di Franco Abruzzo
L’internazionale dei giornalisti, con voto unanime, ha cacciato Israele.
Una vergogna che disonora i giornalisti. Che ne dice la Fnsi? Quali istruzioni ha dato al compagno-conte Paolo Serventi Longhi e come si è comportato? “Il Foglio” dice che lo stesso ha votato contro Israele, unico Paese democratico del Medio Oriente. La Fnsi non può far finta di nulla! Questo avviene, mentre l’Iran minaccia la distruzione di Israele, impegnata contro il terrorismo musulmano e, quindi, in difesa di noi occidentali. Bisogna impedire un secondo Olocausto. Israele lotta per la sua libertà e per la sua vita. Non possiamo e non dobbiamo abbandonare un Popolo che ogni giorno paga, con il sangue dei suoi figli, l'ostilità del mondo arabo forte di un miliardo di persone (contro 7 milioni). La Fnsi è quel sindacato che, nell'ottobre 1978, era indeciso se aderire all'organizzazione dei giornalisti liberi d'Occidente o se aderire alla analoga organizzazione con sede a Praga occupata e violentata dalle truppe sovietiche. Un precedente da non dimenticare. Stiamo parlando del Congresso della Stampa di Pescara, dove alta e forte si alzò la voce di Walter Tobagi in difesa delle nostre libertà e dell'Occidente democratico. Ero presente a quel congresso a fianco di Walter Tobagi. Passò la linea di Tobagi, una vittoria sofferta e moralmente altissima.
Franco Abruzzo
Roma, 13 Luglio 2009








