di Annamaria Calamuneri
Con una nota del 30 marzo 2009, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ribadisce che: "nessuna classe che accoglie alunni disabili sarà costituita da più di 20 alunni e non sarà diminuito il numero di insegnanti di sostegno".
Ma la crisi economica sta applicando tagli drastici proprio nel più delicato dei settori, e inizia a mancare il personale docente e non docente indispensabile per consentire un percorso formativo di qualità agli studenti disabili.
Gli studenti con handicap sono 190 mila e condividono con altri una situazione di classi affollate, di ritardi nelle nomine degli insegnanti di sostegno, della mancanza di un tetto massimo di alunni con disabilità nella stessa classe. Molti genitori hanno protestato contro il mancato rispetto del rapporto tra docenti e alunni con handicap nella scuola (dovrebbe essere di uno a due, e di uno a uno nei casi gravi, ma nella realtà è persino di uno a quattro) chiedendo più rispetto e soprattutto più diritti per i loro figli disabili.
Dei 190 mila, circa il 75% sono gravi e sono visti come "corpi estranei" dai docenti "normali" e quindi affidati alle cure di 90 mila insegnanti di sostegno. Ma non sempre questi ultimi possiedono un'adeguata formazione per seguire gli studenti con disabilità.
Spesso, infatti, si tratta di insegnanti precari, poco preparati e decisamente poco mossi da passione: aspettano una supplenza per la propria materia e, se questa non arriva, accettano il sostegno come ripiego.
Un fatto assai grave considerando che l'esperienza di oltre 30 anni di attenzione personalizzata ha dimostrato che questi studenti possono migliorare in modo decisivo, fino a conquistare un diploma, un lavoro e una vita autonoma. Il taglio di 87 mila docenti in tre anni e le classi sovraffollate rendono quindi sempre più difficile assicurare una didattica di qualità e a pagarne il prezzo sono i più deboli, i disabili.
Ci vuole una formazione più elevata degli insegnanti e incentivi che premino i più bravi. Gli studenti disabili hanno diritto a ricevere un'adeguata istruzione senza cambiare docente ogni anno o dover restare a casa quando l'insegnante di sostegno è malato.
Tutto ciò proprio per garantire loro l'unica cosa a cui veramente ambiscono: la costruzione di un futuro.








