di Maurizio Navarra
Lo spettacolo finalmente si fa duro! Prossimamente sullo schermo di RAI 3 gli spettatori saranno ancora invitati a venire via con Fazio e Saviano. Nulla di nuovo? Beh! Ma insieme a Fazio & Saviano sembra che "andranno via" Bersani e Fini! Il primo, chiaramente metterà la sua faccia su questo manifesto elettorale della sinistra e, in tutta onestà e coerenza, farà esattamente quanto deve. Il secondo, il Presidente della Camera Onorevole Fini, ex MSI, ex Giovane Italia, ex Alleanza Nazionale, ex Partito della Libertà costituirà il vero colpo da maestro di chi pensa ed organizza la trasmissione.
Dalle notizie stampa che segnalano il fatto, presuntivamente Fini spiegherà, ovviamente a modo suo, cosa vuol dire essere oggi "di destra". Resta da vedere di quale destra parlerà il nostro Presidente della Camera. Una destra "ex", certamente. Una destra forse un po' troppo "ex" che si porge all'esame della gente non come uno specchiato modello di coerenza. Eppure Fini è un grande traghettatore, forse tra i traghettatori più brillanti ed impegnati del nostro consunto panorama politico. Resta da vedere se il suo traghettare esprima il tentativo di creazione di un coagulo politico che spinge veramente verso l'ala conservatrice del Paese oppure, al contrario, esprime il tentativo di condurre questa ala conservatrice, la più tradizionale e la più significativa, verso lidi tradizionalmente meta della sinistra più o meno moderata. Certe frequentazioni e certe prese di posizione, è sufficiente soffermarsi su un tema di grande presa come il controllo del flusso immigratorio, farebbero quasi pensare che la seconda ipotesi sia la più probabile ... o il nostro ha già in mente di traghettare il suo popolo verso altri lidi? Lo spettacolo, comunque, appare confezionato con grande rigore e professionalità. Chi rimpiazzerà, viene da chiedersi, la smisurata figura e verve comica di Benigni? Chi vivrà vedrà!
Intanto chi studia e scrive le concioni del duo Fazio & Saviano dovrebbe fare un po' più attenzione e conservare una memoria storica migliore dei fatti. Ho già detto che non è obiettivamente possibile disconoscere l'impegno del Ministero di Maroni nella lotta alla criminalità in quanto è stato questo il periodo forse dei migliori successi delle Forze dell'Ordine. Devo ancora dire che quando ci si rivolge al passato occorre maggiore precisione storica. Rammentando le figure di due grandi Magistrati come Falcone e Borsellino, non si può tacere o trattare in modo marginale che fu soprattutto la sinistra ad opporsi alla loro carriera ed al loro giusto collocamento nella gerarchia della lotta alla mafia. Dopo la loro morte molti hanno per onestà fatto pubblica ammenda di questo. Non si può dimenticare che, se ricordo bene, soprattutto Falcone fu osteggiato in quanto non convinto della genuinità di certi "pentimenti" di criminali che era disposto ad accettare soltanto dopo che le parole avessero il suffragio di fatti e di riscontri obiettivi. Certamente Falcone e Borsellino, o è almeno assai possibile, non avrebbero utilizzato lo strumento del pentitismo con il garbo di una mazza ferrata.
Maurizio Navarra








