di Ernesto Alicicco
L’economia italiana va a rotoli? Le famiglie italiane hanno sempre meno risorse per tirare avanti? La disoccupazione è dirompente?
E’ quanto si sente dire in giro, fonte di un “tam – tam”, tipo propaganda elettorale, di alcuni mass-media (carta stampata, radio, televisione!) di una certa parte di politica alla quale oggi torna logicamente comodo far apparire catastrofico quanto poi così catastrofico non è.
Ma, per essere onesti fino in fondo, dobbiamo riconoscere che finanziariamente non siamo …… in Paradiso!.
E allora l’uomo della strada, e io sono uno di quelli, non competente in materia finanziaria o in economia politica, si domanda: possiamo ipotizzare interventi atti a migliorare la situazione?
La prima considerazione che mi sorge spontanea è che un sistema tributario più equo potrebbe, già da solo, migliorare la situazione generale. Inoltre, se si potessero far emergere tutti i pagamenti “in nero” per il secondo e terzo lavoro, che rappresentano nella realtà redditi occultati dai percipienti e sottratti ad una giusta tassazione, i benefici per la collettività sarebbero evidenti: specialmente in materia di nuovi posti di lavoro per coloro che oggi (soprattutto giovani) stentano a trovare la prima occupazione.
Non è certamente facile rispondere a tutte queste domande o trovare anche la maniera corretta per “superare” certe situazioni ormai cronicizzate.
A me, uomo della strada, “uomo qualunque”, che per la sua professione ha girato il mondo e confrontato perciò il nostro modo di vivere e la nostra filosofia di vita con quella degli altri, è sempre ritornata alla mente l’esperienza vissuta in Australia dove, sicuramente, la locale popolazione ha molto da imparare dalla nostra giovialità, dal nostro ottimismo, dal nostro perenne sorriso in tutte le occasione; ma, per quanto riguarda il loro regime fiscale, se lo stesso si potesse applicare in Italia forse potremmo dare una risposta alle domande iniziali e trovare, almeno in parte, la soluzione ai nostri problemi.
In Australia, infatti, non si tira fuori dalle tasche un solo dollaro, se non si ha in cambio una fattura che ne permetta la deduzione fiscale (i reati verso il fisco ……prevedono sanzioni certe e pesantissime!).
In questa maniera ogni contribuente diventa direttamente controllore e controllato. Sicuramente, non ci sarebbe più la possibilità di procurarsi del nero e quindi di evadere il fisco con facilità (come oggi avviene in Italia a tutti i livelli).
Instaurato questo meccanismo virtuoso non è difficile ipotizzare che molti posti di lavoro, oggi occupati da chi è retribuito in maniera occulta, potrebbero ritornare sul mercato a favore della collettività e anche molti extra comunitari, talvolta sfruttati da imprenditori disonesti, potrebbero essere regolarizzati o costretti a ritornare nei loro Paesi.
Da ultimo mi sembra opportuno evidenziare un altro vantaggio: lavorerebbero certamente i più meritevoli, e non coloro che possono sfruttare privilegi clientelari o nepotistici! Tornerebbero così a trionfare, a tutti i livelli, la meritocrazia e, forse, si potrebbe raggiungere così un ultimo beneficio: i sindacati sarebbero costretti a fare di nuovo i sindacati, non dovendo più difendere privilegi talvolta solo clientelari.
Ernesto Alicicco 1 dicembre 2010








