Una notizia battuta da tutte le Agenzie. Lo scenario è quello del congresso del sindacato dei magistrati, il relatore è Luca Palamara, Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati. Si riporta il testo: """"La giustizia in Italia "e' al collasso". Il "cattivo funzionamento del servizio" e, quindi, "il mancato rispetto della ragionevole durata del processo assumono carattere oggettivamente prioritario e necessitano di interventi urgenti". E' l'allarme lanciato dal presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, nella sua relazione introduttiva al 30esimo congresso del sindacato delle toghe. Il "preciso intento" della magistratura associata, osserva Palamara, e' quello di "voltare pagina, lasciando alle spalle cio' che in questi anni non ha funzionato nella macchina giudiziaria, nei rapporti tra politica e magistratura, ma anche al nostro interno, dando centralita' ai temi dell'autoriforma, della questione morale e dell'organizzazione". Il rapporto Doing Business 2011, della Banca Mondiale, che annualmente indica i Paesi in cui e' vantaggioso investire e che e' stato pubblicato qualche giorno fa, rileva Palamara, colloca ancora l'Italia "all'80esimo posto (su 183), non piu' dopo Angola, Gabon, le molte Guinee, Sao Tome, come quando eravamo al 156simo posto, e tuttora meglio di Liberia, Sri Lanka e Trinidad. La scalata a meta' classifica non deve certo consolare (Zambia, Mongolia, Ghana, Ruanda continuano a precederci)". Il nostro Paese, spiega ancora il leader dell'Anm, "figura tra le bad practices quanto a durata delle procedure: 1210 giorni necessari per recuperare un credito" e una stima di Confartigianato "calcola che i ritardi costano alle imprese 2,3 miliardi di euro: una 'tassa occulta' di circa 371 euro per azienda che ricade su imprenditori, fornitori, clienti, consumatori".""""
Una autocritica spietata, che viene da uno dei settori meglio protetti e meglio retribuiti della nostra organizzazione statale. Già nel corso del nostro convegno, svoltosi nel febbraio 2009, questo tema era stato ampiamente trattato ed evidenziato da uno dei prestigiosi relatori, Giorgio Castellucci, un Magistrato. Lasciamo perdere le classifiche. Concentriamoci su due dati obiettivi: il primo è che ogni azienda italiana paga una "tassa occulta" annua di € 371,00 per il malfunzionamento della giustizia, il secondo è che questa parte di magistratura "da centralità ai temi dell'autoriforma". AGI 26 novembre 2010
Un breve commento. Recuperare quei 371 euro che ogni azienda sostiene come costo per il malfunzionamento della giustizia sarebbe già una gran cosa; prendere atto che un settore dello Stato, un settore importante e che conosce bene la legge, si voglia "autoriformare" crea un certo allarme. Le riforme non sono di competenza del Parlamento? Non sono fatte con la discussione di un disegno di legge che qualcuno presenta per la discussione alle Camere? Allora vien fatto di pensare che sia un po' vero che la magistratura ritiene di poter surrogare qualsiasi potere dello Stato, ivi compreso quello legislativo. Un rimedio pronto forse ci sarebbe. Perché i magistrati non iniziano a pagare (nulla di penale, parlo soltanto di pene pecuniarie!) per gli errori commessi e per le inadempienze?
Red. 26 novembre 2010








