Venerdì 29 Ottobre 2010 13:06

Crisi economica: ne stiamo davvero uscendo?

Scritto da salvatorei
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di Annamaria Calamuneri Viviamo una fase storica di crisi economica. La causa è da ricondursi alla globalizzazione con i grandi squilibri ad essa connessi: spostamento in tempo reale di enormi masse di capitali, lavoro, tecnologie. Certo, il pericolo di un collasso economico (bancario, sociale, dei conti pubblici) sembra ormai scampato. Ma la crisi è davvero dietro le spalle? All'attuale governo si rimprovera di non aver mantenuto la promessa di abbassare le tasse. Infatti, la pressione fiscale è salita. Ma ciò si spiega considerando che il Pil, prodotto nazionale lordo, con la crisi è calato di circa 6 punti in due anni. Se il Pil cala, automaticamente calano anche le entrate fiscali ad esso applicate. Per mantenere invariata la pressione fiscale, le entrate fiscali avrebbero dovuto calare nella stessa misura. Ma non è stato così per continuare a garantire medicine, pensioni, spesa pubblica. Ciò significa che i soldi delle tasse vengono utilizzati dal governo per garantire i servizi ai cittadini. Bisogna quindi affermare che il governo di centrodestra ha agito per il meglio, facendo il massimo possibile per gestire bene la crisi. Crisi che ha avuto le prime avvisaglie già nel 2007, quando il costo della vita ha iniziato via via a salire mentre gli stipendi sono rimasti pressoché invariati. Grande soddisfazione è stata quella di non essere diventati un caso tipo Grecia. Questo grazie anche alla collaborazione tra Capi di governo e ministri economici che hanno dato vita, in Europa, ad una sorta di "quadrilatero" di sicurezza: la Banca centrale europea ha cominciato a difendere l'euro dalle speculazioni; è stato creato un Fondo speciale europeo; si è diffusa in tutta Europa l'idea che vanno fatte politiche di responsabilità; si è capito che occorre fissare l'obiettivo comune di andare oltre la crisi per ricostruire. Quanto tempo occorrerà per quest'ultimo punto, è difficile da prevedere. L'ottimismo è sicuramente fondamentale. Ottimismo che si traduce anche nella voglia di investire, di spendere da parte del consumatore senza farsi sfiduciare o impaurire dalle continue previsioni negative anche da parte di televisione e media. La paura è perciò passata. I vincoli europei ci devono tranquillizzare. Compito del nostro governo adesso è quello di continuare con la politica di stabilità, garantire i servizi di base (scuola, sanità, sicurezza), impiegare le risorse disponibili negli ammortizzatori fiscali e far pagare le tasse anche agli evasori.
Ultima modifica Sabato 30 Ottobre 2010 13:58
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