Mercoledì 27 Aprile 2011 21:05

Il deficit e l'inizio della corsa di Obama

Scritto da Maurizio Navarra

di Domenico Maceri
Ancora una interessante finestra aperta sugli USA e sugli inizi di una campagna elettorale che si presenta molto complessa per il Presidente il quale, intanto, ha esibito il certificato di nascita che lo indica come statunitense DOC.

Il signor Reagan aumenterà le tasse ed io farò la stessa cosa. Lui non lo
ammette. Io lo faccio. Nella convention democratica del 1984 Walter
Mondale, il candidato presidenziale del suo partito, annunciava così
onestamente il modo per fare quadrare il bilancio.
La mitologia politica sostiene che Mondale sia stato sonoramente sconfitto
da Ronald Reagan per la sua onestà sulla questione fiscale. In realtà, come
ha spiegato lo stesso Mondale in un recente articolo sul Washington Post,
fu la ripresa economica di quell'anno a rieleggere Reagan. Gli americani,
dopotutto, riconfermano un presidente quando le loro tasche sono piene.
Barack Obama ha recentemente dimostrato una simile sincerità fiscale quando
ha dichiarato che il deficit va affrontato non solo con tagli ma anche con
l¹aumento delle tasse. Obama però ha qualificato la sua asserzione
reiterando che solo quelli con redditi di almeno 250.000 dollari annui
vedranno aumentate le tasse.
Parecchi recenti sondaggi gli danno ragione. Secondo un¹inchiesta del
McClatchy-Marist, il 64% degli americani è d'accordo con l'aumento delle
tasse mentre il 34% è contrario. Il supporto più forte, come era da
aspettarsi, viene dai democratici (83%) ma anche gli indipendenti lo
favoriscono (63%). I repubblicani invece sono contrari (54%).
Inoltre lo stesso sondaggio ha scoperto che gli americani sono contrari ai
tagli del Medicare e del Medicaid, l'assicurazione medica degli anziani e
dei poveri rispettivamente (80%).
Questi dati, confermati anche da altri recenti sondaggi, dovrebbero fare
sorridere Obama il cui piano per risolvere il deficit si basa in parte su
tagli ma anche sull'aumento delle tasse. Paul Ryan, invece, l'architetto del
piano repubblicano che imporrebbe tagli stratosferici come pure la
privatizzazione del Medicare, approvato dalla Camera recentemente solo con
voti del suo partito, avrebbe ragioni per piangere.
Sorriderebbero anche alcuni candidati repubblicani presidenziali come Mitt
Romney, Tim Pawlenty, Haley Barbour, Mitch Daniels e Mike Huckabee, già
governatori dei loro rispettivi Stati, i quali hanno "peccato" di avere
aumentato le tasse.
Nonostante le "accuse" dei repubblicani ai democratici di tassare e
spendere, il presidente Obama ha tagliato le tasse negli ultimi due anni. In
uno di questi casi lo ha fatto ingoiando duro l'anno scorso quando ha esteso
i tagli alle tasse dei benestanti apportati da George Bush perché parte di
un pacchetto di legge che includeva l'estensione dei benefici ai
disoccupati.
A nessuno piace pagare tasse perché in un modo o nell'altro si vede solo
l'aspetto negativo dell'uso di questi fondi. I conservatori vedono gli
sprechi che beneficiano solo i fannulloni. I liberal sono contrari alle
spese per la difesa. Vedere il bene che le tasse ci producono è sempre
difficile. Molto più facile demonizzare le tasse ed eliminarle come vorrebbe
la religione repubblicana.
La realtà è che le tasse federali sono al punto più basso dal 1950. Ryan li
vorrebbe ridurre ancora di più da un massimo di 35% al 25%. Egli si
preoccupa del deficit ma vuole ancora ridurre le casse del tesoro che
inevitabilmente creerebbe deficit più drastici. La spiegazione è sempre che
la tasse più basse creano attività economica che aumenta le casse del
tesoro.
Alan Greenspan, che per 18 anni fu segretario della Federal Reserve,
repubblicano, non è d'accordo. In una recente intervista durante il
programma Meet the Press della Nbc, ha dichiarato che si dovrebbero fare
scadere i tagli alle tasse dall'ex presidente Bush. Secondo Greenspan, la
riduzione delle tasse comporterebbe un effetto negativo al deficit .
Il discorso del presidente Obama sugli aumenti delle tasse come soluzione
parziale al deficit è riuscito a cambiare l¹opinione degli americani del 5%
secondo il citato sondaggio della McClatchy-Marist. Obama ha cominciato
recentemente una serie di viaggi negli Stati Uniti per convincere gli
americani che la sua sia la strada giusta.
Obama, che poco tempo fa ha dichiarato la sua candidatura alla rielezione,
si trova già in un clima di campagna politica. Non si tratta solo di
risolvere il deficit ma anche di ipotecare altri quattro anni di residenza
alla Casa Bianca.
Domenico Maceri  PhD della Università della California a Santa Barbara

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