di Paola Miglio
Dopo tanto rumore, fonti autorevoli asseriscono che i media hanno molto esagerato sull'argomento sicurezza - centrali nucleari, la constatazione che anche in questo campo si può parlare di livelli di sicurezza eccellenti.
VIAGGIO NELLA CENTRALE
17:17 - Un lungo viaggio fra la foresta boreale finlandese, poi a 400 chilometri a nord di Helsinki, un'isola tutta nucleare. Olkiluoto,
dove due reattori costruiti negli anni settanta verranno affiancati da uno di nuova generazione, 3+, come quelli che dovrebbero essere
costruiti in Italia.
Un'opera colossale. E' il cantiere più grande nell'Europa del nord che si estende su un sito ampio come 15 campi da calcio, il reattore è
dentro a un vero e proprio bunker. Protetto da uno scudo in acciaio per contenere la radioattività e da una struttura alta 70 metri e
composta da una doppia parete spessa, in tutto, circa tre metri. Per costruirla hanno impiegato 320.000 metri cubi di cemento e tanto
ferro quanto ce ne vorrebbe per realizzare cinque Tour Eiffel. Lo stesso tipo di corazza avvolge la sala di controllo della centrale.
Secondo i progettisti, i francesi dell'Areva, una volta in funzione la centrale nucleare di Olkiluoto sarà la più sicura e la più moderna al
mondo. In effetti l'ossessione per la sicurezza si tocca con mano. Oltre alla corazza che isola il reattore, ci sono quattro sistemi di
sicurezza indipendenti e ciscuno, da solo, in grado di spegnere il nucleo in caso di incidente.
Ma non basta. Se si verificasse una fusione, anche se improbabile sostengono gli ingenieri di Olkiluoto, tutto il materiale radioattivo
verrebbe inglobato in un altro bunker che avvolgerebbe immediatamente il nocciolo. Evitando così il pericolo di fuga radioattiva.
Kathe Sarparanta è ingegnere e in questo periodo di grande attenzione dei media per il nucleare è un po' la portavoce della TVO, la società
finlandese proprietaria di Olkiluoto. Le abbiamo chiesto se la stessa centrale avrebbe potuto uscire indenne da un evento catastrofico come
quello giapponese dell'11 marzo. "No comment", preferiscono rispondere a Olkiluoto. Per questioni di sicurezza industriale, dicono, non si
può sapere troppo sui sistemi di protezione della centrale e non tutti quelli che ci lavorano ne sono informati. Ma una cosa è certa.
La corazza del reattore "tiene" all' eventuale crash di un aereo civile di grande dimensioni e con i serbatoi pieni. Insomma
resisterebbe a un attacco come quello alle Torri gemelle di New York.
Ma la Finlandia ha anche una grossa fortuna per poter permettersi un nucleare più sicuro che in altri Paesi. Il sottosuolo è granitico, una
roccia durissima e isolante. Nello stesso sito della centrale, scavato a quattrocento metri di profondità, vengono stoccate le scorie
radioattive. Per perdere la radioattività ci impiegano anche un milione di anni. La legge finlandese impone che questo pericoloso
materiale di scarto non esca dal Paese, ma che nemmeno ne entri dell'altro proveniente dall'estero. Una fortuna, quella di un
sottosuolo naturalmente isolante, che non tutti i Paesi hanno. In Finlandia il nucleare copre il 26% del fabbisogno energetico. Altre fonti vengono dal carbone, dalle biomasse e dall'eolico. Il petrolio è solo lo 0,6%, i finlandesi sono, insomma, indipendenti dall'oro nero.
Difficile trovare, fra la gente che abita nei pressi della centrale, ma anche fra i pescatori che pescano nello stesso mare sul quale si
affaccia Olkiluoto, paura o dubbi sul nucleare. Ci convivono da oramai una quarantina di anni. E, per fortuna, qui, di incidenti non ce ne
sono mai stati.
Paola Miglio
e/articoli/1004513/finlandia-il-nucleare-del-futuro.shtml








