di Deborah Fait
La stampa internazionale odia Israele come riflesso di dipendenza ai poteri forti che la controllano e la indirizzano. L'informazione si è trasformata in manipolazione mirata; la professione di giornalista nel mestiere di cassa di risonanza di ogni forma di antisemitismo.
Siamo stufi di imbrogli, siamo stufi di essere diffamati. Stufi marci.
Per fortuna piano piano anche gli israeliani, sempre un pò fatalisti e troppo tolleranti, incominciano a protestare, a denunciare, a voler chiarire i fatti.
Per anni il leit motiv, inventato tanto tempo fa, da Shimon Peres, è stato "lasciamoli dire tanto parleranno sempre male di noi".
Per anni e ancora oggi, esiste una grande riluttanza a combattere la stampa straniera che dipinge gli israeliani come "i cattivi" e nessuno ha mai capito il motivo di questo atteggiamento, nemmeno molti israeliani.
Esiste, infatti, un grande dibattito interno, da anni ormai, da quando è iniziata la seconda intifada nel 2000 e Israele, colpito da decine di attentati terroristici al giorno, veniva comunque descritto dai media internazionali come il colpevole.
I media israeliani protestano contro questo atteggiamento masochista dei governi israeliani. Perché? perché? perché? Questa è la domanda che tutti si pongono.
Eppure anche con l'ultima guerra a Gaza, l'operazione Piombo Fuso, sia il governo che l'Esercito hanno commesso gli stessi errori, esattamente come durante la seconda guerra in Libano contro Hezbollah.
Noi, in Israele, venivamo informati ora per ora su quello che accadeva e sapevamo tutto quello che i nostri soldati facevano per salvare la popolazione civile palestinese.
Sapevamo che loro, i palestinesi, usavano i civili come scudi umani, gli ospedali e le scuole come depositi di armi, lo sapevamo noi ma queste informazioni non uscivano.
Sapevamo che, per la prima volta nella storia, un esercito avvisava con milioni di telefonate e di biglietti gettati dagli aerei la popolazione civile a entrare nei rifugi.
Sapevamo anche che hamas impediva ai civili di farlo.
Ma queste informazioni non uscivano da Israele e il mondo ci odiava per i poveri palestinesi che morivano, Internet era invasa da maledizioni contro di noi e chi poteva cercava di arginare tutto questo odio, senza troppi risultati in verità. L'odio è troppo radicato per poterlo scalfire.
Poi è arrivato Goldstone, ma che strano! con tutti i giudici che esistono è stato scelto proprio un ebreo....che coincidenza! Ogni sua parola contro Israele doveva pesare doppio, triplo:
"è un ebreo che condanna! Israele assassino di bambini".
Questo si leggeva su internet e noi venivamo colti da travasi di bile!
Goldstone, come previsto, per essere più realista del re ha ascoltato hamas e in base alle testimonianze di hamas ha redatto il suo rapporto di condanna a Israele che si era rifiutato di collaborare.
Perché il rifiuto? Perché il rapporto sarebbe stato una farsa, una scusa in più per condannare e demonizzare Israele.
Ma allora gridatelo al mondo, caspita!
No, siamo stati in silenzio ad ascoltare l'odio che ci si riversava contro.
È intervenuto un soldato straniero, un colonnello inglese, Richard Kemp, per dire che "L'IDF ha fatto, per salvare la popolazione civile di Gaza, più di qualsiasi altro esercito nella storia".
Dobbiamo smettere di essere masochisti, dobbiamo difenderci e parlare se no saremo complici dell'odio che il mondo intero prova per noi.
Basta col lasciamoli dire!
Incominciamo a urlare la verità.
Da sempre il signor mondo ascolta compiaciuto tutte le menzogne e diffamazioni che i palestinesi e i loro finanziatori dicono contro Israele.
Il mondo ascolta le ONG, soprattutto quelle israeliane che, ohibò, guarda caso, ma che sfortunata coincidenza, sono tutte finanziate dalla Comunità Europea.
Ohibò ohibò.
B'tselem ha ricevuto nel 2007/8 qualcosina come 151.000 euro.
E lo stesso per Adalah, Break the silence e tutte le altre.
