Lunedì 03 Maggio 2010 11:45

Il "letto grande" del Presidente fa solo "grande" il Presidente

Scritto da Administrator

di Cecco d’Ascoli

Lo scontro sul terreno della vita privata e del pettegolezzo danneggia l'opposizione e avvantaggia Berlusconi, contro il quale viene, invece, brandito.

Il maggior conflitto d’interessi non è stato mai risolto, tra quelli che preferiscono l’altro sesso e quelli che invece, preferiscono il proprio. Nulla di male, ma quando ci si pensa, tutti sono convinti d’aver ragione. Tranne la Chiesa che, ovviamente, sesso non ne ha e, ufficialmente, non sa neppure di cosa si tratti.

Abbiamo un Presidente virile, forse anche troppo, che almeno alla metà degli Italiani, ammalati di dongiovannismo e di sessismo, non dispiace affatto. L’altra metà, per ragioni diverse, è piuttosto indifferente.

La pruderie anglosassone, infatti, non ha mai attecchito a casa nostra e ciò che avviene sotto le lenzuola è sempre stato considerato con soddisfazione, magari con curiosità, ma soprattutto come un fatto personale.

La questione Boffo si è chiusa malamente ma conferma, ancora una volta, che non è sulle inclinazioni sessuali che si può fare politica. I Kennedy e Clinton, in un’America piuttosto puritana, sono sopravvissuti benissimo. Non è per le loro relazioni che è cambiato il mondo e. in Europa, se andiamo un po’ indietro, né Napoleone né Mussolini sono stati da meno ma non per questo sono stati travolti.

Abituati ai Presidenti ed ai Ministri scoloriti e pallidamente neutri della prima Repubblica, il Berlusconi grandeggia, vere o false che siano le sue performances. Non grandeggia l’opposizione, la cui unica politica è contro la persona del Presidente e continua a fare flop.

Il caso Feltri-Boffo è, probabilmente, l’avvio di una svolta. Le lenzuola non sono un manifesto politico e non fanno bene a nessuno. Neppure alla CEI, che si è trovata impantanata in una difesa d’ufficio del Direttore de L’Avvenire, il suo giornale, con la quale ha fatto solo una brutta figura. Il fatto è che l’arte di stare zitti non ha mai fatto fortuna in Italia.

Sovvengono alcune riflessioni: la privacy di un uomo politico esiste o no? Se esiste, va difesa e su questa linea si muove la querela di Berlusconi alla Repubblica.

Il diritto all’informazione è assoluto o ha certi limiti? Quanto sono responsabili i giornalisti delle continue malizie, ambigue asserzioni e spesso, falsità che possono distruggere la vita d’un uomo o delle persone che gli sono care? O sono irresponsabili e legibus soluti?

Ha senso una politica, non importa se d’opposizione, fondata sul gossip, sulle accuse e, probabilmente, soprattutto sull’invidia?

Rispetto ai professionisti cinquantennali della politica italiana, Berlusconi è un outsider, un personaggio estraneo che ha sconvolto i noiosi ritmi tradizionali di un quieto vivere ed un quieto spartire cui essi erano abituati.

Un corpo estraneo, una metastasi pericolosa, perché viene dal nulla e si è costruito da solo, perché è pieno di quattrini e può comprarsi tutti e tutto, perché ha iniziative che innovano e gli danno le luci della ribalta, perché è fortunato e riesce ad avere consensi non immaginabili. Tutto ciò, agli occhi dell’opposizione, è pericoloso, negativo, antidemo-cratico, quasi dittatoriale. E poi, riesce anche ad avere relazioni sessuali, poche, molte, trasversali, non si sa, ma le ha.

La storia delle donne, mogli, amanti, compagne, escort della prima Repubblica è ben nota ed è stata anche oggetto di pubblicazioni. Relazioni etero ed omosessuali erano sulla bocca di tutti. Ma nessuno ne traeva motivo di scandalo. Tanto meno la Chiesa.

Ora, invece, sembra che tutto si condensi negativamente attorno alla figura del Presidente. Non è politica: è invidia.

Che la maggioranza sia criticabile è possibile e molti dei suoi provvedimenti lasciano l’amaro in bocca. Ma solo chi non fa non sbaglia. E di esempi illustri ne abbiamo avuti, anche di recente.

Se la vita privata delle persone ha da essere tutelata, i giornali saranno tenuti a pagare cifre molto elevate per le loro illegittime irruzioni. Forse ciò calmerà un po’ gli spiriti e l’opposizione dovrà cercare altre strade, un po’ meno scivolose, magari proponendo qualche idea, qualche progetto, qualche iniziativa, tanto per far vedere che non sempre si può far politica dal buco della serratura, ma che occorre pensare.

Cecco D’Ascoli

Roma: domenica 6 settembre 2009

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