Sabato 26 Giugno 2010 20:22

Ancora su Pomigliano

Scritto da Maurizio Navarra

Ancora su Pomigliano

 

di Ennio Mosci

 

Consideriamo questo articolo com un seguito del precedente. Sembra essere la "solita manfrina" della CGIL; nel caso Alitalia, dopo aver fatto la sceneggiata a favore di Air France, ha accettato le condizioni capestro proposte dalla nuova proprietà, permettendo condizioni contrattuali anche peggiori di quelle Fiat, (queste, almeno, non prevedono ulteriori tagli alla parte economica). Comunque 13500 posti di lavoro sono salvi, e la gente, dopo i primi mugugni, ha capito, e accettato, la nuova situazione, producendo quello che vuole l'Azienda (tanto è vero che il bilancio 2009 di AZ è uno dei migliori dell'industri aerea mondiale).

A POMIGLIANO non sembra essere così. Il 36% dei no è superiore al numero degli iscritti ai sindacati rossi, segno che il dissenso va oltre la ideologia. Sono quelli, la maggior parte, del doppio lavoro. Se tornano a lavorare in fabbrica, perdono soldi.

Speriamo, almeno, che il nostro governo, in uno scatto di onestà, a coloro che rimarranno fuori tolga la cassa integrazione, tanto non hanno nè bisogno nè voglia di lavorare. Fa bene Marchionne a creare una nuova società e procedere ad assunzioni individuali.

POMIGLIANO somiglia troppo a TERMINI IMERESE. Potrebbero essere visti come cancri che vanno estirpati.

Dispiace dirlo, almeno per me che vengo dalla sinistra, ma ormai servono interventi drastici, nei confronti dei lavoratori e nei confronti delle imprese. Niente aiuti per nessuno.

Attenzione al futuro. Questo contratto farà da guida ai futuri contratti, non solo dei metalmeccanici; ma se in Germania, i dipendenti e sindacati BMW hanno accettato di lavorare una ora al giorno in più, rinunziare al sabato festivo, e altro ancora, per salvare i conti dell'azienda e permettergli di rimanere sul mercato senza procedere a a licenziamenti, non vedo perché la stessa cosa non sia possibile in Italia. Sempre con una attenta osservazione da parte dello Stato, perché gli imprenditori italiani non sono neanche lontani parenti di quelli tedeschi. Basta vedere i campioni di ieri e di oggi:

AGNELLI, DE BENEDETTI, MONTEZEMOLO,MARCEGAGLIA ( questi sono solo pochi campioni ) e allegra compagnia.

 

Ennio Mosci

26 giugno 2010

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