Sciolto il PDS, sciolta la Margherita, una nuova “cosa” si affaccia nell’empireo politico nazionale. Si tratta di una semplificazione del quadro politico? Forse, ma la questione è molto incerta e non semplifica certo la vita dei cittadini...
Roma, 24 aprile 2007. Il grande evento della creazione del Partito democratico finalmente è avvenuto. Sciolto il PDS, sciolta la Margherita, una nuova “cosa” si affaccia nell’empireo politico nazionale.
Si tratta di una semplificazione del quadro politico? Forse, ma la questione è molto incerta.
Si semplifica e si rafforza la coalizione di centro sinistra? Forse, ma il gioco dell’estrema sinistra continua a condizionare pesantemente il governo Prodi, con o senza il Partito Democratico.
Si determina un ricambio generazionale? Non sembra. I Fassino, i Rutelli, i Prodi sono sempre là, con un Veltroni sornione e dormiente, in attesa del momento opportuno.
E allora? Si tratta solo di un’operazione di facciata che nasconde due crisi diverse e profonde.
La prima è la crisi del vecchio PCI, che il buon Ochetto aveva trasformato, dopo angosciosi dilemmi, in Quercia, per poi passare al PDS, confuso successivamente nell’Ulivo. Questa evoluzione non ha cambiato nulla, né gli uomini né i programmi, ma di comunismo non si parla più. Vive sotterraneo,ma è come se i più si vergognassero d’esserlo stati.
La seconda crisi è quella della Margherita, un fiore di risulta, mezzo socialista, mezzo democristiano, mezzo liberale e mezzo radicale. Se vogliamo, non un partito ma una coalizione di partiti troppo interessati al potere per stare a sinistra, troppo memori del passato per non stare al centro e sfruttare i benefici del pendolarismo.
Ma poi, come conciliare i transgenici, i gay, i fautori dei Dico, i pacifisti, i cristiano sociali, i liberalrosa, il mondo variegato della coalizione che ci governa? Tutti nello stesso partito? Quante correnti si trasformeranno in destra, sinistra e centro del PD?
Si tratta, in effetti, di una semplice operazione di trasformismo, tradizionale per il mondo cristiano – social – comunista. Nulla di nuovo, dunque, nonostante i peana della stampa di regime, le lacrime dei dissidenti, le musiche celebrative.
E a destra? Il nulla assoluto. Tace la Lega, tace Fini, sempre più isolato, tace financo Casini. L’unico a strizzare l’occhio è Berlusconi il quale, perso il governo per errori soprattutto suoi, spera di rientrare nella grande coalizione che da qualche tempo propone, inascoltato.
In realtà, ad un osservatore alieno, tutti sembrano dire le stesse cose, da anni. Tutti sono liberali, dai comunisti ai centristi, a Forza Italia, ad Alleanza Nazionale. E pure, il nostro resta pur sempre il Paese meno liberale fra tutti i Paesi occidentali.
Tutti sono per le riforme. Addirittura, a sinistra, si proclamano riformisti. E’difficile credere a questi propositi. Di riforme non si vede l’ombra. Di peggioramenti, invece, se ne vedono parecchi.
Tutti si proclamano sociali, ma le pensioni sociali si aggirano su € 350/450.mensili, le imposte aumentano per tutti, banche ed assicurazioni continuano a taglieggiare i cittadini, i morti per incidenti di lavoro ogni anno aumentano di numero.
Tutti si proclamano europeisti ed amici degli Americani ma poi, in realtà, si strizza l’occhio a tutto ciò che serve per tirare la barca avanti senza un briciolo di disegno politico o strategico a medio termine. E si privilegiano sempre di più gli interessi personali.
Tutti sostengono la necessità di una riforma della giustizia, della soluzione del conflitto di interessi, della riforma dell’Amministrazione pubblica ma, poi, nulla s’è fatto e nulla è in cantiere. Ma il 70% delle persone che si trova in carcere è in attesa di giudizio. Il 70% delle persone condannate da una sentenza definitiva è o in libertà vigilata od agli arresti domiciliari.
Tra processi civili, penali ed amministrativi ci sono oltre 10 milioni di cause pendenti. I processi penali durano anche trent’anni; quelli civili anche molto di più.
Lo Stato non amministra giustizia ma ingiustizia. Non occorre una Magistratura diversa ma leggi e procedure diverse. Una giustizia sollecita è un servizio per tutti.
I cittadini hanno bisogno di sicurezza e di essere garantiti non solo dalle Forze di Polizia ma anche dalla Magistratura e da un sistema di leggi semplici, efficaci e tali da non permettere sconti, premi, vacanze, lavori esterni od altre beffe della legge ai danni dei cittadini onesti.
Certo, governare è molto più difficile che fare un dibattito in televisione. Di parole sono pieni i telegiornali, la stampa, le comunicazioni, ma di fatti poco o nulla e l’uomo è sempre meno al centro dell’interesse dei nostri politici.
In altri tempi, peraltro molto più calamitosi, un giornalista della Repubblica Sociale, Spampanato, se non ricordo male, scrisse un articolo che fece scalpore. S’era al tramonto di Salò, alla fine delle illusioni ed una tragedia sanguinosa percorreva l’Italia. L’unica speranza era nelle famose armi segrete tedesche, tanto segrete che, poi, non vennero mai fuori. Quell’articolo aveva un titolo che divenne famoso: Se ci sei, batti un colpo.
E’ un titolo che andrebbe bene anche oggi.
Stelio Venceslai