Ohibò, ohibò, ohibò come si può pretendere che non dicano tutto quello che l'Europa antisemita vuole?
Il mondo ascolta e gode, gode e condanna, condanna e perseguita, perseguita e boicotta.
Basta.
È doveroso dire che non è sempre colpa nostra perché anche quando l'IDF organizza conferenze stampa per i giornalisti stranieri quello che esce sui media è quasi sempre solo diffamazione e menzogna.
Allora aveva ragione Shimon Peres che, nella sua immensa saggezza, diceva "inutile fare la fatica di difenderci, tanto parleranno sempre male di noi".
Arafat ha passato 40 anni a diffamare Israele, il mondo ai suoi piedi.
Si sperava che con la sua morte sarebbe finita l'era dell'amore per i terroristi da parte del mondo occidentale e invece no, tutto continua come prima: Ahmadinejad viene fatto parlare alle Nazioni Unite e nelle università (le stesse che impediscono ai premier israeliani di parlare), si permette che quotidianamente minacci la scomparsa di Israele e se Israele protesta viene accusato di essere visionario.
In Svizzera hanno detto no ai minareti e tutti a strapparsi i capelli "ahhhh impediscono la libertà di cultooooo, vergogna, vergogna marciaaaaa" . Bene, peccato che nessuno di questi difensori della libertà di culto abbia mai detto una parola perché agli ebrei è vietato salire a pregare sul Monte del Tempio dove esiste il Santo dei Santi , il luogo più sacro per l'ebraismo.
Strano altresì che gli stessi critici del referendum svizzero abbiano approvato la legge che aboliva il crocefisso dagli uffici pubblici e scuole italiani.
Strano.
Questo essere islam dipendenti è molto strano e si spiega solo colla paura e il desiderio di compiacere i prossimi padroni d'Europa.
Forse è per questo che Hamas e Hezbollah sono rispettati e riveriti e nessuno protesta per il ricatto cui è sottoposto Israele per la liberazione di Gilad Shalit.
È odioso parlare di questo dopo Auschwitz.
È odioso sapere che Israele sia l'unico paese al mondo di cui si discute ogni giorno, ogni stramaledetto giorno, il diritto all'esistenza.
È odioso pensare che i bambini ebrei di tutto il mondo, compreso Israele, devono entrare a scuola passando attraverso la sicurezza armata.
È odioso pensare che le sinagoghe e i cimiteri ebraici siano costantemente dissacrati.
È odioso sapere che le maggiori sinagoghe debbano essere costantemente circondate da polizia e carabinieri, in Italia.
È odioso constatare che un presidente degli Stati Uniti ordini agli ebrei dove abitare.
È odioso sapere che oggi, proprio oggi, l'Unione Europea deciderà sulla nostra pelle se regalare ai palestinesi Gerusalemme Est come capitale, rischiando un'ennesima guerra.
Nel 1995 il Congresso USA riconobbe Gerusalemme, tutta unita, Capitale di Israele e legiferò che nel 1999 l'ambasciata USA doveva trasferirisi da Tel Aviv a Gerusalemme dove aveva già acquistato il terreno per la costruzione.
È odioso pensare che nessun presidente USA ha avuto il coraggio di rispettare questa legge.
È triste rendersi conto che tutti hanno paura dei palestinesi, una paura tale da credere ad ogni loro menzogna, compresa la fola della fame a Gaza dove tutti sono grassi e pasciuti e armati fino ai denti.
"I palestinesi soffrono" è il ritornello di ogni bastardo pacifista.
Soffrono? E allora perché non fanno la pace?
Semplicemente perché non gli interessa e perché gli fa più comodo restare come sono e spremere soldi (hanno ricevuto ieri altri 64 milioni di Dollari dalla Banca Mondiale) e far passare Israele per cattivo e intransigente perché si rifiuta di scomparire.
È la loro tattica dal 1967.
Sarebbe ora che il mondo occidentale credesse a Israele e, finalmente, incominciasse a difenderlo dalla solita odiosa demonizzazione.
Sarebbe ora soprattutto che Israele dicesse a questo mondo ingiusto e partigiano: BASTA!
Deborah Fait
Roma: sabato 12 dicembre 2009








