Venerdì 08 Ottobre 2010 14:32

Rivoluzioniamo la sanità

Scritto da Maurizio Navarra

di Mario Balsanelli

Un gruppo di persone, quale gli aderenti al Movimento d'Opinione, che si ripromette di diventare un possibile punto di riferimento speculativo riguardo alcuni temi importanti che incidono sulla vita quotidiana di tutti noi e una fucina di elaborazione di proposte progettuali da proporre a qualunque decisore, che riconosca l’importanza dei temi presi in esame, condivida la loro elaborazione speculativa e le successive risposte alle eventuali criticità rilevate, non può non entrare con forza su un tema centrale nella vita di tutti noi quale la Sanità e la Salute.

Notizie che riguardano sia la Sanità e/o la Salute in senso lato sono quelle che più frequentemente compaiono su tutti i mezzi d'informazione e rappresentano l'argomento più diffuso di discussione tra le persone.

Tutti i mezzi di informazione che in qualche modo parlano di argomenti sanitari hanno un seguito notevole e spesso rappresentano l'unico mezzo per evidenziare problematiche e, talvolta, prospettare soluzioni a problemi sanitari o di salute veri.

Tale modalità di affrontare i problemi sanitari, però, lamenta spesso il limite di essere sicuramente riduttiva e spesso superficiale; non entrando nel cuore del problema, la cui individuazione e la cui trattazione, in considerazione della notevole complessità delle problematiche sanitarie, rappresenta la vera sfida costante per l'organizzazione dei sistemi sanitari.

Guai se cercassimo di affrontare le problematiche che ogni giorno i mass media ci prospettano, denunciando la così detta malasanità, con un atteggiamento che si limita ad una analisi superficiale senza entrare profondamente nel problema e nella complessità del sistema!

Ogni notizia di così detta malasanità, e proprio in questo periodo siamo costretti a registrarne continuamente, nasconde dietro di sé una grossa falla nell'organizzazione del sistema sanitario, che  porta necessariamente ad un evento negativo, deprecabile e che spesso causa danni gravi o anche gravissimi alle persone.

Anche l’argomento, che sta riempiendo tutte le pagine dei giornali, riguardante la cosiddetta chiusura di nosocomi in varie zone della Regione Lazio, viene liquidato in modo sbrigativo e superficiale o come una penalizzazione inaccettabile dell’assistenza per i cittadini o come una misura obbligatoria per la messa in regola dei disastratissimi conti economici; possiamo affermare, e entreremo gradualmente nel merito dei problemi, che non è così, ma la riorganizzazione dell’assetto ospedaliero rappresenta la necessaria, indispensabile e, finora sempre rimandata, riorganizzazione di un sistema che è diventato ormai inadeguato a rispondere a problematiche diverse da quelle degli anni 60, sia per motivi demografici che per motivi scientifici.

Su tutto ciò, il Movimento d’Opinione ha il dovere di uno sforzo speculativo, cercando di  coniugare quello che la letteratura scientifica suggerisce, per meglio affrontare e, possibilmente, risolvere i problemi di “salute”, con le esigenze ed aspettative dei cittadini e con la ormai universale consapevolezza della limitatezza delle risorse, e ha il diritto di avanzare proposte che possano essere un contributo, che vada ad incidere su un tema così importante per la vita di tutti noi.

Ma allora come si può modificare un sistema che provoca talvolta danni gravissimi, sentito dai più spesso come un pericolo ma al quale comunque siamo costretti tutti a rivolgerci? Come possiamo riportare il sistema sanitario ad una condizione di funzionamento ottimale e di forte affidabilità percepita da parte dei cittadini?

Stiamo vivendo, sicuramente nel Lazio e anche in altre parti d'Italia, una crisi profonda del sistema sanitario; tale crisi non è solo legata, come generalmente inteso, alla carenza di risorse impiegate dal Sistema (carenza di presidi, di medici, di apparecchiature, di Ospedali, di ambulatori, di infermieri ecc.), ma, soprattutto, è anche una profonda crisi culturale, cioè della concezione della missione, della visione che tutti noi abbiamo della Sanità, degli obbiettivi che dobbiamo porci e del ruolo dei vari attori (medici, pazienti, amministratori, ecc.) di tutto il sistema. Quindi, solo un intervento che contribuisca alla “rivoluzione culturale”, peraltro secondo noi possibile e, per i vincoli economici, non più procrastinabile, consentirà l’elaborazione di una piattaforma di progetti e proposte spendibili per la prossima futura organizzazione per la Sanità e Salute, sostenibile nel futuro e qualitativamente sempre migliore.

Organizzazione ospedaliera, assistenza territoriale, ruolo dei Medici di Medicina Generale, creazioni di reti di assistenza, sviluppo della assistenza per patologie e percorsi assistenziali, organizzazione assistenziale secondo percorsi univoci e secondo complessità, ruolo della prevenzione e della riabilitazione saranno solo alcuni dei temi che tratteremo e che vedranno comunque e sempre il “ paziente “ al centro.

Mario Balsanelli 8 ottobre 2010

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