E c'è ancora chi parla di nucleare, essendo convinto che questo sistema di produrre energia non sia quel mostro che tutti hanno dipinto. La Redazione è chiaramente a favore del nucleare.
(Roma 3 settembre 2011) - Il Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare (Cirn) ha il difetto ontologico di essere formato da persone razionalmente convinte e motivate, che hanno persino imparato a fare un fattore di forza della sproporzione di mezzi e di risorse con cui devono misurarsi con il fronte avverso, ben resa dalla metafora delle barchette di carta riciclata, le uniche che le nostre finanze ci consentono, contrapposte alle flottiglie delle “superpotenze” ecoambientaliste, anche se in questi giorni, con un investimento di 50 centesimi di euro, abbiamo ridotto le distanza acquisendo, in liquidazione presso un negozio cinese, come ammiraglia della nostra “invincibile armata” una ciambellina gonfiabile di 40 centimetri di diametro.
Ma nell’immaginario collettivo siamo però la “potente lobby” politica e finanziaria del nucleare, che contattata sotto un ombrellone firmato dalle stesse esclusivissime “griffe” della “ciambella ammiraglia” piantato nella piacevole spiaggia (libera) di Castelfusano, viene dipinta all’ombra di esclusivi paradisi tropicali a godersi la beffa di una pubblicazione, realizzata con molto sudore (non solo metaforico) e un grande impegno collettivo di qualificatissimi professionisti, ma interpretata come resa possibile da un grande dispendio di mezzi finanziari. Si tratta della messa in rete degli atti del convegno “Nucleare: la ripartenza dopo il referendum”, imperniato sul paradosso dell’abrogazione per referendum di due comma della Legge “Abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari”, quindi di fatto, la cancellazione della moratoria nucleare, in quanto abrogazione della sua abrogazione, e di quelle norme che imponevano al Governo sui temi energetici, in generale e non solo sul nucleare, la cui parola peraltro non risultava nell’abrogato comma 8, la consultazione preventiva di Enti ed Amministrazioni a vario livello. Nello specifico, pertanto, il nucleare, almeno sotto il profilo giuridico, non ovviamente del consenso dell’opinione pubblica, può immediatamente ripartire per espressa corale volontà referendaria.
Le psicosi e i timori dell’opinione pubblica sono stati, invece, la chiave di lettura fortemente critica e viscerale, di cui si è fatta carico la giornalista Roberta Valeriani, peraltro cara amica sul piano personale del Segretario Giorgio Prinzi, con un articolo che ha trovato su varie testate, proprio per questa spinta radicalizzazione, quella ospitalità che i comunicati e le iniziative del Cirn non trovano. Una ulteriore controprova che le redazioni sono in stragrande maggioranza fortemente ideologizzate, a cominciare dagli eredi dell’Agenzia giornalistica “Stefani”.
Per fortuna questo modo talebano, quanto mai lontano dal dettato e dallo spirito della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, pur essendo generalizzato, non è generale. Sarà un caso ma un atteggiamento “fuori dal coro” caratterizza testate storiche, quali L’opinione delle Libertà, fondata dal Cavour, Padre del liberalismo nazionale; Agenzia Radicale, che si riconosce in un impegno libertario spinto sino al parossismo, che ospita anche i nostri punti di vista, che apertamente dichiara di non condividere e senza mezzi termini controbatte e contrasta, ma sui quali non rifiuta il confronto; Alessandria Oggi, più volte fatta oggetto azioni di intolleranza, tipiche della diffusa cultura nazistalinista imperante. Le neosquadracce odierne sono sempre pronte a colpire nella speranza di intimidire e zittire voci scomode (vedere articolo su “il Giornale” di oggi), come con l’atto in tipico stile mafioeconazistalinista messo a segno ai danni del professor Franco Battaglia, che, come altri docenti ope legis nel 1938 per non dissimili, nella sostanza, forme di intolleranza ideologica che si configura sempre come una variante del razzismo, si vorrebbe oggi ope facebook allontanare dalla sua Cattedra universitaria.
Ripetiamo si tratta di una situazione generalizzata, non generale. Nel contingente facciamo riferimento al quotidiano online “Affari Italiani”, che con grande risalto ha ospitato la nostra replica ad un precedente articolo, che pure riportava, come abbiamo apertamente riconosciuto, il nostro pensiero integrale senza manipolazione alcuna.
Pubblichiamo a seguire la nostra replica ad esso, ospitata come editoriale della rubrica “Green” di “Affari Italiani”, che torniamo sentitamente a ringraziare.








