di Ennio Mosci
Siamo tutti solidali e buonisti, se non veniamo direttamente chiamati in causa. Emblematico ed esemplare il magistero della Chiesa al riguardo.
Caro Temistocle,
ti invio una breve riflessione sugll'immigrazione, corretta o meno poco importa.
In questi giorni, tutti i giornali, le tv di stato e private, i CL a Rimini, il Pd dappertutto, non fanno altro che parlare dell'immigrazione, e qualcuno, a latere, parla anche della situazione conomica in Italia, come nel resto del Mondo, in maniera più o meno obiettiva.
Ebbene, non entro nel merito delle dichiarazioni che riguardano la situazione economica mondiale, anche se ritengo abbastanza strano che maggiore interesse riscuotono coloro che hanno contribuito a creare sto bel pò di casino (ad. esempio anche il nostro Governatore non dovrebbe essere esente da critiche visto con chi collaborava in posizione di alta responsabilità). Strano che chi lucra di più dalla situazione creata, dica oggi cosa dobbiamo fare per uscire dalla crisi. Strano che i responsabili vecchi e nuovi di Confindustria, i quali hanno approfittato in maniera indecente della situazione, portando ulteriore fieno nei loro pagliai, indichino quale strada seguire ( sempre con il concorso del governo, mai con i soldi propri).
Torniamo agli immigrati, clandestini o meno.
Tutti, dico tutti, tranne alcuni esponenti della Lega, si professano comprensivi verso gli immigrati.
Chi dice che i ricchi devono aiutare i poveri (giusto), magari a casa loro proponendo opere che favoriscano lo sviluppo ed il benessere, evitando così, in futuro (lontano quanto?) questi flussi di immigrati.
Chi dice che li dobbiamo sbattere in galera in ossequio alla nuova legge dell'immigrazione clandestina, senza se e senza ma)
Chi dice (la Chiesa) che dobbiamo essere ricettivi e fratelli con quelli che se la passano peggio di noi, accoglierli, dargli condizioni di vita decenti (lavoro, casa), e chi ne ha più, più ne metta.
Sono tutti principi che hanno un fondamento di giustizia e di giustezza. Seguono i comandamenti di Dio (anche se alcune di queste persone non credono in Lui), ma tutti si scontrano con quella che è la realtà: come può una Nazione che conta circa due milioni di disoccupati, che vede il ricorso alla cassa integrazione sempre maggiore, che prevede in autunno la chiusura di molte aziende, con aumento della disoccupazione e della cassa integrazione, accogliere altre persone e garantirgli quello che cristianamente gli spetta?
Se un Paese non in grado di soddisfare le legittime esigenze dei suoi cittadini, come può pensare di assolvere a tale compito con l'aggiunta degli immigrati?
Personalmente, (magari fosse possibile) farei un referendum, con nomi e cognomi: chi è favorevole ad accogliere, a proprie spese, un immigrato. Non escluderei la Chiesa che posti dove accoglierli ne ha tanti, semideserti e sparsi su tutto il territorio nazionale.
Sono sicuro che questa disponibilità verso i problemi degli immigrati, calerebbe di tanto.
Ennio Mosci
Roma: venerdì 28 agosto 2009








