Il socio de Il Movimento d'Opinione che non era presente ieri all'appuntamento di Via Lucullo 22 ha effettivamente perso qualcosa! (Red)
di Salvatore Giuliano Franco
Le Armi che io, socio e sostenitore del “Movimentodopinione”, difendo e amo, sono soprattutto quelle della ragione, della tolleranza e della Giustizia.
Ed è proprio in nome della Giustizia, quella con la G maiuscola, che diventa sempre più difficile tollerare il comportamento di certi individui che, solo perché coperti e protetti da una toga e da un tocco, operano ormai apertamente contro lo Stato, perché tengono in non cale le sue leggi, e contro le persone, solo per antico e ormai atavico odio politico.
Il timore di quel tale Palamara, che teme l’attacco ai giudici, di cui rivendica il sangue in tante occasioni versato, è farisaico, ipocrita, strumentale e da sepolcro imbiancato.
Io, che sono stato per lunghi mesi giudice popolare nel processo in Corte d’Assise d’Appello, nell’aula bunker del Foro Italico, negli anni ’84-’85, so bene il sangue di quali Giudici fu versato dalle tante variegate frange del comunismo combattente, e di quali e quanti altri Giudici, dal grande cuore, dalla grande dignità e dalla grande dedizione alla causa della vera Giustizia, fu versato il prezioso sangue in anni più recenti.
Non deve certo ricordarceli questo Palamara!
Io quelli amo e rispetto, insieme a tutti quelli che, in silenzio, con dignità e Giustizia, esercitano la difficile missione di Giudice, e per loro, ma solo per loro, mi frapporrei, se lo potessi, per difenderli da ogni violenza.
Degli altri m’importa un frego! non auguro loro nessun male, ma, per essi, non metterei certo in gioco la mia vita.
Che questi PM, anomali, comunisti e cattocomunismi, acquistino, finalmente, il ruolo che loro spetta, quello di Avvocati dell’Accusa!
Facciamo in modo che i Giudici tornino a giudicare in modo imparziale, con il solo strumento delle Leggi e della loro Onestà intellettuale e morale.
Facciamo in modo che ogni cittadino si senta nuovamente tutelato e protetto e non più giudicato in aule faziose e illiberali, come quelle della procura milanese, o quelle dei Santoro e dei Travaglio, che ne sono il preciso contrappunto.
Gridiamo a tutta voce che i circa quindicimila processi che il cosiddetto “processo breve” porterà a fine incompiuta, sono piccola cosa rispetto ai duecentocinquantamila che, ogni anno, vanno in prescrizione per le anomale lungaggini di una giustizia inane, inefficiente, ormai fuori d’ogni controllo, in quanto i suoi stessi organi di controllo sono solo dispositivi autoreferenziali non più in consonanza con la realtà del mondo circostante.
Il mio cuore si apre però alla speranza perché ieri, in Roma, presso il ristorante Squisito di via Lucullo, in una interessante serata, ho potuto ascoltare le parole dell’On. Alfredo Antoniozzi: parole chiare, decise, da vero politico preparato e impegnato con la mente, col cuore e con l’azione.
Soci e simpatizzanti del “Movimentodopinione”, che presto sarà anche testata giornalistica, accogliete, vi prego, con simpatia e sincera partecipazione, questa mia accorata Chiamata alla Armi!
Roma, 17 aprile 2011 salvatore giuliano franco








