Martedì 19 Ottobre 2010 22:10

Veronesi e il Nucleare, una nomina politica in un posto tecnico

Scritto da Maurizio Navarra

di GIORGIO PRINZI

L’oncologo professor Umberto Veronesi viene considerato come Presidente in carica a tutti

gli effetti della costituenda Agenzia per la sicurezza nucleare, quando lui stesso ha dichiarato

nel corso della trasmissione “Mattina 5”: "Mi è stata richiesta la disponibilità e ho accettato

volentieri".

"Chi ha studiato sa benissimo che il disastro di Cernobyl è stato provocato dalla follia di un

direttore che ha voluto fare un esperimento. E per farlo ha tolto almeno 12 livelli di sicurezza. È

stata una follia umana che non si ripeterà. Sono sicuro che non c'è alcun rischio. Inoltre, i nuovi

reattori sono bellissimi, potenti e non c'è alcun dubbio sulla loro sicurezza".

La libertà di stampa viene in Italia purtroppo intesa nel senso di “dare notizie in libertà”, con un travisamento del dato

oggettivo patologico e fuorviante, che può avere ripercussioni politiche affatto secondarie. L’aspetto è stato

correttamente colto e sottolineato dai senatori del Partito Democratico Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, che

però cadono anche loro nella “trappola” della scontata nomina, non affatto tale.

Potrebbe infatti trattarsi solo di un’azione propagandistica di disturbo, che ha già creato problemi nello stesso partito

e più in generale a sinistra dove l’opposizione all’opzione nucleare è forte e radicata. Affermano tra l’altro i senatori

Della Seta e Ferrante: "Noi, come gran parte degli italiani, siamo preoccupati per il programma nucleare di

Berlusconi, che non è una cosa seria e pare obbedire più ad una scelta propagandistica e ideologica, che non ad una

capacità programmatica nel settore energetico. La presidenza dell'Agenzia nucleare affidata al professor Veronesi,

medico di chiara fama, non può che accrescere questi timori, perché l'organo dovrebbe avere un ruolo squisitamente

tecnico ad appannaggio di fisici e ingegneri, e non essere frutto di nomine politiche".

Già, ma l’Agenzia per la sicurezza nucleare il cui iter costitutivo è ben descritto da “Wikipedia” è attualmente solo un

progetto in fieri da concretizzare secondo le dichiarazione del neo Ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani

riportate da un lancio Ansa delle ore 19,40 del 6 ottobre 2010 presumibilmente entro la fine dell’anno. Le testuali

parole del ministro Romani sono che esse, le nomine, "sono all'ordine del giorno e verranno fatte assolutamente entro

l'anno".

Ma il passo più interessante delle dichiarazioni del ministro Romani riportato nella citata agenzia è: "L'Enel è l'unica

grande azienda energetica che ha a che fare con le tre tecnologie, l'americana, la francese e la russa. Abbiamo

recuperato il disavanzo determinato dall'uscita dal nucleare e adesso ci sono alcune scadenze da rispettare".

Per quel che mi risulta è la prima volta, anche se chi scrive attribuisce da molto tempo un ruolo chiave ai nuovi

reattori russi al cui sviluppo l’Italia compartecipa, che vi è un riferimento, peraltro non colto dalla stampa

“specializzata”, ad essi, di fatto citati dal ministro, sia pure senza riferimento specifico, sullo stesso piano di EPR e di

AP-1000 sinora ritenuti dalla stessa sempre “informatissima stampa specializzata” in via di acquisizione, se non già

sotto segreto contratto di acquisto.

La forza “invincibile” di questa maggioranza risiede in raffinatissime tecniche di comunicazione, rese ancora più

efficaci da una opposizione ancorata ancora ai vecchi schemi della contrapposizione rivoluzionaria socialismo

capitalismo, oggi applicati nel confronto mediatico con Berlusconi. Si tratta di un approccio sinora rilevatosi perdente,

che finisce addirittura con il fare il gioco dell’odiato “demone” quando si scaglia con forza dirompente contro falsi

bersagli, magari sventolati ad arte come il drappo del torero.

La ripartenza del nucleare in Italia presuppone una stabilità politica a lungo termine che attualmente non c’è.

Senza di essa veniamo considerati un Paese inaffidabile e ad alto rischio, non in grado di fornire quelle garanzie di

non trasferimento di tecnologie sensibili, che sono la vera causa dell’uscita dall’Italia, che era all’avanguardia nel

settore, dal maneggio della tecnologia.

In quest’ottica si devono a mio avviso leggere anche le più recenti vicende di cronaca, riduttivamente interpretate

come contrapposizioni personali. Inoltre, se l’analisi che espongo è corretta e non solo frutto di fervida fantasia

dietrologica, la credibilità ed il prestigio di frange ideologizzate verranno fortemente incrinati, magari con la confezione

di apparentemente succulente e gustosissime “polpette” avvelenate.

In riferimento al professor Umberto Veronesi mi preme sottolineare la grande stima ed ammirazione come medico e

anche come convinto assertore dell’opzione nucleare sin da tempi non sospetti. È un giudizio che esprimo come

Segretario del Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare (CIRN). Le perplessità per una sua eventuale nomina al

vertice dell’Agenzia sono le stesse di quelle espresse dai senatori Della Seta e Ferrante. L’incarico richiede delle

specialistiche competenze ingegneristiche.

La persona idonea a ricoprirlo oltre queste competenze deve avere versatilità dialettiche e gusto per il confronto

anche duro con chi tenterà in tutti i modi di contrastare la ripartenza del nucleare. La convinzione, la

determinazione e la combattività non mancano al professor Veronesi, che però mi sembra un apprendista, sia pure

colto e con elevata cultura scientifica, nel settore specifico e, più in generale, in quello energetico. Il problema della

divulgazione delle conoscenze al riguardo è molto sentito e come Cirn ci stiamo sforzando di affrontarlo con una serie

di audiovisivi da noi stessi prodotti, visionabili e scaricabili dalla pagina dedicata del nostro sito.

di Giorgio Prinzi

(tratto da "Agenzia Radicale" per autorizzazione dell'autore)

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