Lunedì 03 Maggio 2010 11:31

In Puglia si infrange l'incantesimo della sinistra

Scritto da Administrator

L'Italia aspetta il "principe azzurro", ma perora in giro ci sono solo rospi. Meglio comunque del "principe rosso", che ha dato una "scossa" alla Puglia bella e dormiente.

Il Paese è addormentato dal sole e dalle stupidaggini televisive. Milioni di auto intasano le stesse strade di trent’anni fa, milioni di cittadini sperano nelle loro vacanze, sem-pre più brevi e sempre più care, in un ritorno nelle loro città dove la situazione sia migliore di quella che hanno lasciato.

Il mercato delle vacanze impazza ed un silenzio greve si stende sul mondo della politica. Solo in Puglia c’è un po’ di vivacità. Come vergini violate strillano i vertici, si fa per dire, del PD. Noi? Coinvolti in truffe e tangenti? E proprio nel settore della sanità? Ma è una calunnia!

Invece, sembra che non sia proprio così. Non sono diversi, sono solo arroganti ed impuniti. Il sindaco sinistro di Bari, da buon ex magistrato, commenta che i magistrati inquirenti al lavoro sullo scandalo pugliese, ovviamente, sono incapaci di fare il loro lavoro.

Non è né un commento cortese verso i suoi colleghi né tale da far rimpiangere la dipartita dalla magistratura del sullodato Sindaco.

Il Presidente Vendola grida allo scandalo per le accuse infamanti nei confronti di quell’associazione di vergini impazienti che è il PD nel sud. Nello sbando generale fra Veltroni, D’Alema, Franceschini, Fassino, Marino e Bersani, questa proprio non ci voleva. Rischia di allontanare ancora di più quell’elettorato di sinistra, in buona fede, che si sente sempre più tradito dai suoi rappresentanti.

Berlusconi governa e sgoverna, ma almeno lo fa. Chi ricorda il governo Prodi che visse nel nulla sa bene cosa significa. La sinistra attacca Berlusconi anche quando non sarebbe necessario. È sempre contro, qualunque cosa faccia il suo governo, qualunque proposta ne venga fuori. La sinistra non fa politica, è ammalata d’invidia. Ed ora, in Puglia ha anche le mani sporche. Non è riuscita a creare quell’insieme d’interessi e di complicità che da mezzo secolo tiene compattato il sistema economico là dove governa, nelle regioni del Centro Italia, dove non entra nessun imprenditore se non è inserito nel Gotha dei portatori d’acqua della sinistra. Avete mai fatto caso che il potere della sinistra coincide quasi esattamente con i confini del vecchio Stato pontificio, uno dei più retrivi e corrotti del XIX secolo? Sarà un caso?

In Puglia il gioco non è riuscito e l’intreccio tra malaffare, tangenti ed intrallazzi politico – sanitari ricorda i beati tempi di Pomicino e del Poggiolini, il Ras della salute, quello che teneva nascosto l’oro nei braccioli delle poltrone di casa. Nulla di nuovo: è la stessa classe politica, ora di destra ora di centro ora di sinistra, che ha le mani sporche, che falsa il gioco del mercato e che continua ad arricchirsi a spese del contribuente.

Questo intreccio mafioso sta soffocando il Paese. Non si fa più nulla se non si paga, e se si paga il costo lievita al punto che non si conclude più nulla. Nella dilagante corruzio-ne e nella incapacità imprenditoriale della politica non serve più la legge. Il sistema dei pesi e dei contrappesi non funziona più. Se crolla un ponte diventa impossibile seguire le procedure previste per rifarlo.. Se va bene, si nomina un Commissario, che adotterà misure speciali, proprio perché è un Commissario. Ma non si può accettare un Paese che per vivere deve essere commissariato.

Qualunque riforma si voglia fare desta sospetto, perché non è nell’interesse del Paese ma, quasi sempre, nell’interesse di pochi. Possiamo passare dalla prima alla seconda od alla terza repubblica, ma il risultato è sempre lo stesso, perché il sistema è marcio e la classe politica è più o meno la stessa.

Se questa generazione non scompare dalla scena politica il Paese è perduto. La bella addormentata aspetta un principe al suo risveglio, sotto sembianze di rospo. Si risveglierà? Per ora abbiamo solo rospi.

Cecco d’Ascoli

Roma: sabato 8 agosto 2009

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