Lunedì 04 Ottobre 2010 23:00

Lettera al Sindaco di Roma

Scritto da Maurizio Navarra

Riceviamo e Pubblichiamo. Il giudizio su Arafat e su come abbia interpretato il suo ruolo politico è oramai affidato alla Storia. Alla nostra Storia contemporanea che non vede purtroppo ancora completato il percorso di pace di due popoli che molto hanno sofferto e che hanno subito lutti infiniti e dolorosi. Noi siamo per la pacificazione di una terra che da tutte e tre le Religioni monoteiste è definita "terra santa", vogliamo sperare che la vicenda israelo/palestinese, iscritta come precedenza sull'agenda politica del Presidente Obama, si concluda con una pace che porterebbe finalmente distensione in uno scacchiere strategico di importanza primaria.

Deborah Fait

 

Gentile Sindaco Alemanno,

 

Ho appena letto che una scuola del quartiere San Lorenzo di Roma ha esposto un targa commemorativa per Yasser Arafat. Sono rimasta scandalizzata ma non stupita conoscendo la venerazione che molti italiani hanno ancora da chi considero il peggior terrorista del 1900, morto nel 2004.

Ricordo che molti anni fa andai a parlare in un liceo di Trento e il preside mi accolse con questa frase "Non si permetta di criticare Arafat che per me e' un eroe".

Chi era, a mia opinione, Arafat. Un assassino, un fanatico, un furbo che aveva capito subito quale era il tallone d'Achille degli italiani e degli europei: l'odio per gli ebrei e lui  conquistò l'Europa intera, il mondo occidentale intero (perché gli altri arabi lo hanno sempre odiato)  piagnucolando, mistificando la storia, negando il diritto degli ebrei sulla loro Terra, negando persino l'esistenza del grande Tempio degli ebrei a Gerusalemme.

Piagnucolava in inglese  la parola Pace e in arabo  ordinava la morte.

Arafat, signor Sindaco, grazie al Lodo Moro ebbe facoltà di far scorazzare per l'Italia i suoi scagnozzi armati di missili; Arafat  si guardò bene di mantenere le promesse fatte a Moro, mal ripagò l'indulgenza dell'Italia nei suoi confronti e la sconvolse col terrorismo.

Signor Sindaco Alemanno, Il 27 dicembre del 1985 un gravissimo attentato a Fiumicino fece 16 morti, italiani signor Sindaco.

Nello stesso giorno, stessa ora  ecco un altro attentato a Vienna, due morti.

Nel 1985 Arafat, l'uomo cui viene dedicata una targa, ordino piu' di 600 attentati, e navi cariche di armi tentarono di arrivare sulle coste israeliane per ammazzare ebrei.

Arafat, il santo, il premio nobel della vergogna, fece catturare e ammazzare, le mani legate dietro la schiena quattro turisti israeliani a Cipro: un colpo alla nuca e via. Gli esecutori? La "Forza 17" dell'OLP al cui comando negli anni 2000 fu quell'altro santo tanto amato dagli italiani, Marwan Barghouti, in galera in Israele per i suoi delitti , chiamato Nelson Mandela dai suoi ammiratori che lo vogliono libero e presidente della Palestina.

Un criminale, un assassino, un barbaro.

Barghouti ordinò a Forza 17 la fucilazione di due ragazzi di Tel Aviv, fermatisi in una trattoria per un piatto di hummus, li trascinarono fuori, contro il muro , un colpo in fronte e via. Così e anche molto peggio hanno agito i palestinesi di Arafat, signor sindaco.

E una scuola  italiana gli dedica una targa?

Non divaghiamo, vediamo gli altri attentati di quel sant'uomo in Europa, i maggiori e piu' crudeli perche' elencarli tutti e' impossibile.

Vorrei ricordarle l'Achille Lauro, signor sindaco: passeggeri sequestrati, un ebreo paralitico ammazzato a freddo e a bruciapelo e scaraventato in mare sulla sedia a rotelle. I terroristi furono arrestati ma l'aereo che li trasportava atterrò a Sigonella e a quel punto le Autorità italiane  rifiutarono di consegnare agli americani i terroristi che partirono indenni per essere naturalmente accolti come eroi dai palestinesi e acclamati dagli italiani.

Del resto Craxi era innamorato di Arafat che paragonava a Garibaldi o a Mazzini a seconda dei casi.

E Andreotti?  Andreotti era solito paragonare i palestinesi ammazzati in scontri a fuoco con gli israeliani alle vittime delle Fosse Ardeatine.

Con simili governanti cosa potevamo aspettarci, signor sindaco?

Potevamo aspettarci quello che e' avvenuto: Arafat divenne padrone dell'Italia, entrava e usciva dagli uffici dei governanti, tra inchini e sorrisi striscianti, sempre armato di pistola. Aveva il suo pistolone alla cintura  persino quando e' entrato in Vaticano per essere ricevuto dal Papa, lo stesso Papa che ancora non voleva riconoscere Israele , che addirittura si guardava bene dal nominare la parola Israele...ma Arafat, si sa, era una specie di santo, persino per la Chiesa.

Ma oggi no, oggi non si puo' più venerare quella persona. Oggi no.

E' difficile ricordare tutti i morti provocati da questa guerra,  ma voglio che lei sappia, signor sindaco che quella targa rappresenta un dolore per tutte le famiglie ebree in quanto il nome che la caratterizza identifica chi era comunque responsabile, per la sua parte, di una guerra. Molti, troppi morti:

Nel 1986, 6 settembre, strage in una sinagoga di Istanbul , 23 morti fra i fedeli.

Nel marzo del 1989 un autobus venne fatto precipitare in un burrone vicino a Gerusalemme, 14 morti carbonizzati.

Signor Sindaco, potrei anche raccontarle  quello che Arafat e i suoi feddaiyn hanno fatto in Libano, si parla di 40.000 morti, forse 50.000 secondo il "Journal de Geneve".

Alla fine Arafat fu costretto a scappare protetto dalle Marine Militari francese e britannica e si rifugiò a Tunisi da dove, da bravo "padrino", continuò ad organizzare mattanze e stragi in giro per il mondo.

Parigi; sinagoga,   4 morti 12 feriti.

Vienna, sinagoga, 2 morti 19 feriti

Anversa, sinagoga. 3 morti 80 feriti

Parigi, ristorante kasher, 6 morti 21 feriti

Vorrei concludere questa mia lettera, Signor Sindaco, ricordando  l'attentato piu' doloroso per noi ebrei italiani .

Era il 9 ottobre 1982, nella sinagoga di Roma c'era una festa, la benedizione dei bambini, secondo la tradizione.

I fedeli uscirono dal  Tempio, le famiglie con i bambini per mano e furono accolti da una scarica di mitra e lanci di bombe a mano.

Stefano Gay Tache' , un bambino di 2 anni, mori' crivellato dai colpi, i feriti 35 di cui ancora oggi molti con le schegge conficcate nel corpo.

Il mondo va così, peggio non potrebbe, il Male sembra vincere  sul bene.

La supplico, Sindaco Alemanno,  non sia  complice delle persone senza una corretta memoria dei fatti che hanno messo quella targa sgradevole in onore di una persona ancora in attesa di un giudizio da parte della Storia.

Non lo faccia, Sindaco Alemanno, onori invece la memoria del piccolo Stefano Tache', vittima innocente, facendo togliere quella che io ritengo una vergogna per una  scuola di Roma Capitale.

grazie

 

Deborah Fait

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