Lunedì 10 Maggio 2010 13:14

Troppe lacrime in Israele

Scritto da Administrator
di Deborah Fait

Gli eventi e gli uomini sembrano in sintonia nell'essere avversi ad Israele ed al suo popolo.

In Israele si piange troppo e si piange tutti insieme, il dolore di uno è il dolore di tutti, un figlio morto è il figlio di tutti. Un figlio, un ragazzo bello, bravo, brillante è morto e quando la sua bara è stata calata nella terra un singhiozzo ha unito le  migliaia di persone presenti al cimitero per  onorare Assaf , sua madre e i suoi fratelli.

Sarà un tragico Rosh HaShanà per Rona e i suoi tre figli.

Shlomo Artzi è un un musicista molto amato in Israele, è considerato l'icona della musica  ed è il primo musicista che io ho conosciuto nei giorni della mia alià.

I giovani, ancora oggi, impazziscono per lui.

Prima di concludere il suo ultimo concerto, circa una settimana fa, Artzi chiamò accanto a se il figlio Yonatan e insieme hanno cantato la sua più bella canzone "King of the World", Il Re del Mondo, dedicandola a Gilad Shalit, il giovane israeliano da tre anni  e mezzo ostaggio dei maledetti terroristi palestinesi.

Tra il pubblico, con il volto rigato di lacrime, mentre cantava a voce spiegata, c'era Assaf Ramon.

"Assaf,- ha sussurrato Yftah Ramon al funerale del fratello maggiore -, solo alcuni giorni fa  eravamo insieme al concerto di Shlomo Artzi  e la nostra felicità toccava il cielo. Durante tutta la durata dello spettacolo io ho pensato a Papà e a quanto mancava nelle nostre vite. Adesso tu riposi  accanto a lui e io so che voi due, da lassù, ci guardate e ci proteggerete".

L'ultima strofa della canzone dice " Dovunque tu vada, qualsiasi cosa tu voglia diventare, tu sarai sempre per tua madre il re del mondo".

Rona, mamma di Assaf, moglie dell'eroe di Israele, l'astronauta Ilan Ramon, piangendo lacrime senza consolazione, ha detto "Assaf, Io so che Papà ti sta guardando e ti sta abbracciando. Assaf, Tu sei il Re del  Mondo."

Sulle note di questa canzone abbiamo dato  l'ultimo disperato addio ad Assaf, morto dentro il suo F16  A precipitato sulle brulle colline di Hebron, un tragico destino ha unito in morte Assaf a suo padre, l'astronauta morto nel disastro del Columbia,  l'eroe che con un'azione fulminea aveva distrutto nel 1981 il reattore nucleare iracheno. Ilan, prima di morire, aveva commosso tutta Israele quando passandoci sopra la testa coll'astronave aveva salutato il suo paese "piccolo ma bellissimo anche da quassù " e, pur essendo laico, aveva santificato lo shabat stringendo tra le mani la Bibbia e la bandiera di Israele.

Poi lo schianto. Tutti morti.

Assaf, dopo aver assisitito felice al concerto di un suo beniamino, è salito sul suo aereo da guerra per un'esercitazione, era tranquillo e felice, alcune settimane fa aveva ricevuto dalle mani del Presidente Peres il diploma con la Lode.

Poi lo schianto e Assaf ha ritrovato suo Padre, lasciando sua madre e i fratelli nella disperazione. Lasciando Israele tutto attonito e sconvolto.

Troppe lacrime in Israele, lacrime di dolore, lacrime di disperazione ma anche lacrime di rabbia.

Rabbia perchè Gilad Shalit passerà il suo quarto Rosh haShana rinchiuso in qualche prigione sotterranea ostaggio dei palestinesi che hanno già avvisato che non gli sarà consegnato nessun pacco mandato dai suoi genitori.

Parlo di palestinesi senza precisare Hamas o Fatah, senza distinguere tra terroristi e sostenitori perché sono tutti uguali, gentaglia.

Siano maledetti per l'eternità.

Lacrime di rabbia per il Rapporto Goldstone sulla guerra di Gaza, un rapporto di più di 500 pagine in cui Israele viene accusato di crimini di guerra e crimini contro l'umanità, dove nessuno parla se non  marginalmente degli 8000 missili mandati, in tempo di pace, contro la popolazione civile di Israele, dove non si parla di terroristi ma di gruppi armati.

Rapporto che si è basato totalmente sulle testimonianze dei palestinesi, delle organizzazioni per i diritti umani che te le raccomando, oltre ad avere membri neonazisti, sia di estrazione occidentale che islamica, si è scoperto essere finanziate non solo dall'Europa ma anche dall'Arabia Saudita.

Credibilissimi quindi, questi gruppi, credibili per una sola cosa: il loro odio profondo per Israele.

Il professor Asha Kasher, autore del codice etico dell'IDF, ha dichiarato che questa critica così estrema  è motivata da comune antisemitismo. Un pogrom politico dunque, un pogrom che onora il terrorismo, che incoraggia i terroristi , che, per evitare altri rapporti demonizzanti, potrebbe impedire a Israele di difendersi in futuro dagli attacchi arabi.

Tante, troppe lacrime in Israele.

Deborah Fait

Roma: venerdì 18 settembre 2009

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