di Andrea F. Calabrò
Non è vero che tutti sono contro il Ministro Gelmini. Avendo seguito con molto interesse gli avvenimenti e sentito tantissime opinioni di colleghi, presidi, associazioni ecc ecc, posso con certezza affermare che la maggioranza delle opinioni sono a favore del Ministro. Tra questi pure io; io che come tutti ho vissuto a pieno, tutto il dramma che un giovane appena laureato prova nel momento in cui si affaccia nel mondo del lavoro scolastico. In queste settimane abbiamo visto tantissimi insegnanti, giovani studenti, genitori, scendere in piazza per protestare contro questa nuova riforma che a sentire loro è fatta male. In realtà questa riforma attesa da tempo e non più rinviabile, si propone con linee ispiratrici molto chiare così come gli obiettivi che si vogliono raggiungere: riduzione e frammentazione dei piani di studio, privilegio alla qualità della didattica e approfondimento delle materie, privilegio della matematica, delle scienze e delle lingue straniere, il rilancio del rapporto tra scuola e mondo del lavoro. Nonostante questa riforma rappresenta ancora un primo passo, importante, ma non ancora sufficientemente lungo, sono ben chiari i processi ed i passaggi successivi che saranno adottati a favore della scuola, dalla primaria fino alla riforma dell’istruzione superiore.
Questi passi sono orientati tutto sulla promozione del merito e della qualità. Questa riforma non può fare a meno di riorganizzare i meccanismi di reclutamento, la valutazione e la retribuzione degli insegnanti. Abbiamo bisogno di una scuola che premi i migliori, non solo tra gli studenti ma anche tra i docenti e dirigenti. Vorrei che tutti potessero capire che quello che stiamo vivendo è un periodo di transizione necessario affinchè possa essere compiuto tutto il cambiamento.
Giornalmente sentiamo le denunce di sofferenza economica, le scuole che cadono a pezzi, i ricercatori che non hanno i soldi per andare avanti, i presidi che non hanno i collaboratori necessari ecc… ecc…., tutte cose che da almeno un decennio sentiamo dire. Ma, è proprio tutta colpa della Gelmini, se adesso ci troviamo con un esubero di docenti che sono stati assisti fino all’osso dai governi precedenti e soprattutto da governi di sinistra, che pur di reclutare votanti favorevoli o per adempiere alle promesse fatte, si sono inventati posti di lavoro inesistenti? E’ forse colpa della Gelmini, se le scuole cadono a pezzi per la mancanza di quella manutenzione ordinaria che non si è mai fatta ? è forse colpa della Gelmini se le università per i pochi eletti sono nati come i funghi? In questi anni si è pensato solamente ad assistere, a far credere che tutto andava bene, e adesso che le casse dello stato sono vuote, e la società è in forte crisi, ecco il risultato; tutto esce allo scoperto, una classe di docenza assuefatta, inesperta, scarsamente valutata, inadeguatamente retribuita; una classe di studenti che malgrado non hanno colpa, perché questa società l’hanno trovata, pagano in modo non indifferente tutte le conseguenze peggiori; strutture scolastiche fatiscenti, scuole piene di computer chiusi in aule blindate e quasi sempre utilizzate dal solito Prof privilegiato che ne fa uso ed abuso, ecc… ecc… . Questi alcuni dei tanti problemi reali che ci sono ma che si evidenziano da un decennio e che ci dimostrano il modo in cui sono state utilizzate le risorse nell’istruzione.
L’Italia non spende meno degli altri Paesi ma non spende quanto deve e quello che spende lo spende male. Più del 97 per cento del bilancio dell’Istruzione infatti viene assorbito dagli stipendi lasciando pochissimo per le spese più urgenti quali per l’edilizia scolastica e la formazione. Il governo che ci ha preceduto non ha avuto il coraggio di affrontare questo problema, ha evitato di mettere mano alla pianta organica scaricando tutto il peso della razionalizzazione delle spese proprio sul risparmio di carta e toner.
Il nostro impegno, al contrario, è migliorare la qualità della spesa, investendo più risorse nell’edilizia scolastica, nei laboratori e per gli strumenti necessari nelle attività quotidiane. E allora cari amici, ecco perché dobbiamo stare con la Gelmini, lasciamola lavorare in piena serenità e se in alcuni casi in disaccordo, scriviamo, parliamo delle nostre esperienze e delle nostre opinioni; sicuramente saranno utili.








