Il punto
La Redazione - 3 ottobre 2010
Il Governo ha ottenuto la fiducia dai due rami del Parlamento. Si dovrebbe andare avanti con la legislatura, dunque. Eppure, è sotto gli occhi di noi tutti, la nostra classe politica non riesce a fare chiarezza. I fatti. Il PdL esce fratturato da un'estate vissuta al cardiopalma: Berlusconi è stato messo in discussione come leader che legifera più "pro domo sua" che per l'interesse di tutti, su Fini incombe una non ancora chiarita vicenda immobiliare (che lo mette in discussione sul piano personale) che di fatto fa fumo di sbarramento che impedisce di vedere chiaro sulle motivazioni che sono state all'origine della sua iniziativa, Bossi appare ossessionato dal concetto di una presunta supremazia "padana" che lo porta spesso ad uscire - a volte in modo estemporaneo - fuori dal giusto seminato. L'opposizione, come da copione, si è giustamente infilata a tutta forza in questa falla, ha ripreso non poco fiato anche se è anche lei con il fiato grosso per l'obbligo di rincorrere Di Pietro sul piano delle protesta plateale e sulla nota, aggressiva verbosità della sua polemica. Soltanto Casini sembra aver coerentemente mantenuto un atteggiamento pacato.
In questo frangente già del suo molto confuso, è balzato agli onori della cronaca il fallito attentato al giornalista Belpietro che ha dato modo a tutti di agitare lo spettro di una rinascita del terrorismo. Forse non è il caso di rispolverare questo spettro sanguinoso. E' tuttavia possibile e percorribile l'ipotesi che l'acuirsi degli scontri, dei toni della polemica, di taluni atteggiamenti secondo i quali l'avversario è rappresentato come il male assoluto, da abbattere per salvare il salvabile può influenzare qualche mente debole ed orientarla a compiere un gesto "eroico" contro il "tiranno" o contro i suoi scherani. Fin troppo facile collegare questo gesto a quello di Tartaglia che gettò contro il Premier un modellino del Duomo di Milano, ferendolo al volto. Su questo punto solamente un dato obiettivo. I nostri politici, tutti, hanno profittato per alzare ancor di più i toni dello scontro anziché discutere il fatto in modo pacato.
L'impressione che si ha da quanto accade e da quanto tracima dagli "ambienti del potere" è che il nostro Paese stia "navigando a vista", in un momento in cui la situazione economica contingente obbligherebbe a seguire una linea politica ferma e rigorosa. A complicare ulteriormente tutto ci si mette anche lo stesso Premier - al quale qualcuno della sua sicurezza dovrebbe finalmente far comprendere come ad un uomo della sua posizione non è concesso avere atteggiamenti rilassati, forse neppure nel privato - che rilascia espressioni estemporanee che possono "lasciare il segno". Ebbene è nostro dovere, da "Movimento" di cultura e, ci sia concesso, di élite intellettuale non lasciarsi assorbire da queste tendenze ed offrire, al contrario, un punto di riferimento preciso anche alla politica ed a quanti la praticano per convinta passione. La nostra rotta non ha subito mutamenti e continua ad essere indirizzata sul nostro Premier per poterne giudicare soltanto al termine naturale della legislatura l'operato. La nostra rotta prevede il confronto e la polemica accesa, ma nessuno di noi si sente in diritto di offendere chi non la pensa come noi sino ad affibbiargli epiteti da lite di osteria.








