Di Maurizio Navarra
A volte il dovere di cronaca si impone. A volte alcune notizie debbono essere portate "a caldo" all'attenzione dei nostri lettori. Bene. Porta a Porta di oggi 25 novembre 2010, il tema è di grande attualità: si parla della riforma dell'università che ha mobilitato e mobilita molti studenti, ha provocato un folle tentativo di aggressione al Senato della Repubblica, ha fatto sì che alcuni "irresponsabili" di partito andassero a fare improbabili passeggiate sui tetti per "solidarizzare" con i manifestanti o, come dicono alcuni, a farsi un po' di propaganda a buon mercato.
Diavolo di un Presidente del Consiglio! Quest'uomo è realmente una forza della natura che ha trovato il colpo di reni giusto per costringere all'errore (e che errore!) gli avversari. Quasi in "zona Cesarini" della durata del suo Governo (ma sarà poi vero?) sulla presentazione al vaglio del Parlamento della riforma dell'università gioca un tiro veramente magistrale. Le parole dette nella trasmissione di Vespa dalla Gelmini sono semplici, di una linearità assoluta. Come si fa ad asserire, ritenendo di mantenere una qualche credibilità che il Governo ha strangolato l'università tagliando i fondi quando un sesto della manovra (non sono bruscolini, si tratta di un milione di euro) è riservato proprio all'università? Con questi chiari di luna, poi, in un periodo in cui tagliare la spesa pubblica è per qualsiasi governo responsabile un rimedio (non il solo, certamente) obbligato per uscire dal pantano della crisi?
Accidenti. Ho dovuto tributare un applauso alla Gelmini (credeteci o no lo ho fatto veramente) quando ha asserito con garbo e con fermezza che è inutile somministrare fondi se prima non si cambiano le regole. E' sciocco, o meglio è pericoloso far piovere sovvenzioni e prebende senza controllo (come talvolta avviene ora), senza verificare l'attendibilità dei capitoli di spesa ... la logica del buon padre di famiglia: ci sono pochi quattrini, cerchiamo di spendere meglio e con più attenzione. Ma questa trasmissione ha toccato punte di autentica poesia quando è stato chiesto ad un evasivo Bocchino dove fosse lui ed il resto dei finiani mentre questa legge era pensata e preparata, quando Vespa ha chiesto ad un imbarazzatissimo La Torre di dire con parole sue che cosa il provvedimento di riforma sottraesse, nel fatto, agli studenti.
E', secondo la mia personale interpretazione, stato veramente un passaggio doloroso questo. E' quindi sulla scena un nuovo gruppo politico che sembra trarre diletto nel mettere in minoranza il governo su provvedimenti che i suoi stessi senatori e deputati hanno costruito ieri, quando erano ancora nel PDL; l'opposizione (la Torre non è stato in grado di fornire una risposta attendibile al di fuori di un generico richiamo ad Aspettative deluse") fa "campagna elettorale" disposta a cavalcare qualsiasi tigre che finalmente riesca a distruggere l'odiato Berlusconi. E chi se ne frega del paese, delle sue speranze, della necessità di dover decidere per migliorarlo e renderlo più competitivo. L'immagine forse sarà di maniera, forse sarà anche un po' ingenua, ma noi siamo di fronte a una ciurma che, pur di eliminare l'inviso Capitano della nave, decide di autoaffondarla, nel bel mezzo della tempesta.
Nessuno sembra tener conto, ed è una riflessione amara, che la nave è piena di passeggeri. Nessuno sembra tener conto che saranno i passeggeri a votare.
Maurizio Navarra 26.11.2010








