Giovedì 19 Maggio 2011 22:11

La farsa delle amministrative

Scritto da Maurizio Navarra

di Stelio W. Venceslai

 

C'è modo e modo di fare politica. Possibile che a noi italiani non tocchi mai la sorte di far politica nel modo giusto?

Si vota. Tredici milioni di Italiani dovrebbero scegliere gli amministratori delle loro città o province, confermando i vecchi o cambiandoli con dei nuovi. Si tratta di una cosa importante, perché la gente vive nelle città e nelle province, non in Libia od in Cecenia.

Gli amministratori locali sono molto importanti, perché dovrebbero dare il tono ai luoghi dove vivono i loro elettori. Forse, date le ristrettezze di bilancio, non ne avranno i mezzi, ma almeno dovrebbero assicurare una corretta gestione di quelli che hanno e, magari, programmare cose intelligenti per il momento in cui ne avranno.

Invece, queste elezioni sono considerate un banco di prova del Governo, Ma che c’entra?

In un sistema pulito il Governo ha il suo banco di prova in Parlamento, non nella conquista di un seggio a Pomezia. Che c’entra la politica, con la P maiuscola, con le amministrazioni locali, che dovrebbero interessarsi di fogne. di strade, di verde pubblico e di polizia urbana? Nulla.

Questa mania di sporcare tutto con la politica con la p minuscola determina una fibrillazione continua il cui unico, reale risultato, è la disaffezione degli elettori, l’inquinamento delle liste con “politici” da strapazzo, il gridar vittoria se si vince, il negarne il riflesso politico se si perde.

Diciamolo apertamente: non è una cosa seria. Il Paese avrebbe bisogno d’essere tranquillo, di votare secondo la propria coscienza e secondo criteri di serietà professionale ed amministrativa volti al miglioramento delle città. Potrei essere di destra e votare per la sinistra, se il candidato sindaco fosse una persona che stimo e che mi da garanzie di essere un buon amministratore. Le elezioni locali sono rivolte alla gestione, non alla politica generale del Paese.

In Italia, tutto ciò è impossibile. L’inquinamento della politica è tale che essa penetra dovunque, dall’assunzione di un bidello alla nomina di un medico nelle ASL, dalla concessione di un mutuo all’assegnamento di un appalto. Dovunque. Ma che c’entra? Perché “lo particulare” deve essere dominante rispetto all’interesse generale? In quale misura un assessore di destra alla spazzatura fa meglio di uno di sinistra o viceversa? Con la confusa ideologia cui  si riferisce?

I cittadini, che sono anche per la gran parte contribuenti, sono in tal modo portati a votare non per chi li potrebbe amministrare meglio, ma per chi rappresenta, si fa per dire, le loro vocazioni politiche. La conclusione è che le nostre città sono male amministrate. L’interesse locale viene costantemente tradito, il consenso che può avere un Berlusconi capolista a Milano od un Bersani a Bologna (ché, tanto, questi città non le amministrerebbero mai) è del tutto fittizio.

Le elezioni amministrative, come dice lo stesso aggettivo, sono, appunto, amministrative. Non hanno nulla a che vedere con la politica nazionale e tanto meno con quella estera. Aggiungerei che non devono aver nulla a che vedere con essa e che dovrebbe essere proibito parlare di questioni che esulano dalla gestione della vita delle città. Ad ognuno il suo mestiere, se è in grado di farlo.

Questo è un tipo di riforma che sarebbe necessario mettere in campo per cominciare a delimitare gli spazi di una politica sempre più invadente, incapace e pasticciona, quando non è, addirittura, disastrosa. Non costerebbe nulla, ma servirebbe a pulire molte immagini appannate ed a non esagerare l’importanza, sul piano nazionale, di consultazioni che, invece, sono essenziali per la vita quotidiana dei cittadini.

Ciò non sarebbe soltanto nell’interesse dei cittadini, interesse che dovrebbe essere prevalente, ma anche dei politici, che per ragioni di bandiera sostengono personaggi insostenibili. Basterebbe pensare a Napoli, dove per anni l’interesse di parte ha tenuto in piedi simulacri di inefficienza totale come il Bassolino o la Jervolino.

Quanto ha giovato all’immagine del PDI, in Italia e nel mondo, per un pugno di voti compiacenti, tenere in piedi quel vergognoso ammasso d’immondizia politica e di rifiuti urbani che è stata l’amministrazione di Napoli e delle città circonvicine?

Certo, cambiare le cose non gioverebbe al festival delle esternazioni politiche, agli sciocchi talk shows televisivo, alle importanti ed ovvie dichiarazioni del Casini, al trionfalismo dello pseudo vincitore delle elezioni. Ma abbiamo veramente bisogno di tutta questa paccottiglia verbale, di questo presenzialismo televisivo da quattro soldi?

Stelio Venceslai

 

Roma, li 15 maggio 2011.

Aggiungi commento


Chi siamo

Il Movimento d'opinione nasce nel 1998 da un'idea di Temistocle Sidoti e Roberto Fait come...
29 Maggio 2011, 22.26

Convegni

In questa sezione potrete trovare tutte le notizie relative ai convegni realizzati da il Movimento
29 Maggio 2011, 23.32

Documenti

L'area del sito dedicata ai testi, documenti e pubblicazioni riguardanti il Movimento...
29 Maggio 2011, 23.52

Tesseramento

Informazioni utili e modulistica per partecipare attivamente alle iniziative de il Movimento Per...
30 Maggio 2011, 00.02
Testata giornalistica del PLI in attesa di registrazione al
Tribunale di Roma. Le foto presenti sul sito sono state prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio.
Per chiederne la rimozione scrivere alla redazione del sito. Le collaborazioni sono su richiesta della Direzione e,
salvo quando espressamente dichiarato dalla Proprietà, a titolo gratuito.
Testata giornalistica de Il Movimento d'Opinione in attesa di registrazione al Tribunale di Roma. Le foto presenti sul sito sono state prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Per chiederne la rimozione scrivere alla redazione del sito. Le collaborazioni sono su richiesta della Direzione e, salvo quando espressamente dichiarato dalla Proprietà, a titolo gratuito.