Il nostro sito, lo ricordiamo ancora una volta, è caduto in confusione per un accidente del quale il server è unico responsabile. La Redazione ha fatto e fa del tutto per consentire lo stesso ai lettori di frequentare il sito e garantire la nostra linea di comunicazione. Il nostro "amministratore di sistema" sta lavorando per rimettere tutto a posto, ma il lavoro si sta rivelando molto complesso. Intanto un buon punto di situazione sulla Libia. Red.
(Cantato su “…ma che colpa abbiamo noi?”
E’ noto che Il 28 ottobre del 1940 l’Italia dichiarava guerra alla Grecia, paese a noi legato da un “Trattato d’amicizia” stilato dodici anni prima, ed è anche nota la frase “Noi spezzeremo le reni alla Grecia”.
Lo scorso 28 aprile l’Air Force tricolore ha dato inizio ad una guerra dichiarata per spezzare le reni alla Libia di Gheddafi, a noi legata da un patto d’amicizia.
Quel marito, che è riuscito a impregnare di sé la melomane Bruni Carlà, è anche finalmente riuscito a legare al suo carro dei desideri il grande carrozzone italiano.
“Alea iacta est” e, ora che abbiamo ammazzato il figlio minore di Gheddafi e tre suoi nipotini, non è più possibile alcun ripensamento.
La “Pax Romana”, spesso imposta in punta di lancia, era sempre seguita da riforme tendenti a dare Leggi, ordine e libertà a popoli che entravano, con pari dignità e diritti, a far parte di un contesto primo al mondo per civiltà e cultura.
Ammesso che si riesca a sterminare tutti i sostenitori di Gheddafi e ad impiccare il Grande Demonio, come già Saddam ,con una sentenza europea, scritta naturalmente in inglese-francese-tedesco, cosa mai potremo dare noi, Italia, agli illuminati ribelli libiani, già legittimati da un governo davvero poco lungimirante?
La stessa mancanza di lungimiranza che convinse, nel febbraio 2006, l’improv-vido e mai rimpianto Rumeno Prodi, a legittimare l’appena ‘arrunzato’ governo del Kosovo e poi i bombardamenti, iniziati il 23 marzo 1999 contro i Serbi, voluti e caldeggiati dal non massimo d’Alema
E noi, oggi, appiattiti sulle voglie di un defenestrando Sarkozy, uccidiamo, sotto l’ombrello Nato, i figli e i nipoti e chissà quante altre genti ancora, perché connessi al Grande Demonio, sempre per la stessa assoluta mancanza di lungimiranza e di ogni visione strategica.
Poiché siamo nella Nato dovremmo forse sempre supinamente obbedire?
So che susciterei un mare di proteste se aggiungessi che non sempre le catene di comando operano secondo giustizia, così come operò, solo in odio alla giustizia e alla dignità dell’uomo, quella di Hitler e delle sue SS.
Perché bombardare i libici, se in Siria, e solo per portare un esempio tra i tanti possibili, un popolo oppresso viene giornalmente decimato?
In Libia duecentomila uomini e donne, di tutte le razze, avevano trovato un dignitoso posto di lavoro mentre il Grande Demonio spendeva gran parte delle sue ricchezze per aiutare tanti popoli fratelli del continente africano, e questo forse è poco noto ma incontestabilmente vero.
Berlusca! Berlusca! ma allora è proprio vero che coloro che comandano o perdono il senso della realtà o si avvalgono di consiglieri a cui, alla prova dei fatti, nemmeno chiederei di consigliarmi una buona lettura e nemmeno un buon vino?
Riprendi subito il timone della barca! e magari ti fossi comportato come, un po’ per celia e un po’ per non morir, avevo scritto in “Libia-Italiana o Italia-Libiana”
E’ questo tempo di decisioni e prestare orecchio a Bossi e ai suoi verdi camerati non sarebbe certo un errore.
Troppo spesso sono i buoni consigli quelli che meno vengono ascoltati.
Ogni giorno che passa la situazione diventa sempre più ingovernabile: che almeno si metta una scadenza, breve, brevissima, a questo scempio di ogni intelligente soluzione.
