Sempre più di frequente accadono episodi di malasanità nei nostri ospedali e ci chiediamo in parecchi se chi di dovere si decide finalmente a porvi seriamente rimedio.
Proprio in questi giorni nell’ospedale di Torino si scambia la sacca contenente il sangue per la trasfusione ed il paziente muore, mentre in quello di Messina due medici in sala parto arrivano addirittura a contendersi la paziente, per motivi non ancora chiariti e, mentre le cure sono arrivate in ritardo, puntuali e gravissimi invece sono stati i danni a madre e figlio.
Entrambi gli episodi sono censurabili e le autorità sanitarie e giudiziarie interverranno di conseguenza.
Mentre scrivo sono indignato e furente anche perché mi torna alla memoria l’anno 1971, il mese di luglio, caldo come può esserlo il caldo in Sicilia, la mia amata terra, dove mi trovavo in ferie, al mare.
Con mia moglie, incinta di otto mesi, ci ponevamo il dilemma se partorire a Messina (dove vivevano le nostre due famiglie) oppure al Nord, a Ravenna, dove io lavoravo in Fiat.
Durante una visita ginecologica di controllo all’ospedale Piemonte di Messina rimaniamo sconcertati e disorientati dal caos e dalla noncuranza che regnava nella struttura organizzativa, ma soprattutto dall’incredibile “disordine” (uso il termine disordine per carità di Patria) nei reparti.
Ma si trattava della nascita della mia terza figlia e di malavoglia, con grande dispiacere dei ‘nonni’ e parenti tutti, scelsi di tornare a Ravenna: decisione fortunata perché mia moglie ebbe una forte emorragia, prontamente gestita dall‘efficiente ospedale…tutto andò bene e mia figlia Barbara ha potuto così intraprendere il suo tragitto di vita e mia moglie continuare il suo!
Come faccio a non collegare, se pure con molto amaro in bocca, i due episodi, quello di scarso senso di responsabilità ancora oggi presente a Messina, dopo quasi quaranta anni, e quello che evidenziava la massima efficienza fin da quarant’anni fa a Ravenna?
Questo episodio strettamente personale mi ha fatto molto riflettere. Mi piacerebbe che ogni socio e simpatizzante de il Movimento, mi riferisco sia ai molti sanitari iscritti che ai cosiddetti ’pazienti’, affinché in vista del convegno che ci accingiamo a organizzare sulla Sanità, ci facciano conoscere quali siano, secondo il loro pensiero, le iniziative possibili da intraprendere per arginare il degrado presente nel nostro sistema sanitario, in particolare al sud. Il nostro sito sarà lieto di ospitare l'opinione di tutti.
Non vogliamo divenire promotori di chiacchiere o di critiche, di queste ne abbiamo piene le tasche, ma vogliamo essere portatori di proposte, soprattutto in tema di "prevenzione", un termine che sintetizza molteplici attività ed accorgimenti che noi italiani ignoriamo regolarmente.
Se non ricordo male ogni dottore in medicina presta il giuramento di Ippocrate, giuramento ignorato forse troppo di frequente. Ritengo che per la classe medica l’unico rimedio per rientrare a testa alta nel mondo dei pazienti e riconquistare la loro fiducia è riprendere il filo della buona pratica (attività medica come missione ) nonché attuare con rigore una gestione che comprenda anche i necessari controlli nella responsabilità della diagnosi e delle cure.
Temistocle Sidoti, presidente de il Movimento








