di Giovanni Rossi
(prima parte) Per le persone come me nate prima della metà del secolo scorso, sicuramente bastava scrivere: il tramonto della Famiglia e basta. Tralasciamo il disquisire sulla Famiglia “patriarcale” che ai miei tempi stava già scomparendo, e passiamo subito ad informare i giovani sotto i 40 anni sull’organizzazione della Famiglia “tradizionale” nella quale il padre è quello che col suo lavoro mantiene economicamente la Famiglia, la madre è quella che si occupa della casa e dell’educazione dei figli, i nonni supportano con la loro esperienza e qualche volta anche con aiuti economici.
In questo sistema i nonni con molta riconoscenza e affetto vengono aiutati, se necessario, da figli e nipoti.
E’ una organizzazione semplice ma efficientissima, base dell’organizzazione degli Stati nei secoli passati, in cui ogni membro porta qualcosa alla Famiglia e da essa prende qualcosa.
Qual’è la causa della crisi profonda di questa Famiglia tradizionale ? Appare probabile la commistione dei ruoli, o, se vogliamo dirlo più semplicemente, l’emancipazione della donna.
Quando la donna-madre, per motivi diversi che poi si potranno accennare, ha tralasciato il suo ruolo per condividere quello dell’uomo-padre nel mantenimento economico della famiglia, la Famiglia tradizionale ha imboccato ineluttabilmente il viale del tramonto.
Per quali motivi la donna-madre si è inserita nel mondo del lavoro e quindi, di fatto, ha tolto uno dei puntelli che sostenevano la Famiglia tradizionale? Motivi diversi . Molti indicano quello economico, cioè le aumentate esigenze dovute ad un maggiore livello di vita non hanno più consentito alla Famiglia tradizionale di mantenersi con i soli proventi dell’attività lavorativa dell’uomo-padre, (non sono completamente d’accordo con questa tesi, ma ne parleremo nei prossimi articoli) per cui la donna-madre è stata obbligata a lavorare.
Tralasciando quei (non pochi) casi in cui la donna-moglie si è messa a lavorare per sottrarsi ai soprusi dell’uomo-marito, un altro motivo fondamentale per cui la donna-madre ha scelto una attività esterna è da individuarsi nell’espandersi dell’istruzione, soprattutto universitaria che vede le donne molto più studiose degli uomini ed anche in campi che una volta erano esclusivo dominio maschile.
È chiaro, ad esempio, che una giovane laureata in medicina ( spesso con il massimo dei voti ) mal si adatta alle faccende di casa, a dedicarsi 24 ore ai figli e al marito.
Appare ancora più chiaro che un ruolo fondamentale lo giocano i media, il cinema e la TV che da decenni in pratica vanno criticando, contrastando e sottovalutando il ruolo naturale della donna, che è quello di mettere al mondo i figli e a riprova di ciò non solo le nascite (italiane) sono quasi pari a zero ma le rarissime casalinghe provano serio imbarazzo a definirsi tali.
Concludendo quindi, questa vera e propria svalutazione del lavoro familiare, tra l’altro più gravoso e impegnativo di un lavoro esterno, ha portato la donna-madre (soprattutto se in possesso di un alto titolo di studio ) a non sentirsi realizzata nell’impegno di cura della casa e dei propri cari e ha contribuito fortemente a spingerla verso una attività esterna alla famiglia .
E’ una organizzazione semplice ma efficientissima, base dell’organizzazione degli Stati nei secoli passati, in cui ogni membro porta qualcosa alla Famiglia e da essa prende qualcosa.
Qual’è la causa della crisi profonda di questa Famiglia tradizionale ? Appare probabile la commistione dei ruoli, o, se vogliamo dirlo più semplicemente, l’emancipazione della donna.
Quando la donna-madre, per motivi diversi che poi si potranno accennare, ha tralasciato il suo ruolo per condividere quello dell’uomo-padre nel mantenimento economico della famiglia, la Famiglia tradizionale ha imboccato ineluttabilmente il viale del tramonto.
Per quali motivi la donna-madre si è inserita nel mondo del lavoro e quindi, di fatto, ha tolto uno dei puntelli che sostenevano la Famiglia tradizionale? Motivi diversi . Molti indicano quello economico, cioè le aumentate esigenze dovute ad un maggiore livello di vita non hanno più consentito alla Famiglia tradizionale di mantenersi con i soli proventi dell’attività lavorativa dell’uomo-padre, (non sono completamente d’accordo con questa tesi, ma ne parleremo nei prossimi articoli) per cui la donna-madre è stata obbligata a lavorare.
Tralasciando quei (non pochi) casi in cui la donna-moglie si è messa a lavorare per sottrarsi ai soprusi dell’uomo-marito, un altro motivo fondamentale per cui la donna-madre ha scelto una attività esterna è da individuarsi nell’espandersi dell’istruzione, soprattutto universitaria che vede le donne molto più studiose degli uomini ed anche in campi che una volta erano esclusivo dominio maschile.
È chiaro, ad esempio, che una giovane laureata in medicina ( spesso con il massimo dei voti ) mal si adatta alle faccende di casa, a dedicarsi 24 ore ai figli e al marito.
Appare ancora più chiaro che un ruolo fondamentale lo giocano i media, il cinema e la TV che da decenni in pratica vanno criticando, contrastando e sottovalutando il ruolo naturale della donna, che è quello di mettere al mondo i figli e a riprova di ciò non solo le nascite (italiane) sono quasi pari a zero ma le rarissime casalinghe provano serio imbarazzo a definirsi tali.
Concludendo quindi, questa vera e propria svalutazione del lavoro familiare, tra l’altro più gravoso e impegnativo di un lavoro esterno, ha portato la donna-madre (soprattutto se in possesso di un alto titolo di studio ) a non sentirsi realizzata nell’impegno di cura della casa e dei propri cari e ha contribuito fortemente a spingerla verso una attività esterna alla famiglia .








