Lunedì 10 Maggio 2010 13:29

La tolleranza islamica prevede la licenza di uccidere

Scritto da Administrator

di Deborah Fait

Dopo 2500 anni l'esodo di una civiltà. Il mondo si commuove per una specie in via di estinzione, ma rimane indifferente se una comunità millenaria deve venire evacuata per il rischio a cui la sanguinaria "tolleranza" islamica la espone. Lo Yemen ora è "Judenrein", una parola con una sinistra assonanza nazista.

L'argomento è stato toccato così, en passant, senza darvi troppa importanza.

Triste, si, quando una cosa finisce si prova sempre  una grande malinconia, anche quando  si sente parlare della tigre siberiana che sta scomparendo o della balenottera bianca in via di estinzione.

Triste.

Malinconico.

Nel caso di esseri umani, tragico.

Quando si tratta di una civiltà e di una cultura soffocate e portate ad estinguersi, addirittura drammatico.

Il professor Hayim Tawill, esperto studioso degli ebrei yemeniti, ha detto: «Questa è la fine degli ebrei della diaspora dello Yemen. That's it». Si, gli ebrei dello Yemen, quegli ebrei bellissimi, dalla pelle bronzea, quegli ebrei le cui donne camminano come regine, a testa alta, con i capelli raccolti in retine fatte di monete d'oro.

Quegli ebrei i cui uomini portano peyot arricciatissime e lunghe fino alle spalle, uomini dal profilo aquilino di una bellezza antica.

Non ci sono più.

That's it!

Li hanno portati via perché rischiavano seriamente di essere  ammazzati dai loro connazionali arabi.

La tragedia degli ebrei yemeniti, come di tutti gli 800.000 ebrei del mondo arabo, ebbe inizio nel 1948 con la fondazione dello stato moderno di Israele. Prima della data fatidica gli ebrei del mondo arabo vivevano alla meno peggio, con molta attenzione perché erano dhimmi quindi soggetti ad essere maltrattati e uccisi, ma nel 1948 ebbe inizio la loro fine e ad Aden gli arabi, in un pogrom, ammazzarono centinaia di ebrei.

Tra il 1949 e il 1950 50.000 ebrei furono trasportati in Israele coll'operazione "Tappeto Volante".

I pochi che restarono in Yemen sapevano esattamente come poter sopravvivere, dovevano diventare trasparenti e silenziosi, cento, mille volte dhimmi.

La vita degli ebrei nel mondo islamico non è mai stata come la propaganda araba vuol far apparire e la dhimmitudine, cioè lo stato di tolleranza, è sempre stato molto duro. Gli ebrei dovevano pagare una tassa speciale per avere il permesso di vivere, gli ebrei dovevano portare vestiti speciali, di un colore particolare, a loro non era permesso parlare in presenza di musulmani.

Gli ebrei rimasti in Yemen dopo il 1950 hanno vissuto nel pericolo quotidiano e negli ultimi anni, con la presenza di al Queda anche al governo del paese, il pericolo si era fatto talmente concreto che Israele e la comunità ebraica statunitense decisero di chiedere al governo del paese il permesso di portare via tutti i sudditi ebrei.

Oggi, dopo 2500 anni, si conclude la storia degli ebrei yemeniti, belli, regali, con la loro cultura antichissima, il loro ebraico biblico, i loro canti tristi e dolcissimi.

Li hanno portati via, una parte negli USA e tutti gli altri in Israele.

Le donne anziane  continueranno a portare i capelli raccolti nelle cuffie di monete d'oro e continueranno a camminare come regine, a testa alta, gli occhi grandi e scuri nei quali poter leggere la storia antica del Popolo Ebraico.

Le ragazze e i ragazzi giovani indosserano i jeans, andranno a scuola, respireranno la libertà e non avranno più paura, potranno parlare davanti a tutti, cantare, gridare, divertirsi e soprattutto potranno vivere.

A 18 anni si metteranno il fucile in spalla e andranno a difendere Israele da quella stessa gente che per millenni aveva tormentato e ucciso i loro avi, l'antica regalità si trasformerà in fierezza e in orgoglio, la fierezza e l'orgoglio che si respirano in Israele.

"Siamo ebrei e israeliani, non siamo più dhimmi, mai più nessuno potrà ammazzarci per capriccio o per divertimento"

Dopo 2500 anni la saga degli ebrei dello Yemen si conclude per sempre.

Il mondo arabo e' judenrein.

That's it.Deborah FaitRoma: domenica 8 novembre 2009

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