Lunedì 24 Gennaio 2011 23:22

L’arte di tacere e la Befana

Scritto da Maurizio Navarra

di Cecco d’Ascoli

  Pubblichiamo questo articolo del nostro Cecco D'Ascoli a conferma che tutte le opinioni sono da noi ritenute rispettabili anche se non totalmente condivise (Red)

 Adesso, possiamo stare tranquilli. Le feste sono passate, il cappone digerito, le tasche vuote, ma possiamo dormire sogni tranquilli. Il nostro eroe ha fatto sapere che non è mai andato a letto con una di sinistra.

Per chi pubblicamente sostiene che la vita di un uomo pubblico è un fatto privato, è un po’ curioso che poi faccia certe affermazioni pubbliche sulle sue divagazioni notturne.  Ma, in fondo, è giusto. E’ bene che gli Italiani sappiano che il loro eroe è ancora valido a letto, che ci va con donne e non con uomini e che non sono mai di sinistra. Le lenzuola possono essere di colore diverso, ma le femmine del Presidente, no.

L’arte di tacere non è difficile, ma irrefrenabile è quella di dire stupidaggini. Ne abbiamo vistosi esempi politici e non soltanto. Queste dichiarazioni presidenziali sono importanti. Il Palazzo si affannerà, come al solito, a dire che c’è stato un travisamento dei fatti e delle dichiarazioni. Povero Presidente! E’ sempre male interpretato! C’è una congiura contro questo fine parlatore, alimentata da spettri siberiani.

Il mondo gli è ostile, ma lui se ne frega. E’ solo invidia, pensa. Ha i soldi, ha il potere. Se gli succede qualcosa se ne può sempre andare in qualche sua bella villa ai Caraibi e lì si godrà le sue ultime escort. Alla faccia di chi gli ha creduto ed ha votato per lui.

Ogni tanto ci dice che ha la maggioranza. Bisogna credergli. Forse gli è costata un po’, ma il secondo ventennio dell’era forzista continua. Certo, non ha risanato le Paludi Pontine, non ha costruito l’Eur, non ha fatto le autostrade, non ha creato un Impero (solo Mediaset). Ci prova a far la guerra (la chiamano missione di pace), i morti tornano a casa, poveri giovani stroncati dalla smania tutta italiana di partecipazione (il piccolo Cavour alla guerra di Crimea), ma è un ventennio di chiacchiere, una montagna di esternazioni fasulle, lo strascico inverecondo di una prima repubblica affogata nel fango della corruzione.

La guerra al Presidente è inutile. Personalizza un vuoto politico generalizzato. E’ il fantoccio del baraccone sul quale tutti tirano le palle. Se lo colpiscono, guadagnano un orsacchiotto. Par di sognare. In questo vuoto egli troneggia, impera, si auto esalta. E come dargli torto? E’ il meglio fico del bigoncio. E’ sempre un fico, ma gli altri sono sfatti ed immangiabili.

Il 2011 si apre con uno scenario di mutui non soddisfatti, di tasse pagate e di tasche vuote. Ma siamo tutti contenti, perché il Presidente ha l’occhio fino. Finché dura.

Intanto, lo schiaffo di Lula ha generato il ruggito del topo. L’Italia è molto seccata, il Brasile trema ma, ha assicurato l’ineffabile Frattini, le relazioni italo – brasiliane resteranno le stesse.

E allora?  Dov’è il concerto degli Stati amici, tenuti in piedi dalle relazioni personali del nostro eroe? Il nulla. D’altro canto, quando si seminano chiacchiere, chiacchiere si raccolgono. E i nostri assassini, in Brasile, vengono messi in libertà. Alla faccia dei famigliari delle vittime.

Dall’altra parte, il maggior nemico del Presidente è il doctor subtilis della Destra “moderna”, Fini. E’ tanto sottile che appena si parla di lui meno che bene, ricorre alle querele. Come se non sapesse che sono del tutto inutili. I Magistrati, che ora difende, con sottili distinguo, dalle ire berlusconiane, quando vedono una querela, si mettono a ridere. Ne hanno a milioni, e in un Paese litigioso come il nostro dire” Ti querelo”, ha un oscuro senso di minaccia. Ma la realtà è ben diversa. Non servono a nulla. Si archiviano tutte, dopo anni di polvere.

Cercare di capire cosa voglia dire Destra “moderna” è del tutto superfluo. Qui, di moderno, c’è solo Internet. Il resto è roba vecchia.  Tradotto nel linguaggio politico italiano significa: Berlusconi fuori, Fini alla Presidenza del Consiglio, con una maggioranza abborracciata assieme all’ultimo minuto. Fuori, per decenza, solo Di Pietro.

Adesso la tempesta continua,. Ruby è il fiore all’occhiello dei talk show televisivi. All’estero, vengo dall’Olanda, il giornale più in voga titola: Il bordello italiano. É una situazione insostenibile, sul piano morale, sul piano politico, sul piano delle nostre relazioni estere. Il Governo c’è, ma non si vede. Una stabilità di carta stampata.

Ci fu una volta, tanto tempo fa, che un Ministro delle Finanze italiano, accusato di essersi portato a casa una matita (una matita!), fu costretto a dimettersi. Sembra di sognare! Certo, non si trattava di mignotte, ma di matite. Il rispetto dei diritti umani è molto forte, in questo nostro disgraziato Paese.

Ma la Befana, una volta tanto, invece di portar via le feste, perché non se li porta tutti via?

 

Cecco D'Ascoli Gennaio 2011

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