di Maurizio Navarra
Rischio di non avere obiettività in quanto non conosco, con esattezza di particolari, gli esatti termini delle accuse che hanno portato all'incriminazione ed alla condanna del Generale dei Carabinieri Giampaolo Ganzer. Eppure voglio rischiare un giudizio sulla sentenza che ha condannato l'Ufficiale; un giudizio il mio che sarà, lo dico con franchezza, assolutamente di parte. Forse.
Voglio partire da un particolare di non poco conto. Pierluigi Vigna, già Procuratore nazionale antimafia, ha deposto a favore del Generale affermando di essere ben a conoscenza di tutti i fatti che sono alla base delle accuse e di averli approvati: una deposizione qualificatissima, che avrebbe dovuto calare con il peso di un macigno sulle accuse e porsi su di esse come una pietra tombale. Eppure questa deposizione non ha avuto alcun peso, anzi è volata via con la leggerezza di una piuma. C'è da chiedersene il perché con vera inquietudine. Se la giustizia, in fase inquirente e giudicante, non tiene conto di una testimonianza simile, attraverso quali procedure forma le sue convinzioni? O forse una personalità così forte ed in primo piano nel nostro ordinamento giudiziario diviene inattendibile soltanto perché non regge più un Ufficio?
Le motivazioni potute conoscere ad oggi parlano di un importante e prestigioso organismo investigativo, come è il ROS dei CC, che si sarebbe comportato in modo scorretto in quanto il suo Capo si sarebbe mosso soltanto per ottenere prestigio per se e per il suo Reparto. Una motivazione assai futile, osservo. Un Ufficiale dei CC che è posto a comandare il ROS ha già ottenuto sufficiente prestigio per indicare una carriera più che brillante. E allora? Questa sentenza nasconde qualche "scheletro nell'armadio"? Si tratta, per caso, della punta di un iceberg che ogni tanto "fa danni" urtando ora questa o quella organizzazione dello Stato? Io chiamerei questo iceberg "conflitto di interessi". Sarò più chiaro, per quanto posso. La nostra magistratura, è la mia personale impressione, ha nella storia recente della nostra democrazia conflitto più volte con altri settori dello Stato quando taluno di questi settori si sottrae al suo controllo. Il nostro Sistema Paese, c'è da dire, conclude bene il 2010 affermando ancora una volta la propria, profonda, crisi istituzionale.
Nel merito, c'è da dire ancora che conosco personalmente Vigna e Ganzer. Li conosco come due corretti servitori dello Stato, esemplari e prestigiosi. Qualche insigne "giustizialista", concludo, pretende a gran voce la rimozione di Ganzer dall'incarico. Con una punta di polemica (solo una punta, per carità) alzo la voce anch'io per dire che Ganzer deve rimanere al proprio posto. Per lo meno sin quanto lo stesso giustizialista non gridi la necessità di trasferire il Magistrato che ha sbagliato e giudicato male.
Maurizio Navarra 30 dicembre 2010








