di Maurizio Navarra
Ritengo di dover esprimere un mio parere su alcuni fatti che in queste ore stanno invadendo la nostra cronaca. In entrambi i fatti sono coinvolti, ed in modo pesante, i "media".
In primo piano la trasmissione "Chi l'ha visto" condotta da Federica Sciarelli. Concetta Serrano, madre della ragazza scomparsa, è davanti alle telecamere. E' lì, ferma nel suo tentativo di coinvolgere, nella ricerca della figlia Sarah, la grande macchina dei media e dello strumento televisivo sul suo dramma che tiene molti con il fiato sospeso da più giorni. Il dramma esplode improvviso. Arriva la comunicazione, in diretta, che è stato trovato il corpo della ragazza ed è stato identificato l'assassino che proviene proprio dal suo stesso gruppo familiare. Il dovere di cronaca è il primo principio al quale si ispira chiunque lavora nel mondo dell'informazione, questo è un concetto certo. Il problema è stabilire se questo dovere sia assoluto e non debba avere confini quando, è questo il caso in esame, ci si imbatta (certo fortuitamente in questo frangente) in un dolore immenso: un dolore assolutamente da non affrontare davanti alle telecamere. Dobbiamo quindi rassegnarci tutti? Lo strumento televisivo ci deve togliere completamente ogni residuale brandello di privacy? Dobbiamo dunque divenire tutti oggetto di spettacolo, vedere i nostri sentimenti più intimi catapultati in pubblico senza alcun riguardo? Questo periodo storico nel quale viviamo sarà dunque battezzato come l'era del "Grande Fratello", sembra. Il nobile sentimento della "pietas" romana è oramai tramontato, messo al bando come un concetto arrugginito dall'esigenza dello "spettacolo a tutti i costi".
Ci voleva tanto alla regia della trasmissione ed alla conduttrice di determinare lo spegnimento le telecamere sottraendo ad una curiosità impietosa questa madre, apparsa stordita dal dolore, per comunicargli solo in privato quanto stava accadendo e cioè che la figlia era stata uccisa in maniera barbara, per di più da un congiunto legato da un vincolo di parentela forte? Ma l'ascolto è stato fortissimo, si potrebbe obbiettare. Bene. Dico con franchezza. Secondo il mio modo di vedere le cose, chi non ha spento il televisore, di fatto è entrato in una sorta di "Colosseo" mediatico all'interno del quale, in virtù di un "pollice verso" virtuale espresso con la scelta di continuare a mantenere il collegamento, sono state immolate e scarnificate, dalle affilate zanne di preparati ed efficienti operatori dell'informazione, più vittime. Bene. Il pubblico è contento. Abbiamo avuto alla fine la nostra razione di "circenses".
Il secondo fatto di cronaca da mettere all'attenzione di tutti è quanto accaduto nella sede del Quotidiano "Il Giornale", perquisito perché - stando a quel che si sa dalla cronaca - nel corso di una intercettazione non diretta nei confronti del quotidiano uno dei giornalisti (intercettato per caso, allora) avrebbe manifestato l'intenzione di prepararsi ad effettuare una campagna di stampa contro il Presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia. Si tratta di umorismo involontario, certamente. La PG operante è il Nucleo Ecologico dei Carabinieri, forse per evitare che le prove vengano "inquinate"? Facciamo quindi tutti molta attenzione. Chiunque tra noi potrebbe avere conversazioni intercettate con questa modalità. Magari, durante una di queste conversazioni, hai uno sfogo contro una persona che ti disturba e, magari esasperato sul momento, gli auguri di andare ... Dopo esservi lasciati andare in questo modo correte ai ripari! Specificate con chiarezza, nel corso della conversazione, che quella vostra espressione non voleva assolutamente dire che il vostro interlocutore rompiscatole si debba avviare alla prostituzione (l'incitamento a prostituirsi è reato grave), ma che il vostro è soltanto un modo di dire, una frase magari dialettale che non comporta risvolti pratici al vostro consiglio. Ho riletto queste mie righe. No. La seconda parte del mio scritto, lo dico con enorme amarezza, non è uno scherzo. Sta di fatto che tutti abbiamo un "Grande Fratello" personale, ce lo portiamo in tasca ogni momento del giorno e la notte lo mettiamo sul comodino per tenerlo accanto a noi. Orwell. Chi era costui?
Maurizio Navarra 8 ottobre 2010








