Domenica 28 Agosto 2011 21:19

Commercio – Economia – Made in Italy - Carceri

Scritto da Salvatore Giuliano Franco

di Salvatore Giuliano Franco

L'attenzione dell'autore si accentra sul settore del microcommercio, quello dei banchi, banchetti e bancarelle che invadono oramai le nostre strade malgrado il lavoro di prevenzione e repressione condotto dalla Polizia locale. Incanalare questo settore nella legalità non è impresa da poco ,,, anche perché molti cittadini e cittadine fruiscono di questa tipologia di "distribuzione". Una lotta non facile. Chi ha fame cerca di sfamarsi in ogni modo ... (Red)

Quando sento i nostri politici che parlano della crisi in atto in Italia, ed in particolare della disoccupazione, della mancanza di liquidità, del commercio morente e della quasi in difendibilità del Made in Italy, ebbene, non mi vergogno a dirlo, mi scompiscio dalle risate, e tutte le famose variazioni di Totò sulla pernacchia, mi si affollano non soltanto sulle labbra.

Non voglio qui sottoporre a esame critico la nostra economia o la nostra finanza, non ne sarei davvero all’altezza, e nemmeno alla bassezza, voglio invece guardare, da un punto di vista pratico, solo una particolare situazione di Roma, forse esemplificativa anche per tutto lo stivale.

Da una rilevazione molto recente, in Roma risultano presenti circa 400.000 immigrati regolari e, dei 650.000 irregolari censiti dalla Caritas su tutto il territorio nazionale, circa 80.000 si sommano, su Roma, a quelli regolari,ma vanno ancora aggiunti 20.000 zingari  dei 120.000 che circolano in Italia.

Sono quindi ben mezzo milione i non italiani che, a titolo diverso, convivono con i romani.

Ipotizziamo pure che il 50% abbiano casa, lavoro e reddito sufficiente.

Bene, Roma conta 20 Municipi, (e oggi ancora non comprendo perché mai, l’antica e storica divisione in 22 Rioni non sia stata rispettata) e, mediamente, in ogni Municipio, oggi, calcolando il quasi automatico incremento numerico su una vecchia rilevazione, si possono contare intorno ai 1200 banchetti dove viene venduto ogni genere di merce.

Ogni banchetto conta, direttamente e indirettamente, una decina di addetti e un ricavo vendite giornaliero non inferiore ai 250 €.

Quest’ultimo dato può essere confermato con una semplice indagine, svolta però in modo assai riservato e cum grano salis.

Poiché ho fatto e insegnato ricerche di mercato, se mi si volesse affidare un qualche incarico, praticherò uno sconto del 35% sugli attuali costi operativi.

Ma, tornando a noi, quei 250 € moltiplicati per 24mila banchetti danno un totale di 6 milioni di Euro al giorno.

6 milioni di € che, se entrassero nelle casse dei commercianti romani, farebbero rifiorire il commercio e quindi l’industria, si!, anche l’industria, perché circa il 50%  giunge sempre alla produzione, mentre ora va in buona parte in Cina.

Invece di acquistare merce taroccata i romani tornerebbero a rivalutare la qualità e la produzione nazionale, anche pagando di più, e quel flusso di danaro continuerebbe a girare nelle scarselle italiane, invece di prendere la strada per l’estero.

2.190.000.000 € l’anno solo su Roma e, per tutta l’Italia, questa cifra andrebbe almeno moltiplicata per 10: circa 22 miliardi di Euro!

Attenzione però, abbiamo parlato solo degli irregolari  e di coloro che non hanno né casa, né lavoro, né reddito ufficiale, quindi non me ne vogliano i buonisti che sono propensi ad ospitare nel proprio letto ogni bisognoso, vero o falso, buono o cattivo.

Il 40%  dei nostri carcerati è un povero bisognoso non italiano, il che vuol dire che quelle genti delinquono secondo queste proporzioni (25.000:5.000.000 = 1,225 ….. 37.500:55.000.000 = 0,068), questi indiscutibili numeri ci dicono che i bravi stranieri sul nostro territorio delinquono, ciascuno di loro, 18 volte di più di un italiano.

Il bello è che quei numeri tengono conto anche degli stranieri integrati, se poi invece quei 5.000.000 venissero ridotti ai soli irregolari, circa 700.000, allora ciascuno di questi delinque 126 volte di più della media degli italiani.

Ripeto, solo per i duri d’orecchio e di comprendonio: oggi in Italia ogni immigrato irregolare, comunitario, extracomunitario o zingaro, mette mediamente in atto 128 azioni criminali per ogni singolo atto criminale posto in essere da un italiano.

Non è forse questo, e quello dei banchetti di cose taroccate, motivo sufficiente per scompisciarsi dalle risate in faccia a sindaci e onorevoli che tutto promettono e niente mantengono, e in particolare sul muso dei cattocomunismi, amici solo dei nemici degli italiani?

E’ oggi giunto il momento di urlar loro in faccia la famosa frase ciceroniana:

Quousque tandem abutere Catilina, patientia nostra?

E fino a quando, signori mestatori, abuserete della nostra pazienza?

salvatore giuliano franco

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