Lunedì 03 Maggio 2010 11:48

Il tramonto della famiglia tradizionale

Scritto da Administrator

di Giovanni Rossi

Il problema degli anziani. Come gia' ricordato, la Famiglia tradizionale e' caratterizzata dalla convivenza, in una stessa casa, della coppia giovane, dei figli della stessa e dei genitori anziani della donna.Ci sono anche i casi della convivenza con i genitori dell’uomo, benché in misura molto minore, ed allora l’atavico antagonismo tra nuora e suocera deve essere controllato dall’intelligenza delle persone, per non creare un’esistenza difficile.

In un precedente articolo si è detto che l’organizzazione della Famiglia tradizionale è basata sulla divisione dei compiti, ogni membro porta qualcosa e prende qualcosa, e il ruolo dei nonni, cioè degli anziani è molto importante.

Tralasciamo, seppur non di secondaria importanza, l’apporto economico alla Famiglia, da parte dei nonni, con la loro pensione o i loro risparmi, e consideriamo il fondamentale aiuto pratico di due persone, ancora valide fisicamente, nella soluzione dei problemi quotidiani della vita.

Il nonno si occupava della gestione dei bambini; li portava a scuola, li andava a riprendere, li portava a passeggio, ma , soprattutto con la sua esperienza e con il suo amore, contribuiva alla corretta crescita dei nipoti, preservandoli, il più possibile, dalle insidie della Società .

La nonna aiutava la figlia ( o la nuora ) nella cucina e nelle altre faccende domestiche, curava i nipoti, insieme al nonno, e faceva loro compagnia quando i genitori non erano in casa .

In cambio del loro impegno gli anziani ricevevano da figli e nipoti tutto il supporto di cui avevano bisogno, soprattutto quando, con il passare degli anni, l’autosufficienza cominciava a diminuire; fino alla fine della vita, anche i meno fortunati che dovevano passare al letto i loro ultimi anni, i vecchi ricevevano dai loro cari le cure che, in passato, loro avevano elargito.

Con l’evolversi della società, con l’abbandono dei Valori a fronte dell’effimero e dell’apparenza, con l’egoismo che ha scacciato affetti e sacrificio, ognuno vuole sentirsi più libero:

i figli vogliono vivere da soli, e, gli stessi genitori preferiscono stare per conto loro.

Finchè non vi sono nipoti, la cosa può avere un certo numero di vantaggi, poi la situazione precipita. I genitori, più o meno anziani, costretti dal sentimento, diventano, nella quasi totalità, una specie di schiavi di figli e nipoti.

Sono spinti a prendere casa vicino ai figli, in modo da poter intervenire con immediatezza tutte le volte che occorre. Padre e madre lavorano, per cui nonni devono occuparsi, a tempo pieno, dei nipoti: al mattino devono trovarsi a casa dei figli, prima che questi escano, accudire i bimbi in casa , quando sono piccolissimi, portarli a scuola e andarli a riprendere quando sono più grandi, far loro compagnia in casa o portarli a casa propria, finchè il padre o la madre non vengano a riprenderli; se i bimbi stanno male, saltano tutti gli impegni, perché bisogna star loro vicini in quanto, padre e madre non possono assentarsi dal lavoro; le vacanze, anche se sono in pensione e potrebbero farle quando vogliono, sono dipendenti da quelle dei figli, a meno che non si portino i nipoti con loro, e allora… addio riposo ! Tutto questo, con fatica, ma con gioia, perché sorretti dal sentimento. Di solito, sono i nonni materni i più impegnati, ma non è la regola, anche i nonni paterni possono dare il loro contributo. ( Per semplicità di esposizione tratto solo dei nonni materni, ma la situazione può essere raddoppiata o scambiata, tenendo conto dell’aggravante del rapporto, spesso, conflittuale “nuora-suocera”.

