Leggo su "Libero" del 24/9/08 l'articolo con cui si esordisce: "Finito il tempo della famiglia patriarcale, dove chi..."
...portava i pantaloni imponeva il suo volere, e il suo cognome, a moglie e figli".
Posto in questi termini si vorrebbe indicare una sorta di despotismo da parte di colui che si è sempre chiamato "il capo famiglia".
Nel Trattato di Lisbona si sancisce che "il cognome materno può essere dato ai figli legittimi se i genitori sono concordi", e con questo si intenderebbe eliminare la discriminazione fondata sul sesso.
Vi è una travisata opinione sulla parità dei sessi, e in questo caso, dove si parla di discriminazione, l'applicazione di tale legge comporterebbe una "babilonia" sociale, con una perdita di ruoli all'interno e fuori della famiglia.
Posto che ormai, nella nostra società cosiddetta industrializzata, sussistono poche famiglie con più di due figli, potrebbe accadere che, con decisione concorde, due fratelli abbiano l'uno il cognome paterno e l'altro il cognome materno, si intenderà lo stesso chiamare famiglia l'unione di soggetti che non si riconoscono nel cognome comune?
Cosa vuol dire mettersi al passo coi tempi?
Un pò per celia e un pò seriamente, parlo per assurdo: potrebbe accadere che Mario Rossi e Luigi Bianchi siano fratelli, quindi la famiglia Rossi-Bianchi, con il colore complementare si potrebbe chiamare Arancione.
Ne vogliamo vedere di tutti i colori? Per favore, siamo seri !!!
Laura Valvo (cognome paterno)








