di Annamaria Calamuneri
Abbiamo appena archiviato un 2010 non facile dal punto di vista scolastico e dell'Università. I dodici mesi appena trascorsi, infatti, hanno lasciato una traccia importante: partenza della riforma delle superiori e approvazione della legge di riforma dell'Università.
Sul piano politico, il 2010 si è concluso con la fiducia conquistata dal Governo dopo una profonda crisi tra gli schieramenti politici. Crisi che ha inevitabilmente messo in secondo piano problemi di fondamentale importanza come la riduzione del potere d'acquisto del reddito di dipendenti pubblici e pensionati, l'oppressione fiscale, il disagio della scuola. Ioltre, i provvedimenti governativi consistenti in tagli al personale e alle risorse alle istituzioni scolastiche, hanno acuito quella "piaga" che porta il nome di precariato.
Nelle città del nord, per fare un esempio, sono stati migliaia i contratti a tempo determinato (solo a Brescia, oltre tremila). Posti di lavoro destinati a rimanere scoperti da personale che potrebbe essere stabilizzato mediante una nomina a tempo indeterminato.
Per uscire quindi da questa situazione critica, il Governo dovrà adesso porre al centro dell'agenda politica la realizzazione di un concreto progetto per la scuola che sia in grado di rispondere alle esigenze della società e che miri anche alla valorizzazione del personale docente.
Ad oggi, infatti, gli stipendi del personale del settore Istruzione e Università sono i più bassi di tutto il pubblico impiego ed è prevista un'ulteriore riduzione della spesa per l'istruzione per il prossimo triennio.
Una riflessione da parte del mondo politico è adesso più che mai obbligatoria.
La scuola deve diventare una priorità nazionale per il compito che nella società è chiamata a svolgere (istruire, formare, rendere libero ciascun individuo). Occorre coprire i posti resi vacanti a causa dei tagli drastici agli organici, offrire la prospettiva di un futuro ai giovani laureati ed assorbire i precari inseriti nelle graduatorie ad esaurimento. Ed è proprio a questi ultimi che va, obbligatoriamente, l'augurio per un 2011 più sereno, meno on-off (on quando arriva il contratto, off quando scade) e quindi decisamente più concreto.
Annamaria Calamuneri - 16 gennaio 2011








