Venerdì 17 Giugno 2011 12:11

REPUBBLICA DELLE BANANE

Scritto da Maurizio Navarra
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di Franco Battaglia

 Più chiara di così, cari concittadini della Repubblica delle Banane, non si può essere!! Red.

Nella Repubblica delle Banane hanno vinto i sì. Sì, a questa domanda: «Volete voi abrogare il comma 1 dell’art. 5 del decreto n. 34 del 31.3.2011?». Recita il comma abrogato: «Resta sospesa per un anno l'efficacia delle disposizioni del decreto n. 31 del 15.2.2010, in relazione alla localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti elettronucleari». Il risultato del referendum ha così revocato la temporanea sospensione dei provvedimenti per la localizzazione e realizzazione degli impianti nucleari. Il risultato del referendum imporrebbe che si proceda speditamente e senza alcuna sospensione, alla localizzazione e realizzazione degli impianti nucleari. Ma siamo nella Repubblica delle Banane.

 

Ove c’è una Costituzione che, prevedendo un quorum per le consultazioni referendarie, riconosce, solo per esse, il diritto di non andare a votare, il Presidente della Repubblica delle Banane invita i cittadini a compiere il loro dovere andando a votare. Così come, nella Repubblica delle Banane è possibile, senza che alcuno dica nulla, che vi siano supermercati che offrono pacchi di pasta gratis e cinematografi che offrono il biglietto d’ingresso gratis a chi mostra la scheda elettorale timbrata.

 

Ove vi sarebbe l’obbligo del silenzio nelle ore immediatamente precedenti e nelle ore durante le elezioni, nella Repubblica delle Banane, in quelle stesse ore si svolgono copiose manifestazioni, nelle città e sulle spiagge, per la partecipazione al voto e per esprimerlo in un modo preciso. E sulle spiagge della Repubblica delle Banane sono concesse gratuitamente le sdraio a chi mostra la scheda elettorale timbrata. Un pacco di pasta, il biglietto del cinema, una sdraio, è il prezzo dei cittadini della Repubblica delle Banane.

 

Il terzo Tg della Tv pubblica della Repubblica delle Banane ha dato la “notizia” che il Papa, in un Suo discorso, consigliava di votare contro il nucleare. In realtà, il Papa, in quel discorso, la parola “nucleare” non l’aveva mai pronunciata; ma si era limitato ad auspicare che l’umanità si impegnasse nello sviluppo delle tecnologie pulite di produzione energetica. Del nucleare, appunto. Tant’è che il Sommo Pontefice, già nel Suo discorso al Cinquantenario dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, aveva invitato la scienza e la tecnica ad «elevare i livelli di sicurezza dell’energia nucleare», non ad abolirne l’uso. In una Repubblica diversa da quella delle Banane, quel Tg sarebbe stato messo a tacere per almeno 3 mesi, ma nella Repubblica delle Banane si può essere messi a tacere senza aver detto alcuna bugia (bentornato Vittorio Feltri) e si possono dire colossali bugie senza che vi sia alcuna ammonizione.

 

Nella Repubblica delle Banane, pur di raggiungere il quorum nessuna strategia è risparmiata neanche, anzi soprattutto, quella del terrore. «Avete visto Fukushima?», hanno terrorizzato. Orbene, nell’ultimo rapporto (1 giugno) dell’Agenzia di sicurezza nucleare giapponese si legge testualmente: «To date, no health effects have been reported in any person as a result of radiation exposure from the nuclear accident». Fino ad oggi non è stato riportato alcun effetto sanitario in alcuna persona in conseguenza dell’esposizione alle radiazioni dall’incidente nucleare. Lo sapevate? Certo che no: nella Repubblica delle Banane vige la strategia del terrore.

 

L’Opposizione è contro la privatizzazione della gestione dell’acqua. Ma nella Repubblica delle Banane, nei Comuni amministrati da quella stessa Opposizione, la gestione dell’acqua è in mano ai privati: così è nella mia città, Modena, ove gli amministratori fanno gestire l’acqua potabile dai privati, il principale dei quali è una società per azioni.

 

Il Governo aveva in programma il riavvio del nucleare, per riportare l’Italia entro la compagine europea (ove il nucleare è la prima – la prima! – fonte di energia elettrica) e fare dell’elettronucleare un bene di produzione, e non d’importazione come per 25 anni è stato. Ma nella Repubblica delle Banane il Governo non ha il coraggio di avere il coraggio di difendere il proprio impopolare ma lungimirante operato: votate come vi pare, hanno detto quelli del partito di governo. Sono rimasto senza parole, quando ho ascoltato queste parole.

 

Bersani, Di Pietro, Vendola, sono questi i governanti, e Adriano Celentano e Beppe Grillo, sono questi i ministri per l’energia, degni in una Repubblica delle Banane. Ove i cittadini hanno abrogato «la sospensione di un anno delle norme per la localizzazione, realizzazione ed esercizio degli impianti elettronucleari». Ove, quindi, si dovrebbe procedere speditamente, senza alcuna sospensione. Almeno così dovrebbe essere. Se non si fosse nella Repubblica delle Banane.

Franco Battaglia

Maurizio Navarra

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