Poche righe per riflettere su una vicenda tragica e triste.
di Maurizio Navarra
Questo Breivik, illustre sconosciuto fin quando è assurto alle cronache come autore di un grave atto delinquenziale, magari è realmente convinto di "passare alla storia". Vorrebbe essere ricordato come un simbolo, anche negativo, ovvero come "il più grande mostro dopo la seconda guerra mondiale", sono le sue stesse parole. Con amarezza bisogna riconoscere che, grazie alla moderna comunicazione, soprattutto quella che si sviluppa sul web, il suo scopo è stato parzialmente raggiunto e che la "memoria elettronica" che incombe su tutti noi lo ricorderà comunque, ricorderà il suo folle e sconsiderato gesto.
Dovrebbe essere impegno preciso ed irrinunciabile, per chiunque si occupi di informazione in modo serio ed onesto, lavorare in senso esattamente contrario e ridurre questo grottesco e tragico manichino a ciò che in realtà è. Non si cada nella trappola di dare contenuti politici, economici, sociali o storici al gesto di un pazzo esaltato. Altri delitti similari sono stati consumati nel mondo ripercorrendo un clichet oramai visto e rivisto. Varia soltanto il numero delle vittime. Tutte le volte che capita un fatto di questa natura ci si interroga sempre su come faccia una persona ad entrare in possesso di armi micidiali, o sul come un criminale faccia a procurarsi sostanze in grado di tramutarsi, una volta miscelate, in micidiale esplosivo. La risposta, purtroppo, è che tutto ciò non è affatto difficile per chi entra nel meccanismo mentale della vocazione di compiere una strage di persone indifese ed innocenti.
Dal punto di vista della prevenzione, voglio sottolineare questo punto, resta ancora molto da fare. Ovviamente non è questo un terreno facilmente percorribile, ma è l'unico terreno che il cittadino comprende come principale compito delle forze di sicurezza, a tutti i livelli. Non è infatti tanto importante che Breivik sia stato catturato, addirittura non può essere escluso che la fuga non facesse parte del piano. Non è importante che l'omicida se ne starà in galera per un periodo più o meno importante della sua mal spesa esistenza. E' sommamente importante che a tanti sia stato negata la possibilità di vivere la propria vita. E nessuno è in grado di valutare il danno che l'umanità intera subirà per la perdita di questi giovani, morti realmente invano.
Forse è giunto il momento di "pensare globale" sul tema della sicurezza, forse è giunto il momento di stabilire o rinsaldare livelli di collaborazione tra tutte le organizzazioni che, nel mondo, si occupano della protezione dei cittadini e della prevenzione dei delitti. Non sarebbe neppure necessario creare strutture nuove, ma potenziare ciò che già esiste mettendolo in condizione di raggiungere livelli nuovi di efficacia ed efficienza. La nuova frontiera è elettronica perché la tentazione di "mettere in linea" sul web i propri pensieri accomuna molte menti deviate. Su questo difficoltoso, spesso poco individuabile terreno, va stesa la rete della prevenzione.
Sono girate, e concludo, folli foto di Breivik posa marziale, mascella volitiva (forse risultato di una plastica facciale?) foto in uniforme, con indosso le insegne della massoneria e persino richiami ai Templari. Ritenere che tutto ciò faccia parte di un percorso logico, in grado di svelare fino in fondo le pieghe di questa tortuosa e misera personalità potrebbe essere una buona cartina di tornasole per individuare portatori di teorie tortuose, magari perfino destabilizzanti.
Maurizio Navarra








