Domenica 02 Gennaio 2011 18:55

I 7 pilastri della riforma universitaria

Scritto da salvatorei

di Temistocle Sidoti

Il voto che sancisce il superamento definitivo del ‘68 ed il fallimento dell’Università di massa è cosa fatta ed è da oggi una legge dello Stato: l’impresa della Gelmini, uno dei Ministri più contestati della nostra Repubblica contro cui sono stati organizzati moti di rivolta in assoluta malafede con gli studenti che scioperavano contro sé stessi, è andata in porto e l’Italia riparte da un’Università rinnovata e più giusta.

E stato sconfitto un mito fallimentare, che ha sfornato plotoni di disoccupati, non ha mantenuto nessuna delle promesse fatte non riuscendo a scalfire il sistema feudale dei baroni, le cattedre di un sistema consolidato che passano di padre in figlio, con concorsi addomesticati …..e così di questo passo.

Sono passati quasi tre anni con le piazze in perenne fermento, ma la Gelmini è rimasta in sella ed ha portato in porto il suo disegno anche se deve ancora affrontare i decreti attuativi e la prova della tenuta della legge nella sua complessa realizzazione.

La struttura della legge è solida e si basa su sette pilastri che qui di seguito riassumo e che hanno in comune un assioma: i soldi andranno a chi dimostra di meritarseli, sulla base di risultati obbiettivamente misurabili.


  1. I rettori rimangono in carica al massimo per sei anni. Quindi non più rettori a vita !
    Ma l’innovazione principale è la chiara distinzione fra Senato Accademico e Consiglio d’Amministrazione con compiti predefiniti.

  2. Fine di Parentopoli.
    Non più gestione “familiare” delle Università!
    La norma prevede che siano esclusi dalla chiamata diretta parenti fino al quarto grado.

  3. Scatti di carriera e assunzioni solo in base al merito.
    Trasparenza nei concorsi.
    Sempre per bando pubblico.

  4. Fondi alle università solo in base al merito.
    Non più soldi a pioggia.

  5. Scompare finalmente la figura del “ricercatore a vita”.
    Contratto a tempo determinato, per tre anni rinnovabili solo una volta; il buon esito sarà determinato con l’assunzione a tempo indeterminato.

  6. Agli studenti meritevoli borse di studio e prestiti con meccanismi innovativi di trasparenza.

  7. Taglio delle sedi distaccate, solo 12 facoltà per ateneo e stop ai corsi di laurea frequentati da un solo studente.

Per tutte le innovazioni (e questa è la piacevole notizia) ci sono già i fondi necessari (un miliardo di euro) e quindi si può partire subito.


Auguri e buon lavoro !

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