanti.








