Venerdì 29 Ottobre 2010 12:20

La tripartizione sociale

Scritto da salvatorei
di Laura Valvo

La situazione politica del nostro Paese tende sempre più verso una svolta critica insostenibile.
Nel nostro Parlamento si discutono leggi che si intenderebbero rivolti al benessere della collettività, trattando di economia, di diritto e di società, tentando di risolvere le problematiche ad esse connesse con una concezione istituzionale di centralità dello Stato, dove l’organismo sociale ne è dipendente in tutti i suoi campi di attività.
Considerando questo organismo articolato nei suoi tre naturali campi di azione: nella vita spirituale, dove hanno origine gli interessi che si formano nello svolgersi dell’essere umano, animico e naturale, nella vita economica, per il soddisfacimento dei suoi bisogni e delle sue necessità, e nella vita politico-giuridica, dove si dà delle leggi per la regolamentazione del diritto,  questi tre  organismi, articolantesi  in  modo autonomo, danno origine alla tripartizione dell’organismo sociale.

In questa esposizione sono delineati i punti essenziali di una trattazione della tripartizione dell’organismo sociale.

L’autonomia spirituale riguarda l’attività che si deve svolgere nel campo della scuola. La vita spirituale ha bisogno di dirigersi da sé, secondo prospettive puramente pedagogiche e umane, per una sana concezione di “libertà della scienza e dell’insegnamento”.  Dalla vita spirituale derivano tutte le idee e le energie organizzatrici che fecondano la vita economica e la vita politica. Persone che sentano in modo sociale possono provenire da un sistema educativo che sia guidato da chi senta in modo sociale. La struttura dell’educazione e dell’insegnamento deve essere affidata all’amministrazione di coloro che educano e insegnano, la quale avrà un libero compenso da chi usufruisce del contributo delle capacità individuali.
Nell’autonomia economica, indipendente dalle istituzioni statali, deve sussistere la possibilità della libera disposizione del fondo capitalistico, derivante dalle corrispondenti attitudini individuali. A tale scopo si formerebbero delle associazioni tra persone dedite alle diverse attività atte alla produzione e alla circolazione dei beni.  Le norme giuridiche  provvederebbero a che un’azienda rimanga legata a una persona o gruppo di persone, soltanto finché ciò sia giustificato dalle capacità delle persone stesse. Il diritto di disporre di una proprietà non sarà disgiunto dagli interessi della collettività.
Per un accenno al processo economico, possiamo dire che, tendendo questo a consumare le forze lavoro nel modo più utilitario, come fa con le merci, richiede lo svincolamento del carattere di merce dell’energia lavoro. Il compenso per le prestazioni, oltre a derivare dalle capacità e dalle attitudini individuali, terrà conto dei bisogni e delle necessità, dove nella collettività ognuno possa vivere una vita degna dell’uomo. La durata e il modo del lavoro sarà di competenza della vita giuridica.
Autonomia giuridica. E’ la parte statale dell’organismo sociale, al quale spetterà il diritto di imposta derivante dalle esigenze della vita economica. Dovendo curare i trapassi dei diritti, non dovrebbe impadronirsi esso stesso della facoltà di disporre di un capitale.
I diritti e i doveri degli uomini trovano il loro regolamento in questa parte dell’organismo sociale.

L’autonomia non sottintende la suddivisione in classi: gli insegnanti, gli operatori economici, i giudici. L’uomo, con la sua vita, sarà un elemento collegatore delle tre sfere nei tre campi di azione.
Gli attuali fatti sociali esigono che le forze evolutive, nel divenire dell’umanità moderna, vengano trasformate in volontà sociale cosciente.

Nel nostro ordinamento sociale, la Scuola e la Sanità, dipendendo dallo Stato, si avvalgono di questo per il finanziamento delle loro attività. Non avendo questi due campi di azione funzione economica nella vita sociale, costituiscono delle attività in “perdita” in termini di Bilancio, per cui, a fronte di un maggior sovvenzionamento lo Stato si avvale del sistema di tassazione.
Queste due attività, che rappresentano nell’organismo sociale la vita spirituale, si dovrebbero strutturare autonomamente, sostenute dal contributo della collettività nella misura in cui ne usufruirebbe delle capacità e delle prestazioni.
Con il contributo privato queste due strutture si amministrerebbero in modo confacente alle reali esigenze della comunità avendo con questa un rapporto diretto.
Le Associazioni con fini di solidarietà avrebbero ragione di esistere, considerando nella vita sociale una parte della comunità non in condizione di autodeterminarsi (anziani, disabili, ecc.)
Lo Stato, come potere politico-giuridico sarebbe atto a regolamentare i rapporti di diritto fra persone, ma non dovrebbe subentrare nell’amministrazione delle suddette strutture.

Nel settore economico si formerebbero delle Associazioni con un sistema di cooperazione, dove confluirebbero produttori, commercianti e consumatori e dove ognuno apporterebbe all’altro le proprie conoscenze nel proprio campo di attività. Le Aziende farebbero in modo che tutti i partecipanti all’attività produttiva, dal Dirigente all’operaio, venissero a conoscenza della finalità del loro lavoro, mettendosi nell’ottica che ognuno lavora per l’altro come l’altro lavora per noi.
Il contributo per le prestazioni terrebbe conto delle capacità individuali, oltre al soddisfacimento dei bisogni e delle necessità richiesti dall’appartenenza alla vita sociale.

Nell’attuale situazione lavorativa si lamenta la condizione di lavoro a tempo determinato, il cosiddetto “precariato”. Con una recente proposta si vorrebbe adottare il sistema di assunzione a tempo determinato per poi attuare, per questi lavoratori, la <<cassa integrazione>> , e quindi l’assunzione da parte dello Stato dell’onere per il sostentamento.
Le auspicate Associazioni, cooperanti fra loro, potrebbero adottare un sistema di mobilità atta a far confluire i lavoratori nelle Aziende con maggiore attività produttiva, avendo la finalità comune della costituzione di un equilibrato processo economico.

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