(seconda parte) Senza voler entrare in polemiche maschiliste o femministe, è indubbio che nella famiglia tradizionale la donna appariva per lo più penalizzata e con poco tempo per se stessa...
...Sulle sue spalle gravava tutta la responsabilità di risolvere i problemi dei figli perché il marito stanco o assillato dai problemi del lavoro troppo spesso la liquidava con un “ pensaci tu, fai bene tu“
Va da se che con l’aumento dell’istruzione femminile il solo ambito familiare diviene sempre meno gratificante come possiamo immaginare per esempio per una giovane laureata che tratta alla “pari” i colleghi maschi, che è stimata dai superiori e che ha la prospettiva di una brillante carriera.
Va da se che con l’aumento dell’istruzione femminile il solo ambito familiare diviene sempre meno gratificante come possiamo immaginare per esempio per una giovane laureata che tratta alla “pari” i colleghi maschi, che è stimata dai superiori e che ha la prospettiva di una brillante carriera.
Nasce così la famiglia moderna, o quella entità a cui bisognerebbe trovare un altro nome, dato che spesso è infinitamente lontana da quella famiglia nell'ambito della quale ci siamo formati noi della terza età.
Oggi le coppie neppure si sposano provano la convivenza, scelgono di non fare figli e sembrano pensare solo alla carriera e al divertimento.
C'è da dire che alla fine di una stressante giornata trascorsa tra ore nel traffico, nella competizione più “competitiva” con un panino buttato giù alla meno peggio rientrano a casa in orari diversi e cominciano i problemi legati alla convivenza.
Chi prepara la cena? Chi pulisce casa? Chi lava i piatti? Chi stira i panni? Sono faccende che alla lunga, distruggono unioni e matrimoni. Si dirà che “in una unione che si rispetti le incombenze di casa vanno divise equamente”; è vero, ma ci si dimentica di una cosa fondamentale: mentre la donna, per propria scelta ( a torto o a ragione) ha invaso il campo del lavoro, una volta, esclusivo dominio dell’uomo, l’uomo, al contrario, è stato costretto a rinunciare al proprio lavoro ed è stato spinto verso incombenze, una volta, esclusivamente femminili.
Se poi si fanno figli, i problemi crescono esponenzialmente (al pari dei litigi e delle incomprensioni): Chi prepara i bimbi? Chi li porta al nido o a scuola?Chi prepara loro da mangiare?
Chi controlla i compiti? Chi li mette a letto? Chi resta a casa se stanno male?
Ne consegue che i figli, senza nessuna colpa, scontano i problemi che si sono creati tra i genitori.
In ultimo un accenno ai problemi sentimentali e sessuali.
Nella famiglia tradizionale, si deve riconoscere che l’uomo godeva di una libertà estremamente più ampia di quella della donna; non che dovesse necessariamente sfruttarla, ma volendolo, aveva molte più occasioni di tradire (sentimentalmente o sessualmente) che di essere tradito. Le donne (quelle disposte al tradimento), oltre ad avere poche occasioni, erano frenate dalle convenienze e dai giudizi morali. Ora, cambiati i costumi, le donne sono molto più libere e meno frenate: non è più un problema trovare un compagno anche se si è avuta una lunga storia precedente o, addirittura, se si sono avuti figli al di fuori del matrimonio; ci sono più occasioni di incontro e di frequentazione.
Iniziano i paragoni e il collega è sempre più carino e disponibile, con lui non si deve parlare dei problemi quotidiani, tanto noiosi; ci si sente apprezzate e desiderate e può nascere così una nuova esistenza di coppia . In questa nuova situazione, l’uomo trova terreno fertile, ci sono molte più donne da corteggiare; a prima vista sono sempre più belle della propria compagna, o, almeno, le vedi acconciate e sistemate, non come sarebbero appena alzate dal letto; non ti assillano con il controllo dei compiti dei figli o con il latte da acquistare; può piacere l’idea di cambiare compagna.
La famiglia moderna dunque appare una entità instabile, con riflessi molteplici e gravi sulla organizzazione della Società.
Giovanni Rossi








