di Cecco d’Ascoli
Un po' di "realpolitik" non fa mai male! Red.
Evviva! Bin Laden è morto, il suo corpo sottratto agli adoratori, il terrorismo sconfitto. L’11 settembre è stato vendicato.
Se Bin Laden ci ha lasciato la pelle, francamente, l’emozione è molto ridotta. Chi semina vento produce tempesta, chi semina morte finisce ammazzato. Non è cristiano, ma è reale.
E’ inutile farsi delle illusioni moralistiche. L’esecuzione di Bin Laden era necessaria, come lo furono quelle di Ceausescu o di Mussolini, tanto per non andar lontano.
La violazione della sovranità del Pakistan è un altro di quei tabù di cui ci si deve sbarazzare, Il Pakistan non è un Paese sovrano, come non lo sono decine di Stati, islamici e non islamici, sul pianeta. E’ una finzione amministrativa.
Pensare seriamente che le Bahamas o le Isola di Tonga siano degli Stati con parità di diritti con quelli che contano è una pia illusione. Non contano nulla. Al massimo, contano i danari pagati per corrompere il loro voto alle Nazioni Unite.
Il Pakistan è una finzione geografica basata sul fatto che i suoi cittadini sono mussulmani. L’unica cosa seria che ha è l’arsenale atomico. Qualcuno potrebbe chiedersi perché il Pakistan sì e l’Iran no. Ma queste sono domande impertinenti e secondarie.
Già il fatto che un Paese si formi in relazione alla religione praticata dalla maggioranza della sua popolazione non ha molto senso. E’ da qualche secolo che l’idea della separazione dello Stato dalla religione s’è fatta strada nel mondo civile. Il fatto che il Pakistan oscilli tra modernità e medioevo è molto positivo, ma che ivi si discuta molto seriamente sull’applicazione obbligatoria della sharia islamica dà un’idea realistica del con chi si abbia a che fare: tutte con il velo, nessun diritto alle donne, lapidazione consentita, nessun diritto civile nelle famiglie, fratellanza islamica in una umma che ha visto solo guerre fratricide.
Il solo divertimento consentito è quello della strage. Possibilmente, di giovani cadetti o della popolazione civile. Sanguinari kamikaze sacrificano le loro vite per ammazzare gente innocente in nome di Allah. Quale eroismo! Giganti del pensiero e dell’integralismo che, come tutti gli integralismi, è solo stupido.
Sino ad ora in Pakistan, per vari attentati, sono morte 4.500 persone. Ovviamente, questa ecatombe non serve a nulla. Solo a far rumore ed a spargere sangue innocente.
Il mondo s’interroga sul seguito che avrà la morte di Bin Laden. Reazioni impazzite, Ma quanto dureranno? Probabilmente molto poco. Nella sede di Bin Laden c’erano computers e dati importanti. Al Qaeda è a pezzi. Non ha più segreti e connivenze. Tutti hanno paura delle irruzioni statunitensi. Chiacchiere e grida, molte, ma fatti reali, forse, sperabilmente, molto pochi.
Il Pakistan non ha una forza militare seria. Dipende pressoché in tutto dagli Stati Uniti. Anche per il controllo aereo. Lo dimostra l’efficacia dell’azione nordamericana ad Abbottbad. Stracciarsi le vesti per questa violazione del diritto internazionale è del tutto inutile. In Pakistan si può intervenire, in Cecenia no, perché dietro c’è la Russia. In Siria no, perché dietro gli assassini di Assad ci sono i Russi. In Pakistan ci sono gli Stati Uniti. Questa è la realtà.
In Libia, invece, non c’è nessuno. C’era solo l’Italia ed il Governo che abbiamo. Sor Tentenna. Il nostro ineffabile Ministro degli Esteri fa profezie: tra due settimane tutto sarà finito. E’ la previsione di una zucchina bollita dall’ossequio verso chi l’ha scoperto.
Il fatto è che ci siamo in mezzo. Non pensavamo di doverci assumere delle responsabilità, credevamo di poter fare del turismo militare aereo all’infinito. Non è così. Ma salviamo la popolazione civile. Quale importante missione umanitaria! Spariamo sulle città per salvarle dalle grinfie omicide di un Gheddafi cui qualche mese fa il Berlusconi baciava la mano. Un capolavoro di doppiezza.
Ma fra due settimane tutto sarà finito. Così dice il Frattini. Dobbiamo credergli? No. Certamente no. Ha appreso dal suo mentor, il Presidente del Consiglio, la capacità di fare profezie.
Berlusconi s’era impegnato, nel ’94, ad un milione di posti di lavoro nuovi? Li avete visti? No. Ci aveva detto che la crisi era ornai finita ed eravamo fuori dalla tempesta monetaria. E’ stato così? No. Il Governo ha detto e ripetuto che avrebbe fatto le riforme. Quali? Le avete viste? Chiacchiere e nomine, riforme apparenti e consolidamento del sottobosco. Non sono credibili. Il fatto è che non sanno stare zitti. Parlano, e dicono stupidaggini.
L’opposizione ci si scalda sopra. Nel deserto di idee e di programmi l’opposizione si nutre delle stupidaggini che sono con enfasi proclamate dall’alto. Ma tutto finisce lì. Nel nulla sonnolento che avvolge la politica italiana.
Sull’ovvio brilla il nostro Ministro degli Esteri. E’ il Casini del Governo. Frasi ponderate e con toni di sufficienza. Banalità eleganti e vuote di contenuto. Quale politica estera stiamo esprimendo? Soltanto quella della richiesta della carità ai nostri partners europei.
E, intanto, continuano gli sbarchi a Lampedusa e le tragedie nel mare.
Cecco d'Ascoli
Roma, li 15 maggio 2011.








