Martedì 14 Dicembre 2010 23:41

Obesità: emergenza sociale

Scritto da Maurizio Navarra

OBESITA’, UN’EMERGENZA SOCIALE CHE CREA NUOVI INVALIDI

 

Al 4^ Congresso della sezione regionale Sio – Lazio, la denuncia del presidente Cido. “E’ patologia cronica e invalidante, ma ancora non si approva la legge per riconoscerla. Colpa di un ritardo culturale”.

 

Viterbo, 10 dicembre – “L’obeso è un disabile a tutti gli effetti e iniziare a consideralo tale è un primo passo per la gestione di una invalidità contenibile”. Ad affermarlo è Angela Ferracci, presidente del Comitato italiano per i diritti delle persone affette da obesità e disturbi alimentari (Cido), che questa mattina ha partecipato al 4^ Congresso della sezione regionale Sio – Lazio (Società italiana di obesità), dal titolo “Emergenza obesità”. La condizione delle persone obese, le difficoltà quotidiane che trovano nelle piccole come nelle grandi cose, i problemi relazionali e quelli di salute, sono per lo più sconosciuti perché l’obeso “tende a nascondersi, si vergogna della sua condizione e vive la propria malattia come una peccato - denuncia Ferracci – colpa di un ritardo culturale che acceca anche le Istituzioni e che vede nell’obeso l’unico responsabile della propria condizione correlata solo a precise scelte personali”. Secondo il presidente Cido, per il 70% questa malattia è sicuramente da imputare ad un problema psicologico, per il 30% ha una componente genetica. “Non riconoscendo questa patologia come una malattia cronica e invalidante – prosegue Ferracci – i costi sociali saranno sempre più alti e sempre più a carico dell’obeso. In Italia, per capirci , ci sono solo due centri pubblici che sono addetti alla cura e alla riabilitazione, in Umbria e in Piemonte, gli altri sono centri privati accreditati. Ciò che accomuna entrambe le tipologie di strutture è l’accesso al ricovero che deve essere motivato da un evento acuto (emorragia, ictus o infarto). Diversamente il ricovero per il Sistema Sanitario Nazionale non è rimborsabile”. L’appello di Angela Ferracci, dunque, è rivolto in particolare alle Istituzioni: “Dal 2003 – dice - è ferma una proposta di legge presentata dal senatore Antonio Tomassini, presidente della Commissione Sanità del Senato, e che prevede proprio il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica e invalidante. Ma mentre le altre malattie vengono giustamente riconosciute, di questa non se ne parla, perché – spiega – le persone stesse che ne soffrono si vergognano al punto di non scendere in piazza per difendere i propri diritti. Secondo un recente studio dell’Istituto S.Anna di Pisa - conclude Ferracci – un giovane di 18 anni obeso costa, al SSN, 100 mila euro in più di un normopeso. Questo dato dovrebbe far riflettere sull’entità del problema”.

Comunicato Stampa Francesca Musacchio Agenzia DIRE

Aggiungi commento


Chi siamo

Il Movimento d'opinione nasce nel 1998 da un'idea di Temistocle Sidoti e Roberto Fait come...
29 Maggio 2011, 22.26

Convegni

In questa sezione potrete trovare tutte le notizie relative ai convegni realizzati da il Movimento
29 Maggio 2011, 23.32

Documenti

L'area del sito dedicata ai testi, documenti e pubblicazioni riguardanti il Movimento...
29 Maggio 2011, 23.52

Tesseramento

Informazioni utili e modulistica per partecipare attivamente alle iniziative de il Movimento Per...
30 Maggio 2011, 00.02
Testata giornalistica del PLI in attesa di registrazione al
Tribunale di Roma. Le foto presenti sul sito sono state prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio.
Per chiederne la rimozione scrivere alla redazione del sito. Le collaborazioni sono su richiesta della Direzione e,
salvo quando espressamente dichiarato dalla Proprietà, a titolo gratuito.
Testata giornalistica de Il Movimento d'Opinione in attesa di registrazione al Tribunale di Roma. Le foto presenti sul sito sono state prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Per chiederne la rimozione scrivere alla redazione del sito. Le collaborazioni sono su richiesta della Direzione e, salvo quando espressamente dichiarato dalla Proprietà, a titolo gratuito.