Lunedì 10 Maggio 2010 13:26

La riforma sanitaria statunitense e la realtà parlamentare

Scritto da Administrator

di Domenico Maceri

La riforma sanitaria statunitense si gioca su un costume e una prassi parlamentare che è difficilce comprendere ed interpretare per un europeo.

“Sono convinto che tutti questi soldi hanno una profonda influenza”. Parla il dottor Quentin Young, direttore del Physicians for a National Health Program, un gruppo che sta spingendo per un sistema sanitario single payer in cui il governo pagherebbe tutte le spese di sanità. In effetti, ciò che avviene in Europa e Canada.

L’influenza dei soldi si riferiva ai contributi finanziari che il senatore Max Baucus, democratico del Montana, ha ricevuto dalle aziende assicurative. Baucus, il presidente della commissione finanza al Senato, ha appena annunciato la bozza del nuovo piano sanitario. In grande misura si tratta di un programma che farebbe piacere agli interessi corporativi anche se include qualche osso per i cittadini.

Quanto ha ricevuto Baucus dalle aziende assicurative? Fra il 2003 e il 2008 il senatore del Montana ha ottenuto 3,4 milioni di dollari, ossia il 25% di tutti i suoi contributi ricevuti. Una cifra significativa dato che il Montana è uno Stato con una popolazione molto bassa dove le aziende possono avere molta più influenza di quelli con milioni di cittadini. Un voto al Senato vale un voto non importa se viene dalla California (36 milioni di abitanti) o dal Montana (meno di un milione).

Un altro membro della commissione finanza ha anche lui ricevuto somme considerevoli da aziende assicurative. Il senatore Charles Grassley, repubblicano dell’Iowa, un altro Stato con popolazione molto bassa, ha anche lui ricevuto 2,3 milioni di dollari, ossia il 23% di tutti i contributi ricevuti.

Ovviamente è difficile provare che questi contributi avranno influito sulla bozza del disegno di legge. Grassley si è disassociato dal programma di Baucus riflettendo in tal modo lo status quo che certamente non sarebbe opposto dalle compagnie di assicurazioni.

Ma anche se la proposta di Baucus dovesse divenire legge non dispiacerebbe molto agli interessi corporativi del settore assicurativo privato. La nota opzione pubblica inclusa nel piano della Camera è eliminata da Baucus. Vi sarebbe invece un sistema di cooperative che potrebbero fornire assicurazione a costi più bassi. Sfortunatamente le cooperative sarebbero piccole e quindi non rappresenterebbero concorrenza alle aziende di assicurazione privata.

Ma il vantaggio principale per le compagnie di assicurazione privata nel piano di Baucus sarebbe l’obbligazione di tutti i cittadini di comprare una polizza assicurativa. Si tratta di 30 milioni di nuovi clienti. Per coloro che non potrebbero pagare il costo totale il governo fornirebbe sussidi. I datori di lavoro con più di 50 impiegati che non offrono assicurazione sarebbero obbligati a rimborsare il governo di una parte del sussidio.

Il senatore Jay Rockefeller, democratico del West Virginia e membro della commissione di Baucus, si è anche lui disassociato dalla bozza di legge. Rockefeller crede che l’opzione pubblica sia essenziale. Ciò costringerebbe le assicurazioni private a competere con il sistema governativo e eventualmente ridurrebbe i costi.

Fino ad ora sembra che i repubblicani al Senato si opporranno alla riforma sanitaria. L’unica eccezione potrebbe essere Olympia Snowe, repubblicana del Maine, la quale supporterebbe il piano di Baucus se diventerà meno costoso e non aumenterà il deficit.

Politicamente i democratici potrebbero agire da soli senza l’aiuto dei repubblicani data la loro maggioranza alla Camera e al Senato. Ci sarebbe ovviamente il problema se i senatori e parlamentari democratici di destra, i così detti “blue dogs”, decidessero di abbandonare la barca e votare contro la riforma sanitaria.

Ciò sarebbe un problema per le loro rielezioni perché gli elettori si aspettano una riforma sanitaria. I “blue dogs” preferirebbero ovviamente una riforma che abbia “l’odore” repubblicano. Tornando a casa senza riforma i parlamentari che devono correre per la rielezione  si troverebbero a mani vuote rafforzando l’idea che la Camera non fa un bel niente.

Se Nancy Pelosi, presidente della Camera e Harry Reid, presidente del Senato, insistono che la scelta sarà fra nessun cambiamento e un sistema sanitario progressista, i “blue dogs” saranno costretti ad approvarlo. Si tratta di una riforma sanitaria non ideale ma che si avvicina al sistema usato in Canada ed in Europa. Se i “blue dogs” diserteranno il loro partito commetteranno il suicidio politico che avrebbe serie conseguenze anche per il resto del mandato di Obama.

Domenico Maceri

Roma: domenica 11 ottobre 2009

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