Mercoledì 13 Aprile 2011 10:34

Nel nome di Maometto

Scritto da Maurizio Navarra

Detta com'è, la tesi sostenuta da Franco può sembrare un po' dura. E la tolleranza, il reciproco rispetto, la comprensione del "diverso" dove vanno a finire? Ma l'Islam è una religione realmente tollerante?Red.

di Salvatore Giuliano Franco

Tempo fa, quasi a commento delle parole di Deborah Fait, proposi un episodio di uno strano romanzo, “Il Clone”.

Il protagonista del romanzo è un certo Glauco che, nel brano che segue, si trova a Malta.

“Davanti a lui, aldilà di uno stretto furibondo di mare, c’erano le grandi grotte dove, il 26 ottobre 1530, il Gran Maestro dell’Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme e i suoi Cavalieri, abbandonata Cipro, si erano rifugiati in meditazione per quaranta lunghi giorni, prima di prendere possesso dell’isola e governarla, per 268 anni, come solo degli Illuminati potevano e sapevano fare.

Si racconta, ed è storia non leggenda, del loro grande valore e della loro ammirevole integrità, e di come, fortificati i punti nevralgici dell’isola, 600 Cavalieri si opposero, con 8000 maltesi, alla ferocia e all’impeto di 40000 Turchi imbarcati su 200 galeee, mandati per conquistare Malta da Solimano il Magnifico, al comando di Pialì e Mustafà Pascià e del crudele Generale Dragut Rais.

Si racconta anche come, per abbattere il morale dell’eroica popolazione, che si prodigava oltre ogni limite a fianco dei suoi Cavalieri, i duemila abitanti dell’isola di Gozo furono trucidati dal primo all’ultimo, e ogni singolo corpo, legato al tronco di un albero, fu gettato in mare, affinché il gioco delle correnti li facesse passare tutti, in macabra processione, lungo la costa Nord di Malta, davanti ai più popolosi centri urbani e ai suoi inorriditi abitanti.

Di tutto il mondo cristiano solo la Sicilia inviò prima 700 uomini e, quattro mesi dopo, 10000 dei suoi figli a contrastare la canea islamica, a cui Maometto aveva comandato, novecento anni prima, che l’infedele buono è solo l’infedele morto, magari dopo averlo impalato.

La leggenda della buona armonia esistente tra islamici e cristiani è data dal fatto che, nelle terre dominate dai musulmani, la popolazione era effettivamente lasciata libera di convertirsi all’islamismo o di rimanere cristiana, ma nella condizione di “dimmi”, cioè di sottomessi, ed erano quindi tenuti a pagare un’imposta personale, la “dizyah”, e una tassa fondiaria, la “kharag”, che rimpinguavano le casse del qa-id, gaytus, capo saraceno.

Quelli che non potevano far fronte al gravoso impegno economico o erano schiavi o erano morti.

L’8 settembre di ogni anno, Malta commemora con giusta fierezza la vittoria sui Turchi e l’eroismo dei Padri.”

Oriana Fallaci ha sempre visto giusto: non ritengo che ci sia alcuna intesa possibile con i seguaci di Maometto.

Nel Corano certi comandamenti sono molto chiari: la menzogna è colpa grave, ma, se il fine è quello di conquistare le terre e i corpi degli infedeli, tutto è lecito e consentito, anzi, meritorio: prestar fede quindi a qualsiasi dichiarazione di pace e fraternità è davvero cosa sciocca e risibile.

Io, da amante della matematica, amo ragionare portando ogni situazione al limite: per capire cosa potrebbe accadere domani si deve investigare nell’oggi spingendosi appunto “al limite”.

Pensate un attimo a come reagirebbe la comunità cristiana se pagine del Vangelo o della Bibbia venissero trovate in qualche piazza di Roma, sfregiate però con della cioccolata.

Pensate ora a come invece reagirebbe la comunità islamica, in Roma, in Italia e nel mondo.

Bene, quelle reazioni saranno solo le azioni che vivremo in futuro se, già da oggi, non ci prepariamo a contenerle, o meglio, a prevenirle.

E non illudiamoci che pochi illuminati possano cambiare lo stato dell’arte; anche nel corso delle più feroci guerre ci sono state menti elette che conversavano fra loro e si scambiavano informazioni e conoscenza, mentre le masse si dilaniavano.

Basta poi esaminare la figura storica di Maometto e paragonarla a quella di altri Profeti per capire che, mentre costoro hanno sempre predicato e testimoniato comprensione e amore, quello …beh!... basta leggere attentamente il Corano.

L’Islam e la sua radicalizzazione in paesi militarmente forti non deve mai creare l’illusione di una qualche crescita civile o di possibili intese socio-politiche.

Prima o poi, la crepa che divide due mondi assolutamente diversi, diventerà una spaccatura che già è insanabile e porterà, inevitabilmente, alla sopravvivenza di una sola cultura.

Anche per scongiurare questo è necessario e urge l’Impero Prossimo Venturo.

salvatore giuliano franco

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