Poi gli anni passano, le forze vengono meno, ma figli e nipoti, ormai grandi, non hanno più bisogno di loro; sono loro, ora, che hanno bisogno: per una pesante faccenda domestica, per essere accompagnati da qualche parte, o, soltanto, per scambiare qualche chiacchiera che li distolga per un po’ dagli acciacchi o dai pensieri cupi.

Ma, la vita è sempre più caotica, figli e nipoti sono impegnatissimi, spesso si sbrigano con una telefonata : “mamma, come stai? ….sì, certo, che ti vengo a trovare…ma ti rendi conto che lavoro?” “ va bene, vieni quando vuoi… i bambini ( per i nonni, i nipoti sono bambini anche a vent’anni) come stanno? Quando si fanno vedere? “ “ Hanno tanto da fare, tra studio, nuoto, danza, palestra, amici… non essere ossessiva, mamma, verranno “. Non si ricorda più di quando, all’alba, telefonava “ mamma, vieni subito, Gianluca ha la febbre e io e mio marito dobbiamo assolutamente andare al lavoro” e nonna e nonno si precipitavano, senza nemmeno pensare “ nostra figlia è ossessiva “.

Passano altri anni, uno dei due vecchi muore, chi sopravvive ( più spesso la donna) resta solo e ha più bisogno di compagnia e di aiuto; che si fa? Nemmeno per un attimo i figli pensano di prenderlo in casa, anche se ci sarebbe posto, e, allora, se ci sono i mezzi, si provvede con una “badante”, altrimenti c’è il “ ricovero per anziani”.

Non voglio fare il melodrammatico, è la questione degli anziani ( oggi si dice anziani anche al posto di vecchi decrepiti) che è drammatica in se stessa.

Ragioniamo oggettivamente e astraendoci da situazioni personali; a chi importa , oggi, degli anziani ?

La politica parla solo dei giovani; dei diritti dei giovani e dei bambini. Giusto! E dei diritti degli anziani? Si promettono e si realizzano: asili nido, scuole, palestre, stadi, auditorium . Giusto!

E a Case di riposo, decenti ed economicamente accessibili, per anziani chi ci pensa? Si stabilisce che gli ultrasettantenni possono viaggiare gratuitamente sui mezzi pubblici (solo se hanno pensioni da fame) ma nessuno si preoccupa se non ce la fanno a salire il gradino del mezzo. Agli anziani non autosufficienti viene dato un sussidio di “accompagno”, intorno ai 600 euro, però poi si stabilisce che alle “badanti” deve essere dato un compenso minimo di 800 euro ( e comunque non se ne trovano, per anziani non autosufficienti, a meno di 1.200 euro, e per anziani, totalmente inabili, a meno di 1.800 euro ).

Questo è un accenno della scarsa, diciamo così, attenzione per gli anziani, da parte dello Stato , ma torniamo al nostro tema della famiglia.

Se i bambini, fin da piccolissimi vengono educati (o diseducati? ) al soddisfacimento delle proprie esigenze, senza alcun obbligo o sacrificio; se i giovani vengono istruiti a considerare la Famiglia una entità da cui si deve soltanto prendere, e indirizzati a richiedere alla Società tutto il possibile e l’impossibile, senza rispetto per nessuno, come ci possiamo meravigliare che, una volta diventati adulti, avendo sfruttato soprattutto i loro genitori, li abbandonino, pur di essere liberi, nelle braccia di una “badante” o di un’inserviente di uno squallido “pensionato” , senza nemmeno preoccuparsi se vengono trattati decentemente?

Forse sono troppo pessimista, o , forse, generalizzo i casi( benchè non tanto pochi) a mia conoscenza, ma, sentendo sempre più giovani dire degli anziani : “ in fondo, la loro vita l’hanno fatta, adesso tocca a noi”, penso che, tra dieci o venti anni, scomparsa la mia generazione, scomparirà anche la Famiglia vera, e, con essa, la gioia (e l’impegno) di vivere insieme e la sicurezza derivante dal sostegno reciproco.

Roma, 30 Marzo 2009

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