Vedi, caro Cavaliere, molti cavalli, anche se un po’ ombrosi, ancora confidano in te, non li deludere, non ci deludere!
salvatore giuliano franco
.. e poiché, per problemi di gestione del sito, moltissimi miei articoli sono scomparsi, allego di seguito “Libia-Italiana o Italia-Libiana”, scritto in tempi non sospetti e pubblicato il 13 marzo c.a.
Libia-italiana o Italia-libiana
In molti abbiamo scritto sui fatti libici e in troppi stanno discettando nel merito sullo stesso attualissimo argomento: politici e politologi, scrittori e filosofi, giornalisti di vaglio a pennivendoli, saggisti e vignettisti, preti e cardinali, giudici e mafiosi, presidenti e pezzenti.
Tutti parlano e parliamo criticando nazioni, uomini, comportamenti, ma, nessuno, nessuno ha la forza, il coraggio, l’avventatezza, di proporre cosa fare, subito.
Molto immodestamente avrei una piccola idea.
Se fossi il famigerato Berlusca, amato e vituperato, odiato e osannato, mi comporterei come segue.
- 1) - Con l’Air Force One, o qualcosa di molto simile, atterrerei a Tripoli, con al seguito le Frecce Tricolori.
- 2) – Andrei incontro a Gheddafi, sorridendo come ai vecchi tempi.
- 3) – Con una penna d’oro, riservata alle grandi occasioni, gli chiederei di firmare il nuovo ed eterno patto d’alleanza, come fece Dio con gli Uomini.
- 4) – Nello stesso spirito federativo che unirà per sempre la Padania con il resto d’Italia, proporrei a Gheddafi di federarsi all’Italia in una unica nazione, aggiungendo nel bianco, al centro della Bandiera, incrociati, la Stella di David, le Mezzaluna verde e la Croce.
- 5) – Offrirei a Mu’ammar una sede principesca nei centri di Roma e Milano (Bossi d’accordo).
- 6) – Gli proporrei di procedere, con effetto immediato, allo spostamento di almeno un milione di libici in Italia e di altrettanti italiani in Libia.
- 7) – Gli chiederei di unificare la sua giustizia del “dente per dente” alla nostra, premiante per chi delinque e penalizzante per i giusti: con scambio anche di almeno mille magistrati, con i suoi nei nostri consigli d’ amministrazione e i nostri a coltivar patate nella sabbia.
- 8) – Per la lingua, che ognuno parli quella che vuole, con la sola esclusione del tedesco, dell’inglese e del francese, le uniche riconosciute da quell’accozzaglia di lestofanti che si riempiono le mandibole con la parola Europa.
- 9) – Me ne fregherei di quello che potrebbero pensare comunisti, valoristi, finiani e casinisti, attruppati in orde farneticanti parole senza costrutto.
10) – Spiegherei a Gheddafi come, a seguito dell’unificazione Italia-Libia, si produrrebbero una serie di eventi positivi:
a - Obama, nel vedere le 7 sorelle colpite proprio là dove non batte il sole, avrebbe un anomalo attacco di gotta e, invece di vedersi proibito il latte, si vedrebbe proibito il petrolio;
b - Nicolas Sarkozy e David William Donald Cameron, per consolarsi, forse si scambierebbero le rispettive consorti, salvo poi rincuorarsi con la Ruby Karima e non con il Ruby, linguaggio di scripting nato, anch’esso, nel 1993, come progetto del giapponese Yukihiro Matsumoto;
c – la Lega Araba, che ha appena votato per la no-air zone in Libia, forse perché Gheddafi non ama l’integralismo musulmano e la Sharia, dovrebbe rinviare a tempi migliori l’agognata conquista dell’Europa;
d – i Profughi Istriani avrebbero alfine la certezza di un paese certo più accogliente di quanto lo fu il loro;
e – tanti mariti infelici avrebbero la speranza di nuovi Con Turbanti legami.
Lo so, cari amici, che la mia è davvero una piccolissima idea, ma, poi, è davvero così piccola? Provate a svilupparla. Grandi spazi, fonti di energia, una popolazione piacevolissima, e questo posso testimoniarlo per gli anni trascorsi a Malta, in stretti e frequenti contatti con il mondo libico, o libiano, come dicevano i maltesi.
salvatore giuliano franco








