Caro Presidente,
di Ennnio Mosci
Caro Presidente, è molto che non scrivo, ma, sentendo ieri l'altro il sindaco Alemanno rispondere a delle domande di ascoltatori di Radio Radio, non ho potuto fare a meno di esprimere alcuni giudizi, del tutto personali, sul sindaco ( con la s minuscola ) di Roma ( purtroppo).
Si tratta, per una parte, della polemica sulla costruzione di grattacieli a Roma. Secondo Alemanno, la costruzione dei grattacieli servirebbe a riqualificare alcune periferie, oltre a salvaguardare l'agro romano da future speculazioni. fin qui tutto bene, se.........
- prima di tutto Alemanno dovrebbe spiegare quale è la necessità di una città dome Roma (unica al mondo) di espandersi ulteriormente, per diventare magari una megalopoli come Tokyo o Città del Messico.
- se il comune da lui diretto, in merito alla fame di case presunta, ha messo in atto tutti gli strumenti che possiede per cercare di far immettere sul mercato quel gran numero di appartamenti sfitti in mano ai palazzinari, ai quali, detto tra di noi, conviene tenere sfitti tali appartamenti per mantenere alto il costo degli immobili ( speculazione )
- se i tecnici comunali, in merito alla riqualificazione delle periferie cui fa riferimento Alemanno, hanno redatto un piano ( possibilmente serio ) che preveda la riqualificazione degli immobili fatiscenti, e quant'altro serve per dare un volto più urbano alle periferie cui fa riferimento. Questo senza dover ricorrere alla costruzione dei grattacieli
- se si è chiesto cosa accadrebbe si autorizzasse la costruzione di grattacieli, in materia di valorizzazione dei terreni dove gli stessi sarebbero edificati
-se si è chiesto quale sarebbe il nuovo volto di una città come Roma, che lui, immigrato, certamente non può comprendere. Non può comprendere in special modo quando parla del fatto convenzionale che le costruzioni di Roma non dovrebbero essere più alte della cupola di S. Pietro ( cosa che non sta scritta da nessuna parte, ma che fa parte della cultura popolare romana), e che limita tale convenzione, soltanto alla ristretta parte della città che si configura dentro le mura aureliane.
- se si è chiesto perché mai la popolazione di Roma deve continuare a crescere, quale è la necessità, cosa comporta in termini di sviluppo socio economico questa presunta crescita.
Poi, però, Alemanno, dopo aver parlato di grattacieli, dice : "comunque indiremo un referendum tra la popolazione per sapere cosa ne pensa ( dei grattacieli )".
Poi, ad una precisa domanda di un ascoltatore: " sindaco, perché non facciamo in maniera di mettere gente capace di giudicare professionalmente il lavoro dato in appalto riguardante i lavori sulle strade?", furbescamente risponde: " abbiamo stanziato subito 50 milioni euro per i primi interventi sulle buche e rifacimenti. Sono stati fatti appalti di 1 milione di euro ciascuno per dare la possibilità a tutte le imprese di Roma di avere una parte dell'appalto ( credo sia difficile trovare 50 imprese in grado di sostenere un impegno economico così elevato, almeno romane ), ed evitare errori del passato ( vedi Romeo ).
Per sistemare tutte le strade di Roma occorrerebbe investire una cifra di 2 / 3 miliardi di euro ( 1 miliardo in più o meno non fa differenza, certo ), quindi vedremo in futuro."
Bellissima risposta non risposta. Il cittadino voleva soltanto sapere perché dove le imprese fanno gli interventi, non vengono fatti i collaudi necessari a garantire il comune che il lavoro svolto è conforme al capitolato, tutto qui. E' sotto gli occhi di tutti che tali lavori vengono svolti sempre, o quasi, non conformemente ai capitolati, durano poco, e fanno la felicità di tanti, meno che dei cittadini.
Bella risposta sindaco. GRAZZIE!!!! ( con due zeta, e anche di più ).
Aridatece Veltroni.
Ennio Mosci
14 giugno 2010








